Skip to content

Crescere o far crescere

20 aprile 2017

“Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” (cit. F. Rebelais).

Sante parole davvero, peccato che non è così nella vita reale.

Forse dirò una stupidata, ma i bimbi crescono da soli, con i loro tempi, i loro modi … E’ una legge naturale che nessuno si dovrebbe permettere di ostacolare.

Ma i genitori e/o educatori a che servono?

Semplice, a tenerli sulla strada giusta e quindi

^ quello che non si deve fare … e specificare sempre il perchè in modo che il bimbo capisca

^ tentare di fare cose nuove, ma senza imposizione ed oppressione

Insomma, un bimbo impara perchè

^ vede gli adulti

^ vede gli altri bambini soprattutto

^ perchè (e la dico grossa) un bimbo naturalmente è al tempo stesso dipendente ed indipendente ( e meno male)

I tempi di crescita sono del tutto personali e soggettivi.

Lo stare ai libri in cui si dice che un bimbo a x anni deve saper fare x cose è spaventoso e si fnisce – come al solito – a mortifcare, stressare un bimbo minando la cosa più importante ed essenziale alla crescita: l’autostima.

“Accendere il fuoco” significa solo stimolare in lui la voglia di fare cose nuove (anche questo del tutto naturale).

La salute psichica di una persona si gioca tutta qui e ricordiamoci tutti che:

gli oppressi diverranno – a loro volta quando avranno il potere di essere adulti – degli oppressori.

 

Annunci

Quei baby genitori che ci danno una bella lezione

15 aprile 2017

Non c’è un’età per essere bravi genitori. Posso dirlo per mia esperienza, purtroppo.
Che conta è la capacità di donarsi, la capacità di stare nei propri principi e salvaguardare la vita sia essa nascente che in evoluzione.
Sono emozionata di fronte a questi ragazzi, ma molto di più davanti ai genitori della baby coppia. Che dire … buon sangue non mente.
Personalmente sto vivendo drammi dovuti ai sistemi educativi di Midi e scuole materne… Cose davvero terribili, ma come nonna non posso fare altro che “compensare” i disastri psicoemotivi che – oltretutto – i genitori condividono per incapacità di informarsi, di opporsi e di difendere … ma si sa, per queste cose è necessario rimetterci “la faccia” … Cosa che questi baby genitori e baby nonni hanno fatto egregiamente.

Una casa sulla roccia

La lezione dei baby genitori di Conegliano Venetodi Luigi Santambrogio

Bisognerebbe aggiungerla a quelle tre buone notizie (di cui Alfredo Mantovano ha dato conto), perché il poker d’assi sia finalmente completo. Una quarta storia per dire che non tutto è perduto, che c’è sempre una scheggia di bene sfuggita al caos calmo e senza speranza della nostra società. Quella dei due baby genitori di Castelfranco Veneto, passata sui grandi giornali quasi invisibile, come la scia di una stella filante. Poi “scandalo” è tornato nell’ombra, uscito dalle pagine: ma forse è meglio così. Qualcuno avrebbe potuto guastarlo, buttarlo nella mischia delle solite battaglie abortiste. La storia, invece, ha qualcosa di inedito e meraviglioso.

View original post 902 altre parole

Responsabilizzare o rendere consapevoli

9 aprile 2017

Il titolo potrebbe suonare strano perchè il primo dovrebbe corrispondere all’altro.

Invece, purtroppo, non è così.

Noto che si tende a “responsabilizzare” senza rendere consapevoli i bimbi di quello che stanno facendo.

Un esempio: il mettere a posto i giocatolli. Si dice e ripete al bambino di mettere in ordine i suoi giocatoli. Certo, ma perchè?

I bambini (come anche gli adulti) hanno bisogno di un perchè, di una dimostrazione che motivi un gesto od un altro.

Quindi: si mettono a posto i giocattoli perchè:

  1. rubano spazio per correre
  2. possono causare danni correndo
  3. non si trovano più

e via di questo passo.

Da non dimenticare, poi, il far vedere loro COME si mettono a posto i giocattoli … perchè i bambini non lo sanno!!! Specie se sono piccoli.

