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Pesci e pane

22 aprile 2010

Proprio ieri sera, mentre leggevo tutti i commenti al post “La cura di Gesù e la cura del Padre”, mi sono resa conto di quante considerazioni si possono fare, quante meraviglie nasconde ogni parola del Vangelo e quanti riferimenti al prima ed al dopo.

Mi sono resa conto che davvero

“E tutti saranno istruiti da Dio” (Gv 6, 45)

Come sta scritto nel Vangelo di oggi.

Tutti noi dobbiamo donare anche ogni singolo pensiero, ogni singola parola che nasce dalla lettura del Vangelo.

Le nostre parole/pensieri ecc., magari non saranno il Magistero della Chiesa (che comunque rimane stabile), ma sono estremamente concreti, reali e realizzabile.

Direi che sono … “i nostri pesci” … oppure che noi stessi siamo “pesci” ripescati che si danno in cibo al prossimo.

Abbiamo parlato di un ricordo, nel Vangelo di domenica, al miracolo di Cana, ma fatto da Gesù ed in modo diverso, abbiamo parlato della “maternità” di Dio (mi sono sempre chiesta perché ci abbiamo messo tanto a capirlo, tra l’altro, visto che il “generare” è di Dio e nel “generare” c’è sia la paternità che maternità), abbiamo parlato dell’umiltà di Gesù nel chiedere ed anche della discrezione di Gesù nell’interessarsi sul nutrimento fisico degli apostoli, abbiamo parlato di quello strano “figlioli” e dello strano modo di Gesù di presentarsi ai suoi apostoli (noi ci saremmo fatti vivi dicendo “Ehi, sono qui, sono Risorto, sono Gesù” ecc. ecc..

Ora, dopo la lettura di ieri sera, mi sono resa conto di un altro riferimento evangelico:

la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Con la sola differenza che in quel fatto evangelico, pare, siano stati solo i pani ad essere moltiplicati, mentre in questo fatto evangelico post-resurrezione e dentro la corsa di Gesù per rinfrancare la Chiesa nascente, sono i pesci ad essere moltiplicati.

Gesù aveva pochi pani e pochi pesci che ha messo sulla brace, ma si adopera per una pesca miracolosa. Il  pane – pare – è rimasto solo quello che c’era, ma i pesci sono stati moltiplicati.

Il pane (che è Gesù, che è l’Eucarestia … cosa che viene ribadita ogni giorno in questa settimana) rimane quello che è, non si consuma ed è sempre sufficiente; il pesce – invece – si consuma …

Quindi, il Pane (Eucarestia) rimane come fondamento, ma il “companatico” (pesce) è affare nostro, è una cosa che dobbiamo donare noi – o meglio – siamo noi i pesci dati come alimento al prossimo.

Da qui nascono un sacco di domande:

possibile che anche noi possiamo incarnare – grazie allo Spirito Santo – il cibo per il prossimo?

Possibile che anche noi siamo “alimento” che completa e nutre il prossimo?

Possibile che “i pesci” siano le opere?

Mah … sono domande (e ne avrei anche altre a dire il vero) che mi fanno sorridere e mi stupiscono parecchio.

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2 commenti leave one →
  1. 23 aprile 2010 23:15

    “Tutti noi dobbiamo donare anche ogni singolo pensiero, ogni singola parola che nasce dalla lettura del Vangelo.”

    È una considerazione molto bella, di condivisione della carne.
    Che è proprio il significato del Vangelo, e nei passi successivi ancora il Vangelo di Giovanni sta a dircelo, con “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna….. Così chi anche colui che mangia me vivrà per me”….

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    23 aprile 2010 23:34

    E’ una cosa che sento particolarmente … direi … una condivisione NELLA carne …
    Se tutti osassero donare i loro pensieri …

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