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Benedetto XVI

13 febbraio 2013

“Quando la paura bussa alla tua porta, manda la tua fede ad aprire:

non troverà nessuno.”

Martin Luther King

Il Papa si dimette

Un fulmine colpisce il cupolone di San Pietro

Ed è la paura, il panico … Io, come tanti, sul momento abbiamo provato gli stessi sentimenti

Smarrimento e sensazione di abbandono … e non solo dal Papa, ma da Dio stesso.

Il cuore mi si è stretto … E pensare che non mi piaceva molto all’inizio questo Papa giardiano.

Poi ….

poi le Sue parole, la sua scelta di rimanere in Vaticano in un quasi monastero per pregare e meditare.

Che cosa c’è di meglio di una guida che prega e medita?

La preghiera è il “sangue” della Chiesa

La preghiera è il “respiro” della Chiesa

La preghiera … e quel lampo che ha colpito il “cupolone” è parsa una radice gigantesca che collegava la Terra al Cielo.

Lo smarrimento continua (anche a causa delle mille sciocchezze apocalittiche che in questi giorni si scatenano), il senso di abbandono anche, ma in questo preciso momento mi sono ricordata della frase di Martin Luther Kink

“Quando la paura bussa alla tua porta, manda la tua fede ad aprire: non troverà nessuno.”

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Sabato 2 febbraio x domenica 3 febbraio

2 febbraio 2013

Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente,

egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Se la sentissimo così senza alcun riferimento alla Parola di Dio diremmo che è una cosa normale, perchè a molti succede questo.

Da qui mi è lecito pensare che ciò che ci chiede Dio è “normale umanità”.

La normalità che diventa normale eccezionalità.

Sacro per noi è Dio, ma Dio stesso ci dice che sacro è l’uomo.

Straordinaria semplicità. Tutto sommato il Vangelo e tutta la Parola di Dio è “solamente” semplice umanità.

Portiamo il Cielo in Terra.

Pensiero

1 febbraio 2013

Se la donna come madre

è portatrice della vita,

l’uomo come padre

è custode della vita.

Poi, può succedere che

la donna come madre sia custode della vita

e

l’uomo come padre sia portatore della vita.

E’ da Natale che ho in testa questa frase e per molto tempo è rimasta in incubazione.

Ora è tempo che “veda la luce”.

Maternità e paternità sono viste come condizioni “normali”, ma in rapporto alla vita è una condizione eccezionale, un miracolo che ogni giorno si compie sotto i nostri occhi.

E non parlo “solo” di maternità e paternità biologica, ma parlo di maternità e paternità spirituale che è la vera condizione per essere davvero madre e padre.

Miracolo di Natale in Avvento

30 novembre 2012

Càpita, a volte càpita davvero e proprio in una città caotica, con molta violenza e con tutto “troppo”.

Questa volta, però, è un “troppo” che colpisce al cuore tutti, che indica la strada, che muove alla speranza e che fa esplodere di gioia con un “E’ possibile, è davvero possibile”

Ecco qui di cosa sto parlando.

Buon Avvento a tutti.

Lourdes

5 novembre 2012

Non so come mai, ma i notiziari non ne hanno dato notizia … almeno quelli che ho seguito io.

Lo scorso mese, Lourdes ha subito un’aluvione e la Grotta di Bernadette è stata totalmente sommersa.

In mezzo a tutta questa acqua sporca solo la statua di Maria,  il Crocifisso ed il candeliere sono rimasti fuori.

Nonostante la gravità della situazione e qualche pensiero negativo, sono rimasta stupita proprio da ciò che sta sopra l’acqua.

La statua di Maria, il Crocifisso e il candeliere che altro non è che la preghiera, le tante preghiere dei fedeli.

Inoltre, se vista da lontano, la testa della statua di Maria sta proprio sotto il presbiterio della Basilica che – in questa alluvione – non ha subito alcun danno.

Un’immagine dei tempi che stiamo vivendo?

La certezza che nulla prevarrà sulla Chiesa?

 

Porte

31 ottobre 2012

«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”

Esiste forse una porta larga e comoda? Da queste parole, parrebbe di sì.

Oppure

la porta stretta diventa larga perchè la parte più enorme di noi  – l’ego – si ridimensiona è diventa piccolo.

Piccolo ego, grande cuore … e per il cuore grande la porta si allarga.

Non è tanto questione di rinunciare, ma è questione “vitale” il donarsi e pure tanto … Donarsi, soprattutto, nella noiosissima quotidianità.

Il “mio” Arcivescovo

2 settembre 2012

Mi viene difficile dire qualcosa sul Card. Martini, non perchè non ho nulla da dire, ma perchè ne avrei troppe da dire.

Certo, era una morte annunciata, ma lo stupore e a sensazione di vuoto è enorme e – personalmente – avverto come un buco nel cuore.

E’ stato ed è, per affetto, il mio Arcivescovo come tutta Milano sente.

“Vi parlerò con il cuore” sono state le sue ultime parole scritte sul Corriere, e così è sempre stato.

La sua parola, che era perennemente alla scuola della Parola, passava, sì, dalle orecchie, ma poi finiva nell’intelligenza del cuore e lì produceva e produce ancora molto frutto.

Le sue omelie o discorsi vari, avevano il sapore di acqua fresca e pura che ristorava e nutriva.

Nell’enorme Duomo di Milano, dove anche il semplice respirare produce rumore, quando parlava lui con quella sua strana voce, pareva che nessuno respirasse e che persino il Signore lo ascoltasse gioendo.

Una mia impressione? No, impressione di milioni di persone che rimanevano “segnate a vita” da questo straordinario uomo e straordinario credente il cui fatto di essere “Cardinale” gli era più d’impiccio che di aiuto.

Il suo ruolo lo viveva come servizio, duro servizio alla Chiesa ed era così lontano dalla sua amata meditazione. Lui però riusciva sempre a meditare e studiare ed il suo meditare e studiare era – a tutti gli effetti – un pregare per far pregare.

Ora verrà sepolto nel “suo” Duomo che tanto ha amato, nella Milano a cui ha dato il cuore e tanto cuore ne ha ricevuto.

La gratitudine a lui è enorme, ma ancora di più è la gratitudine a Dio per avercelo donato: faro sempre acceso (oggi più che mai) della Chiesa e dei credenti; uomo che ha insegnato come credere e come fidarsi affidandosi a Dio.

Grazie di tutto Cardinale, ed ora – da Lassu’ – dovrà lavorare molto di più … una volta sistemato.

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