Questo si chiama rendere consapevoli e da qui dopo (ma solo dopo) arriva il responsabilizzare.

Il “rendere consapevoli” è in assoluto l’unica cosa importante da fare nell’educazione ai bimbi: in questo modo cresceranno forti di carattere, stabili emotivamente e poco propensi a seguire i “vari branchi” che la vita propone.

Il “rendere consapevoli” obbliga ad “usare la testa”, non ad ubbidire tanto per ubbidire.

Certo, è un grosso impegno per educatori e genitori, porta via un sacco di tempo … molto meglio scaricare tutto sotto il tema “responsabilizzare” che – diciamocela tutta – in questo caso serve solo a de-responsabilizzare educatori e genitori.

Un errore di questo genere provoca una crescita forzata, fuori dai tempi personalissimi di ogni bambino … e questa crescita forzata diventerà fonte di gravi problemi in età adolescenziale … senza considerare che potrebbe provocare in futuro una aggressività negativa (se gli altri non fanno ciò che si dice loro) e tendenza al comando.

Ho visto cose terribili nelle scuole … anche quelle materne: bambini obbligati a tenere in ordine armadietti senza supervisione, senza accompagnarli e senza far vedere loro, fino a quando impareranno, come si fa.

Sono esempi piccoli, ma quanti danni provocano alla psiche (delicatissima) dei bambini … sono gravi errori che fanno crescere su una strada sbagliata … del tutto “moderna” in cui vige l’apparenza, lo schiacciare l’altro e via discorrendo.

Questa tendenza a responsabilizzare piuttosto che a rendere consapevoli è molto diffuso e corrisponde ad una – ahimè – esigenza degli adulti di togliersi dai piedi i bimbi piccoli …perchè … ebbè … a 3 anni molti si stufano di spiegare 10/100/1000 volte e si “ordina” al piccolo di fare determinate cose con conseguenti sgridate o rimbrotti se non fa come si dice di fare.

E indizia a farsi strada la frustrazione  nei bimbi, la ribellione, lo sgomento per le sgridate o … il compiacimento a tutti i costi dell’adulto ma senza capire il motivo di questa sospensione di amore di cui è indice la sgridata.

Terribile, davvero terribile.

 

Io, nonna

8 aprile 2017

Inizio questa nuova sezione che riguarderà l’educazione dei bambini, scuole comprese.

Purtroppo devo ammettere che i bimbi sono le creature più bistrattate dell’umanità intera.

Altrettanto purtroppo, non ho titoli per combattere queste situazioni veramente penose: ho solo una grande esperienza in ambiti educativi con 5 anni di confronto continuo con professionisti psico pedagoghi visto che ero responsabile di molti bimbi … e pure con grandissimi problemi.

Essendo “disperata” perchè non posso aiutare i piccoli affiderò le mie parole a questo blog sperando che qualche professionista li prenda in considerazione.

Ovvio che il tempo a mia disposizione è pochissimo, ma devo pur fare qualche cosa.

Spero che funzioni, spero che il mio sogno si avveri e magari anche la mia piccola ed amata nipotina ne potrà godere.

Grazie

L’amarezza del Natale

24 dicembre 2014

Eccomi qui dopo un anno e mezzo di assenza: un anno e mezzo pieno di tutto tranne che di tempo.

Sono qui per stare al fianco di chi

  • non ha gioia
  • ha il cuore pieno di dolore
  • è schiaffeggiato ed aggredito dalla cattiveria e suoi derivati
  • non ha più il coraggio di sperare
  • non vede neppure più le luci e la luce del Natale

Sono qui al loro fianco perchè anch’io sto come loro con una gran voglia di chiudermi a riccio ma con ancora la forza per dire:

SALVIAMO LA LUCE

e non importa quanto al buio si è

non importa se lo si dice con le lacrime agli occhi

perchè come al solito …

pochi sono causa di dolore

molti sono scrigni d’amore

Occorre, anche se pare un controsenso, essere razionali. Razionali con la razionalità di Dio però.

Occorre essere realisti con il realismo di Dio.

