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L’amarezza del Natale

24 dicembre 2014

Eccomi qui dopo un anno e mezzo di assenza: un anno e mezzo pieno di tutto tranne che di tempo.

Sono qui per stare al fianco di chi

  • non ha gioia
  • ha il cuore pieno di dolore
  • è schiaffeggiato ed aggredito dalla cattiveria e suoi derivati
  • non ha più il coraggio di sperare
  • non vede neppure più le luci e la luce del Natale

Sono qui al loro fianco perchè anch’io sto come loro con una gran voglia di chiudermi a riccio ma con ancora la forza per dire:

SALVIAMO LA LUCE

e non importa quanto al buio si è

non importa se lo si dice con le lacrime agli occhi

perchè come al solito …

pochi sono causa di dolore

molti sono scrigni d’amore

Occorre, anche se pare un controsenso, essere razionali. Razionali con la razionalità di Dio però.

Occorre essere realisti con il realismo di Dio.

Il male c’è ed urla, sbraita, mette tutto in subbuglio e domina la scena del nostro cuore e dei nostri occhi

ma c’è anche tanto bene, molto più bene e sta al di là di questo dominante campo di battaglia.

E’ là con le ali spalancate come un angelo protettore che dice “Vieni”

Noi di fronte al male siamo nulla, ci schiaccia. Se poi il male arriva da chi dovrebbe amarci … beh allora ci annienta del tutto.

Ma quelle ali spiegate dal Bene Assoluto sono lì proprio per ognuno di noi.

Serve solo un atto di Fede, un enorme atto di Fede

perchè il dolore e l’amarezza è un grande inganno che funziona sempre ed ha come scopo di allontanare dalla Speranza, dall’amore, dalla gratitudine, di far scagliare contro il Signore di tutto.

A Natale, proprio a Natale, questo inganno si ingigantisce.

Allora la nostra amarezza che diventi dono, che diventi un “Grazie Mio Dio”, che diventi impegno fino allo sfinimento a soccorrere i disperati, che diventi abnegazione e sordità a sé stessi perchè – dobbiamo ricordarci tutti e proprio a Natale – che Dio Padre non ha ascoltato il Suo dolore per donare ad ogni suo figlio, la Salvezza di un Figlio … Dio Padre ha ascoltato solo l’Amore.

Non lasciamoci ingannare dal male e appoggiamo la testa ed il cuore stanco sulle ginocchia di Maria.

Buon Natale e Buona Vita

Figli

24 giugno 2013

Qualcuno è padre

Qualcuna è madre

Ma tutti siamo figli.

Mai dimenticare questo: il dimenticarlo significa perdere la propria identità.

Significa diventare supponenti, fini a sé stessi, a volte spietati, spesso insensibili.

L’essere figli è un elemento comune a tutti, nessuno escluso … persino Nostro Signore è rimasto in questa condizione di figlio.

Mai dimenticare di essere figli perchè smetteremmo di essere umani.

Per sapere dove si va è necessario sapere da dove si proviene, è necessario conoscersi e riconoscersi.

Anche questo è essere figli e come tutti i figli devono onorare ed essere grati ai genitori i quali – a loro volta – sono grati ai loro e così si forma una catena indistruttibile di gratitudine.

Riconoscere

15 aprile 2013

Quanta difficoltà si legge nei Vangeli nel riconoscere il Signore Risorto!!!!

Ma come mai?

Sì, certo, ce lo hanno spiegato il motivo per cui nessuno Lo ha riconosciuto nell’immediato, ma io ho un dubbio considerando un’esperienza che tutti hanno vissuto: quando si incontra – ad esempio – un collega di lavoro al mare o in montagna o in luogo distante decine di km. dal luogo consueto.

Ma credo ci sia anche un altro motivo per cui donne ed apostoli non hanno riconosciuto Gesù Risorto immediatamente: la condizione di Risorto non fa parte della nostra esperienza umana e quindi il nostro cervello dubita e non riconosce … anche se cuore ed occhi lo fanno come se fossero organi che per un attimo si separano dai comandi cerebrali.

