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Al cospetto della Croce

15 settembre 2010

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

+  Dal Vangelo secondo Giovanni (GV 3, 13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA

+  Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 25-27)
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

In questi giorni (14 e 15 settembre) ricorrono due feste che sono strettamente legate: la memoria (o esaltazione) della Croce di Cristo ed il ricordo di Maria Vergine Addolorata.

Le vacanze sono ormai finite, la scuola è iniziata e tutte le attività stanno ormai riprendendo. Inoltre in diocesi è tempo di presentazione del piano pastorale e di ripresa delle attività parrocchiali e diocesane.

Queste due “feste”, posizionate allinizio dell’anno pastorale (e scolastico), cadono provvidenzialmente al momento giusto; infatti ci ricordano il fondamento di ogni nostra iniziativa che si svilupperà durante il prossimo anno: la Croce di Cristo.
E’ quesa la “base” della nostra fede, ed il tempo liturgico fa bene a ricordarcelo.
Inoltre la figura della madre di Gesù ci fa da guida per il percorso che stiamo iniziando.

Il dolore della Madre di Gesù mi fa comprendere quanto grande sia stato il sacrificio compiuto per la mia salvezza e quella di tutti.
Non si tratta di un dolore rinchiuso in sè stesso, ma si apre all’accoglienza di un nuovo figlio: il Vangelo parla di Giovanni, ma posso essere benissimo anche io.

Mi sono chiesto quale potessero essere i sentimenti di Gesù nel momento della crocifissione, ma non mi sono ancora dato una risposta.
Però ho trovato un bel quadro ( parte del “Polittico di San  Matteo,  dipinto da Antonio Thellung) che raffigura la crocifissione vista dalla parte di Gesù.
Lo riprongo qui, ringraziando l’autore.

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2 commenti leave one →
  1. romeo permalink
    16 novembre 2010 16:11

    Gesù ha innalzato il figlio dell’uomo nella croce e nel Golgota ha reso lo Spirito al Padre tracciando un percorso che tutti posso seguirlo, pur rimanendo ancora un pò in questo mondo così come hanno fatto per primi Maria e Giovanni. Maria poi e stata attratta in cielo (Ascensione) ed è diventata un tuttuno (matrimonio fra lo Spirito e l’anima o meglio fra il nuovo Uomo Adamo e la nuova donna Eva) mentre di Giovanni si sa delle atroci crudeltà che ha subito però non si ha notizia della sua dipartita. Questo per dire che le Vie del Signore sono Infinite ma tutte si congiungono al Golgota.
    Grazie.
    Romeo.

    • Nicodemo (di notte) permalink*
      17 novembre 2010 23:54

      Il golgota, che significa cranio – così detto per la forma perticolare del colle sul quale venne crocifisso Gesù – è la base di partenza della nostra redenzione

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