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La voce del pastore (meditazione ferroviaria)

24 aprile 2010

Commento al Vangelo del 25 aprile 2010, IV domenica di Pasqua (anno C) 

+  Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10, 27-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore

Tante voci
Ritorno con la mente alla giornata trascorsa, uguale a molte altre, e ripenso alle voci che ho ascoltato ed ho seguito:
la prima è quella di ringraziare il Signore con un segno di croce, un rapido ricordo mentre indosso la catenina con il crocifisso, appena prima di vestirmi;
poi il saluto della moglie che, uscendo di casa, mi augura una “buona giornata”, e così già si inizia bene, nonostante un cielo grigio che promette pioggia;
alla stazione ferroviaria la voce all’altoparlante annuncia l’arrivo del treno per Milano al binario 2, e così seguo questa voce e mi sposto sul binario indicato.

Pecore in carrozza
Ecco, già qui mi sembra di comprendere meglio il vangelo: la voce che indica il binario giusto è come la voce di Gesù che mi chiama ogni giorno a seguire la sua strada.
Da buona pecora buon pendolare sono ormai abituato a seguire le indicazioni dell’altoparlante (è sempre la solita voce !), ad ascoltare con attenzione per scegliere il binario giusto;
e così come me ci sono altre pecore altri viaggiatori che seguono le stesse indicazioni per recarsi a Milano, per lavoro o per studio.
Le centinaia di persone stipate nelle carrozze sovraffollate del treno mi ricordano tanto un gregge di pecore, tutte strette una all’altra, che vanno nella medesima direzione.

In sala di aspetto
Devo dire però che la voce di Gesù non è così facile da ascoltare, ci sono tanti disturbi e interferenze che mi distraggono.
Seduto nella sala di aspetto, sulla panchina di una stazione affollata (hai presente Milano Centrale o Roma Termini ?), sono attratto da mille voci e faccio fatica ad ascoltare le indicazioni dell’altoparlante o a leggere il display delle partenze o degli arrivi.
A volte succede che, preso dalle mille distrazioni, non sappia bene quale sia il binario giusto, e finisce che o perdo il treno oppure mi ritrovo su un treno che va nella direzione sbagliata (succede, succede veramente …).

Richiami e annunci
L’atteggiamento comune alle pecore ed ai viaggiatori è l’ASCOLTO.
Gli agnelli imparano, appena nati, a riconoscere la voce del loro pastore e non seguono altri che lui. Anche se la pecora è insieme a tante altre, essa sa riconoscere il richiamo del proprio pastore, ed è sollecita a seguirlo.
In una sala d’aspetto affollata e’ fondamentale ascoltare gli annunci, riconoscere la giusta indicazione per poter salire sul treno che ci porta alla nostra destinazione.

Destinazione Paradiso
Così le parole della canzone di Gianluca Grignani, del 1994:

… e allora sai che c’è
c’è che c’è, c’è che prendo un treno
che va a paradiso città
e vi saluto a tutti e salto su
prendo il treno e non ci penso più

Gesù mi garantisce che, seguendolo, arriverò sicuramente alla mia destinazione finale, ovvero la vita eterna.
Magari ci saranno intoppi, ritardi, scioperi ferroviari, vulcani in eruzione, e così via;
ma un cosa è certa: se saprò ascoltare le sue indicazioni non dovrò temere nulla di tutto questo, perchè so che sono stato affidato alle mani di un conducente esperto e perfetto.
Egli conosce la strada da percorrere, i treni da prendere, le coincidenze da rispettare per arrivare a destinazione.
Destinazione Paradiso. Paradiso Centrale.

Forza, il treno sul binario della vita sta partendo, è il tuo, è ora di prenderlo.
Salta sù, il viaggio è solo all’inizio.
Buon viaggio.

Il fiume ha voluto fare di testa sua e si è smarrito
(proverbio bahaya)

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3 commenti leave one →
  1. Anna (da Nicodemo) permalink
    24 aprile 2010 08:41

    🙂 Ma che bello!!!!
    Ehi, ma questo discorso vale anche per il navigarore satellitare?
    Ho preso treni (pure quelli sbagliati), mi sono spesso ritrovata in stazioni dove non si sentiva un accidenti di nulla, ho frequentato assiduamente metropolitane (dove quando gli operatori parlano … non si sa mai cosa succede), ma dove mi perdo di più è in macchina.

    Nella massa è un po’ più difficile perdersi, ma quando si è soli in macchina … è facilissimo.

    Nell’uno e nell’altro caso, ciò che salva sempre, è indossare un bel sorriso, togliersi la pelle della supponenza, aprire la bocca dell’umiltà e … chiedere.

    Può succedere che gli altoparlanti si guastino, può succedere che gli operatori si sbagliano, può succedere che i “navigatori satellitari” si impallino, può succedere di tutto, ma se si è determinati ad arrivare (magari per amore) a Qualcuno/qualcuno allora abbiamo la possibilità suprema del chiedere aiuto e pure a ripetizione se non capiamo bene.

    Il miracolo del chiedere, poi, genera anche un altro miracolo che è quello della comunicazione: si inizia con una informazione e poi … e poi può càpitare di trovarsi in un’occasione di bene, di consolazione NON PROGRAMMATA (anche non voluta a volte) …

    Destinazione Paradiso anche con un navigatore satellitare di nome Gesù, che dà una mappa sul display di nome Vangelo, che “stimola”, però, sempre e comunque a chiedere aiuto a chi ne sa di più, a chi è stato più attento, a chi è un viaggiatore di professione …

    Molto bello il riferimento, soprattutto molto quotidiano.

  2. 24 aprile 2010 13:02

    Grazie a Tanino per la segnalazione del tuo blog!
    Grazie a te per le sagge considerazioni che hai reso manifeste!
    Grazie per il proverbio citato!
    Grazie ad Anna per il commento!
    Parto dal navigatore satellitare. Durante il mio primo pellegrinaggio in Terra Santa (maggio 2009) il catechista che ci accompagnava, parlando ad un giovane, paragonò Dio proprio a questo strumento che ti suggerisce la via migliore quando imposti la destinazione e che ti offrirà sempre l’opzione migliore anche quando cambierai tragitto..FORTE!
    Il proverbio, anche se parla di un fiume smarrito, mi fa rimanda alla bontà di Dio che rende belli anche percorsi tortuosi come quelli dei fiumiciattoli che sembrano smarrirsi per poi trovare finalmente il loro traguardo!
    Infine trovo molto bello tutto quanto è stato detto sull’ascolto delle indicazioni e sul chiedere… per andare dove non sai (San Giovanni della Croce)!!! Dio vi benedica! Buona domenica a tutti!

  3. 30 aprile 2010 20:40

    I viaggiatori in treno, me compreso, li ho sempre associati alle formiche. Le pecore, me compreso, mi sono sempre sentito in altri ambiti più religiosi, dove c’è il Pastore.

    Anche io c’ho spesso a che fare coi treni, specchio della vita.

    http://paracchini.splinder.com/post/22262389/smarrimento

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