Il male c’è ed urla, sbraita, mette tutto in subbuglio e domina la scena del nostro cuore e dei nostri occhi

ma c’è anche tanto bene, molto più bene e sta al di là di questo dominante campo di battaglia.

E’ là con le ali spalancate come un angelo protettore che dice “Vieni”

Noi di fronte al male siamo nulla, ci schiaccia. Se poi il male arriva da chi dovrebbe amarci … beh allora ci annienta del tutto.

Ma quelle ali spiegate dal Bene Assoluto sono lì proprio per ognuno di noi.

Serve solo un atto di Fede, un enorme atto di Fede

perchè il dolore e l’amarezza è un grande inganno che funziona sempre ed ha come scopo di allontanare dalla Speranza, dall’amore, dalla gratitudine, di far scagliare contro il Signore di tutto.

A Natale, proprio a Natale, questo inganno si ingigantisce.

Allora la nostra amarezza che diventi dono, che diventi un “Grazie Mio Dio”, che diventi impegno fino allo sfinimento a soccorrere i disperati, che diventi abnegazione e sordità a sé stessi perchè – dobbiamo ricordarci tutti e proprio a Natale – che Dio Padre non ha ascoltato il Suo dolore per donare ad ogni suo figlio, la Salvezza di un Figlio … Dio Padre ha ascoltato solo l’Amore.

Non lasciamoci ingannare dal male e appoggiamo la testa ed il cuore stanco sulle ginocchia di Maria.

Buon Natale e Buona Vita

Figli

24 giugno 2013

Qualcuno è padre

Qualcuna è madre

Ma tutti siamo figli.

Mai dimenticare questo: il dimenticarlo significa perdere la propria identità.

Significa diventare supponenti, fini a sé stessi, a volte spietati, spesso insensibili.

L’essere figli è un elemento comune a tutti, nessuno escluso … persino Nostro Signore è rimasto in questa condizione di figlio.

Mai dimenticare di essere figli perchè smetteremmo di essere umani.

Per sapere dove si va è necessario sapere da dove si proviene, è necessario conoscersi e riconoscersi.

Anche questo è essere figli e come tutti i figli devono onorare ed essere grati ai genitori i quali – a loro volta – sono grati ai loro e così si forma una catena indistruttibile di gratitudine.

Riconoscere

15 aprile 2013

Quanta difficoltà si legge nei Vangeli nel riconoscere il Signore Risorto!!!!

Ma come mai?

Sì, certo, ce lo hanno spiegato il motivo per cui nessuno Lo ha riconosciuto nell’immediato, ma io ho un dubbio considerando un’esperienza che tutti hanno vissuto: quando si incontra – ad esempio – un collega di lavoro al mare o in montagna o in luogo distante decine di km. dal luogo consueto.

Ma credo ci sia anche un altro motivo per cui donne ed apostoli non hanno riconosciuto Gesù Risorto immediatamente: la condizione di Risorto non fa parte della nostra esperienza umana e quindi il nostro cervello dubita e non riconosce … anche se cuore ed occhi lo fanno come se fossero organi che per un attimo si separano dai comandi cerebrali.

La nascita (Natale) e la morte (Venerdì Santo) sono esperienze nostre, ma la Resurrezione ci sfugge e sfugge alla nostra razionalità.

Riconosciamo il Cristo Crocifisso, ma facciamo fatica (ancora oggi) a riconoscere il Cristo Risorto perchè la risurrezione non fa parte della nostra esperienza e conoscenza umana.

La stranezza, però, è stato Tommaso. Il discepolo che ha dubitato, quello che voleva le prove, quello che ancora oggi viene commentato come “poca Fede”. Bene, questo discepolo, non ha avuto dubbio alcuno a riconoscere Gesù Risorto alla sola vista: il voler mettere il dito nelle ferita era solo perchè voleva essere sicuro, ma comunque sia, Tommaso ha riconosciuto il Signore alla sola vista.

Tommaso ci vedeva bene e voleva solo portare al cervello la prova che quello che vedeva era reale: ha imposto al cervello la volontà del cuore e degli occhi.

Credo non ci sia Fede più bella e grande di questa.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: