Crescere o far crescere

“Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” (cit. F. Rebelais).

Sante parole davvero, peccato che non è così nella vita reale.

Forse dirò una stupidata, ma i bimbi crescono da soli, con i loro tempi, i loro modi … E’ una legge naturale che nessuno si dovrebbe permettere di ostacolare.

Ma i genitori e/o educatori a che servono?

Semplice, a tenerli sulla strada giusta e quindi

^ quello che non si deve fare … e specificare sempre il perchè in modo che il bimbo capisca

^ tentare di fare cose nuove, ma senza imposizione ed oppressione

Insomma, un bimbo impara perchè

^ vede gli adulti

^ vede gli altri bambini soprattutto

^ perchè (e la dico grossa) un bimbo naturalmente è al tempo stesso dipendente ed indipendente ( e meno male)

I tempi di crescita sono del tutto personali e soggettivi.

Lo stare ai libri in cui si dice che un bimbo a x anni deve saper fare x cose è spaventoso e si fnisce – come al solito – a mortifcare, stressare un bimbo minando la cosa più importante ed essenziale alla crescita: l’autostima.

“Accendere il fuoco” significa solo stimolare in lui la voglia di fare cose nuove (anche questo del tutto naturale).

La salute psichica di una persona si gioca tutta qui e ricordiamoci tutti che:

gli oppressi diverranno – a loro volta quando avranno il potere di essere adulti – degli oppressori.

 

Quei baby genitori che ci danno una bella lezione

Non c’è un’età per essere bravi genitori. Posso dirlo per mia esperienza, purtroppo.
Che conta è la capacità di donarsi, la capacità di stare nei propri principi e salvaguardare la vita sia essa nascente che in evoluzione.
Sono emozionata di fronte a questi ragazzi, ma molto di più davanti ai genitori della baby coppia. Che dire … buon sangue non mente.
Personalmente sto vivendo drammi dovuti ai sistemi educativi di Midi e scuole materne… Cose davvero terribili, ma come nonna non posso fare altro che “compensare” i disastri psicoemotivi che – oltretutto – i genitori condividono per incapacità di informarsi, di opporsi e di difendere … ma si sa, per queste cose è necessario rimetterci “la faccia” … Cosa che questi baby genitori e baby nonni hanno fatto egregiamente.

Una casa sulla roccia

La lezione dei baby genitori di Conegliano Venetodi Luigi Santambrogio

Bisognerebbe aggiungerla a quelle tre buone notizie (di cui Alfredo Mantovano ha dato conto), perché il poker d’assi sia finalmente completo. Una quarta storia per dire che non tutto è perduto, che c’è sempre una scheggia di bene sfuggita al caos calmo e senza speranza della nostra società. Quella dei due baby genitori di Castelfranco Veneto, passata sui grandi giornali quasi invisibile, come la scia di una stella filante. Poi “scandalo” è tornato nell’ombra, uscito dalle pagine: ma forse è meglio così. Qualcuno avrebbe potuto guastarlo, buttarlo nella mischia delle solite battaglie abortiste. La storia, invece, ha qualcosa di inedito e meraviglioso.

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Responsabilizzare o rendere consapevoli

Il titolo potrebbe suonare strano perchè il primo dovrebbe corrispondere all’altro.

Invece, purtroppo, non è così.

Noto che si tende a “responsabilizzare” senza rendere consapevoli i bimbi di quello che stanno facendo.

Un esempio: il mettere a posto i giocatolli. Si dice e ripete al bambino di mettere in ordine i suoi giocatoli. Certo, ma perchè?

I bambini (come anche gli adulti) hanno bisogno di un perchè, di una dimostrazione che motivi un gesto od un altro.

Quindi: si mettono a posto i giocattoli perchè:

  1. rubano spazio per correre
  2. possono causare danni correndo
  3. non si trovano più

e via di questo passo.

Da non dimenticare, poi, il far vedere loro COME si mettono a posto i giocattoli … perchè i bambini non lo sanno!!! Specie se sono piccoli.

Questo si chiama rendere consapevoli e da qui dopo (ma solo dopo) arriva il responsabilizzare.

Il “rendere consapevoli” è in assoluto l’unica cosa importante da fare nell’educazione ai bimbi: in questo modo cresceranno forti di carattere, stabili emotivamente e poco propensi a seguire i “vari branchi” che la vita propone.

Il “rendere consapevoli” obbliga ad “usare la testa”, non ad ubbidire tanto per ubbidire.

Certo, è un grosso impegno per educatori e genitori, porta via un sacco di tempo … molto meglio scaricare tutto sotto il tema “responsabilizzare” che – diciamocela tutta – in questo caso serve solo a de-responsabilizzare educatori e genitori.

Un errore di questo genere provoca una crescita forzata, fuori dai tempi personalissimi di ogni bambino … e questa crescita forzata diventerà fonte di gravi problemi in età adolescenziale … senza considerare che potrebbe provocare in futuro una aggressività negativa (se gli altri non fanno ciò che si dice loro) e tendenza al comando.

Ho visto cose terribili nelle scuole … anche quelle materne: bambini obbligati a tenere in ordine armadietti senza supervisione, senza accompagnarli e senza far vedere loro, fino a quando impareranno, come si fa.

Sono esempi piccoli, ma quanti danni provocano alla psiche (delicatissima) dei bambini … sono gravi errori che fanno crescere su una strada sbagliata … del tutto “moderna” in cui vige l’apparenza, lo schiacciare l’altro e via discorrendo.

Questa tendenza a responsabilizzare piuttosto che a rendere consapevoli è molto diffuso e corrisponde ad una – ahimè – esigenza degli adulti di togliersi dai piedi i bimbi piccoli …perchè … ebbè … a 3 anni molti si stufano di spiegare 10/100/1000 volte e si “ordina” al piccolo di fare determinate cose con conseguenti sgridate o rimbrotti se non fa come si dice di fare.

E indizia a farsi strada la frustrazione  nei bimbi, la ribellione, lo sgomento per le sgridate o … il compiacimento a tutti i costi dell’adulto ma senza capire il motivo di questa sospensione di amore di cui è indice la sgridata.

Terribile, davvero terribile.

 

Io, nonna

Inizio questa nuova sezione che riguarderà l’educazione dei bambini, scuole comprese.

Purtroppo devo ammettere che i bimbi sono le creature più bistrattate dell’umanità intera.

Altrettanto purtroppo, non ho titoli per combattere queste situazioni veramente penose: ho solo una grande esperienza in ambiti educativi con 5 anni di confronto continuo con professionisti psico pedagoghi visto che ero responsabile di molti bimbi … e pure con grandissimi problemi.

Essendo “disperata” perchè non posso aiutare i piccoli affiderò le mie parole a questo blog sperando che qualche professionista li prenda in considerazione.

Ovvio che il tempo a mia disposizione è pochissimo, ma devo pur fare qualche cosa.

Spero che funzioni, spero che il mio sogno si avveri e magari anche la mia piccola ed amata nipotina ne potrà godere.

Grazie