La nascita (Natale) e la morte (Venerdì Santo) sono esperienze nostre, ma la Resurrezione ci sfugge e sfugge alla nostra razionalità.

Riconosciamo il Cristo Crocifisso, ma facciamo fatica (ancora oggi) a riconoscere il Cristo Risorto perchè la risurrezione non fa parte della nostra esperienza e conoscenza umana.

La stranezza, però, è stato Tommaso. Il discepolo che ha dubitato, quello che voleva le prove, quello che ancora oggi viene commentato come “poca Fede”. Bene, questo discepolo, non ha avuto dubbio alcuno a riconoscere Gesù Risorto alla sola vista: il voler mettere il dito nelle ferita era solo perchè voleva essere sicuro, ma comunque sia, Tommaso ha riconosciuto il Signore alla sola vista.

Tommaso ci vedeva bene e voleva solo portare al cervello la prova che quello che vedeva era reale: ha imposto al cervello la volontà del cuore e degli occhi.

Credo non ci sia Fede più bella e grande di questa.

 

Benedetto XVI

13 febbraio 2013

“Quando la paura bussa alla tua porta, manda la tua fede ad aprire:

non troverà nessuno.”

Martin Luther King

Il Papa si dimette

Un fulmine colpisce il cupolone di San Pietro

Ed è la paura, il panico … Io, come tanti, sul momento abbiamo provato gli stessi sentimenti

Smarrimento e sensazione di abbandono … e non solo dal Papa, ma da Dio stesso.

Il cuore mi si è stretto … E pensare che non mi piaceva molto all’inizio questo Papa giardiano.

Poi ….

poi le Sue parole, la sua scelta di rimanere in Vaticano in un quasi monastero per pregare e meditare.

Che cosa c’è di meglio di una guida che prega e medita?

La preghiera è il “sangue” della Chiesa

La preghiera è il “respiro” della Chiesa

La preghiera … e quel lampo che ha colpito il “cupolone” è parsa una radice gigantesca che collegava la Terra al Cielo.

Lo smarrimento continua (anche a causa delle mille sciocchezze apocalittiche che in questi giorni si scatenano), il senso di abbandono anche, ma in questo preciso momento mi sono ricordata della frase di Martin Luther Kink

“Quando la paura bussa alla tua porta, manda la tua fede ad aprire: non troverà nessuno.”

Sabato 2 febbraio x domenica 3 febbraio

2 febbraio 2013

Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente,

egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Se la sentissimo così senza alcun riferimento alla Parola di Dio diremmo che è una cosa normale, perchè a molti succede questo.

Da qui mi è lecito pensare che ciò che ci chiede Dio è “normale umanità”.

La normalità che diventa normale eccezionalità.

Sacro per noi è Dio, ma Dio stesso ci dice che sacro è l’uomo.

Straordinaria semplicità. Tutto sommato il Vangelo e tutta la Parola di Dio è “solamente” semplice umanità.

Portiamo il Cielo in Terra.

Pensiero

1 febbraio 2013

Se la donna come madre

è portatrice della vita,

l’uomo come padre

è custode della vita.

Poi, può succedere che

la donna come madre sia custode della vita

e

l’uomo come padre sia portatore della vita.

E’ da Natale che ho in testa questa frase e per molto tempo è rimasta in incubazione.

Ora è tempo che “veda la luce”.

Maternità e paternità sono viste come condizioni “normali”, ma in rapporto alla vita è una condizione eccezionale, un miracolo che ogni giorno si compie sotto i nostri occhi.

E non parlo “solo” di maternità e paternità biologica, ma parlo di maternità e paternità spirituale che è la vera condizione per essere davvero madre e padre.

Miracolo di Natale in Avvento

30 novembre 2012

Càpita, a volte càpita davvero e proprio in una città caotica, con molta violenza e con tutto “troppo”.

Questa volta, però, è un “troppo” che colpisce al cuore tutti, che indica la strada, che muove alla speranza e che fa esplodere di gioia con un “E’ possibile, è davvero possibile”

Ecco qui di cosa sto parlando.

Buon Avvento a tutti.

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