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RIMANERE

11 maggio 2012

Se per due domeniche di fila (quella scorsa e quella prossima) viene ripetuto in modo quasi martellante il verbo rimanere, un motivo ci sarà pure.

Credo sia un riferimento all’inizio del tempo, ad Adamo ed Eva, al Peccato Orginale quando Dio ha chiesto ad Adamo (ma non ad Eva …. chissà perchè): “Dove sei?”

Gesù è rimasto sulla croce, ma Gesù è rimasto anche tra noi attraverso l’Eucarestia.

Noi, spessissimo non rimaniamo al nostro posto e altrettanto spesso lasciamo la “postazione” magari sbattendo la porta.

 

Gesù è rimasto nel deserto, è rimasto davanti alle tentazioni e le ha affrontate con …. la Parola di Dio … è tutta una guerra di citazioni dalla Bibbia quella tra Gesù e Satana

Noi che facciamo?

Che facciamo quando queste tentazioni si tra-vestono della Parola di Dio?

E non è forse facile travestirsi della Parola di Dio modificandola nel suo significato?

 

Rimanere…. sempre rimanere, ma guardando OLTRE nella convinzione che la Parola di Dio è – prima di tutto – scritta in noi stessi.

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6 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    11 maggio 2012 18:15

    Sono facili tutte e due le cose, Anna. Che le tentazioni si tra-vestono della Parola di Dio (come ricordi giustamente, satana la conosce alla perfezione) e, ancor piu’, travestirsi noi della parola di Dio, modificandola nel suo significato, adattandola, facendocene una su misura. In certi casi, spero di non usare un termine eccessivo, si puo’ arrivare anche a farsene un idolo, o meglio a fare un idolo di noi come conoscitori e interpreti della Parola…
    Personalmente, trovo che un antidoto concreto ed efficace a questi rischi c’è. Restare prima di tutto e sempre legati alla chiesa, e alle concretissime ancore che ci mette a disposizione: confessione , comunione, fraternità.
    Se no trovo che altro che ” rimanere”: il rischio di partire per la tangente cresce in modo allarmante….:)

  2. Lorenz permalink
    16 maggio 2012 19:03

    Vabbè che il titolo del post è RIMANERE, ma rimanere proprio in completo silenzio……!
    L’avete tutti interpretato alla lettera:)

  3. 16 maggio 2012 21:00

    Ah ah ah 😀 effettivamente …
    Personalmente stavo meditando sul fatto che quel “rimanere” null’altro è che proprio l’Eucarestia.
    Non è solo un “rimanere” e basta o “rimanere con ..”, ma è un “rimanere IN …”

    Ecco stavo proprio meditando questo.

    • Lorenz permalink
      17 maggio 2012 11:51

      La cosa forte è che mentre “rimanere” di per sé è un verbo statico, che evoca l’immobilismo e la stazionarietà, se gli piazziamo vicno quell ” in “, come tu fai, otteniamo qualcosa che è l’esatto opposto. Rimanere in Gesù non è un atto nostro, e basta: un’adesione, una profonda devozione, una preghiera dell’anima e del corpo, un desiderio appassionato…E’ anche tutto questo ( o puo’ esserlo, perché puo’ anche essere solo una passeggiatina svagata all’altare pensando ai fatti propri) ma è soprattutto un innescare qualcosa che si sa dove inizia ma non si sa dove finisce, qualcosa di cui si potranno vedere i frutti non tanto nel raccoglimento e ringraziamento successivi, ma finita la Messa, fuori dalla Chiesa, nella vita di sempre. L’Eucarestia è rimanere in Gesù,ma questo gli spalanca la porta e lo fa entrare e lo fa lavorare, agire, trasformare …non solo in noi, ma proprio noi.
      Si resta in Gesù ” a forza di ” Eucarestia, e senza che ce ne accorgiamo, lui ci tarsforma piano piano in lui: se lo vogliamo, se ci crediamo.
      Dalla statica alla dinamica pura ed esplosiva. Forse non ci si potrà fondare sopra una legge fisica, ma basta guardare i santi per accorgersi che non è retorica o teoria ma pratica quotidiana e concreta.

  4. 17 maggio 2012 12:18

    E’ il Mistero Eucaristico che apparentemente vìola un pochino la famosa libertà di scelta.
    Gesù (essendo in Lui) “ci coltiva” amorevolmente e cambia … proprio come succede all’insalata lavata: l’insalata di suo non ci mette proprio nulla, ma l’acqua la lava “inesorabilmente”.

    Ho detto “apparentemente” perchè – poi – successivamente e dopo il “lavaggio” siamo chiamati a scegliere o di qua o di là.

    Il bello è che quand’anche noi scegliessimo di stare (e non rimanere) dalla parte opposta, Gesù no, Gesù – questa volta è Lui – rimane in noi rimanendo in Lui (Lui è il sunto di tutta l’Umanità … ecco perchè non possiamo starne lontani).

    La dinamicità Eucaristica è impressionante e lo è stata sin dal primo momento, sin dal momento in cui Gesù è stato ridotto all’immobilità ed al mutismo.

    …. Ma il Suo respiro – che piaccia o meno – è il respiro di ogni uomo.

  5. Lorenz permalink
    18 maggio 2012 14:24

    Cosa altrettanto impressionante è intuire che, se si resta IN Gesù, ogni nostro stato di “croce”, cioè di riduzione alla immobilità e al mutismo, da stato orrendo e paludoso che è, acquista la stessa dinamicità e la stessa potenza esplosiva- per noi e per altri- della Sua croce. Ogni malattia, ogni disabilità, ogni menomazione; ma anche ogni depressione, ogni dipendenza, ogni fallimento e schianto esistenziale, ogni violenza subita, ogni perdita di dignità imposta o patita…

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