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Perchè? – Indagine –

29 aprile 2012

Vorrei dei pareri sul motivo per cui spesso nei blog si scatena un’aggressività eccessiva e non si lesinano insulti personale.

Perchè non si riesce a combattere un’idea senza insultare chi la pone?

Perchè non c’è rispetto?

E’ codardia o radici di cattiveria che si rivelano?

E’ mancanza di freni inibitori o la “libertà” di dire ed essere senza timore di essere “tagliati fuori”‘

Da dove viene questa rabbia?

Un blog che cos’è: sfogo o arricchimento; occasione o scusa?

Chi frequenta questi blog come considerano gli altri: persone o parole e quindi “cose”?

Quando si parla di Chiesa o Religione: è un modo per condividere o è un modo per sfogare le proprie idee che – spesso – sono eresie vere e proprie?

Ecco, mi piacerebbe avere qualche parere.

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17 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    29 aprile 2012 18:44

    Perché ci si affeziona esageratamente alla propria idea, sostituendola al vangelo, e scambiando per malvagità il dissenso sempre legittimo.
    Perché per quanto ci si riempia la bocca di ” fratelli e sorelle”, ci comportiamo all’opposto di loro: tra fratelli ci si scazzotta e ci si insulta in libertà familiarità e affetto, senza che nessuno metta mai in discussione il fatto stesso di essere fratelli…””qui invece,si nega con gran facilità la buona fede di chi discute.
    E’ radici di cattiveria senz’altro, perché ciscuno di noi ha le sue ben radicate: ma questo nnon sarebbe un problema, se uno lo riconosce e lo ammette. Il problema è la paura di mettersi in discussione, ancor piu’ di venire messi in discussione, ancor piu’ di vedere dicusse cose che per noi sono oro colato…ma questa paura sottintende quella vera: che, se viene giu’ quella determinata certezza che noi inalberiamo, viene giu’ anche tutto il castello posticcio che ci siamo costruiti…
    Sarebbe anche libertà di dire quello che si vuole che, seppure sgradevoile e pericolosa, sarebbe comunque una cosa forte e bella, specie tra cristiani: in realtà quella libertà viene costantemente limitata, negata, rintuzzata da mille adombrature, piccinerie, punture di spillo ecc. ecc.
    Un blog è sempre arricchimento e occasione; puo’ essere benissimo anche sfogo,il guaio è che molte volte diventa scusa per far conoscere all’uditorio la sapienza ponzata delle nostre affermazioni…e il fatto che queste affermazioni non suscitino incondizionata ammirazione, generale consenso, o che vengano ignorate nel mucchio, questo genera una rabbia che monta piano piano e che poi sfocia in insulto, in vaffa.Di per sé, niente di male, se fatto nell’ottica fraterna di cui sopra: e talvolta anche liberatorio.Ma questi insulti e questi vaffa sono qualche volta anticamera di un astio sordo, prolungato, rimuginato, livido, che non conosce sosta e viene ribadito a mesi e mesi di distanza.
    Io credo che questi blog vengano tutti frequentati per sincera passione:e in ottima buona fede, salvo qualche guastatore di professione subito riconoscibile. Ma l’esagerata considerazione che ciascuno ha di sé e di quel che pensa, specie se ci si infila nelle interpretazioni, testuali e no, che per noi paiono geniali quando sono se non altro roba già tta e ridetta ( tutto e il contrario di tutto è già stato detto e ridetto a proposito del Vangelo…), nelle citazioni letterali( quando sappiamo bene che nella Scrittura, a cercare bene, c’è una citazione buona per tutto o quasi) e lo scarso senso della ironia e della capacità di confrontarsi con pari dignità complicano maledettamente le cose. Spesso ci si dimentica, hai ragione, io lo faccio spesso, che dietro un idea che si discute ci sta una persona con il suo mondo che la esprime: ma questo è il limite stesso di una discussione , ancor piu’ virtuale, tra persone ignore e senza volto.A questo limite pone freno la capacità di dire: mi sono sbagliato, ho sbagliato, chiedo scusa, perdonami.Senza tante storie e senza troppi contorcimenti e complicazioni. Se questa capacità non c’è ( e questo è veramente IL PROBLEMA), se fioccano i perdoni non richiesti e strombazzati ai presunti” oltraggi” ricevuti e non si riesce a spiaccicare una parolina di franca autocritica di sé e di dispiacere sincero per l’altro, allora la relazione si incancrenisce e muore rapidamente.
    Quel che è peggio, lascia qualcosa che è molto molto simile- lo dico con imbarazzo- a una forma minore di odio. Io ho molte responsabilità: toni eccessivamente aggressivi, parlare troppo diretto, diplomazia zero, amore per la provocazione e sarcasmo per le frasi fatte( anche quando sono usate senza intenzione di farlo…) Ma ti garantisco che sono davvero molto colpito dalla quantità di piccolo odio che ho saputo suscitare. Il che mi rattrista, perché significa che avrò anche pestato code di paglia, ma evoidentemente persone sono state ferite per davvero dalle me parole e adesso non sono affatto disposte a metterlo nel dimenticatoio 🙂

  2. 29 aprile 2012 19:42

    La franchezza è sempre una buona cosa, ma non è buona la cattiveria che spesso usa la franchezza come scusa.
    Se susciti piccolo odio o è perchè inavvertitamente hai usato parole offensive o perchè chi odia si sente sempre attaccato quando semplicemente non si è del suo stesso pensiero.

    E’ vero che le nostre scoperte ci paiono sempre geniali ed è vero che si rimane male se qualcuno non le trova tali: questione di umiltà e di povertà.

    Proprio il Vangelo di oggi presenta un Pietro che devia immediatamente l’attenzione su di sé a Gesù.

    Tra l’altro quello che i dottori di oggi hanno manifestato con quel “a che titolo …” è proprio questo desiderio di essere “i primi, i titolati”. Se fossero stati buoni di cuore, avrebbero semplicemente chiesto “Ma che meraviglia, raccontaci un po’”.

  3. Lorenz permalink
    30 aprile 2012 11:17

    Sì, evidentemente è così.
    Però resta il fatto che , pur parlando di Chiesa e di Religione, pur parlando di Gesù, io ho l’impressione che in molti l’interesse per la condivisione non ci sia proprio, mentre c’è la volontà di catechizzare manu militari su proprie piccole , o grandi convinzioni, che a volte, hai ragione, non stanno né in cielo né in terra.Si ritiene anzi che intingere e velare queste intenzioni ( sempre in ottima fede) in un linguaggio pio, e in un tono zuccheroso, sia garanzia di dolcezza e morbidità di posizioni… Prova un po’ a chiedere:” sotto lo zucchero, sei sicuro che non ci sia una bufala, invece che una Verità” servita coi punti esclamativi, ed ecco che lo zucchero si trasforma immediatamente nel solito veleno!
    Condividere una discussione vera significa accettare, anzi amare il dubbio, mettere in conto lo ” sbugiardamento”, muoversi lasciando, per quanto possibile, posizioni preconcette. Tutto questo è appassionante, ma è scomodo: costa voglia, tempo, tagli decisi all’ “orgoglio e pregiudizio…” Mentre tra gli ottimissimi nostri fratelli cristiani,specie quelli dei gruppi, specie quelli assai devoti, impera la voglia di tranquillità, di bene essere, di stare in pace. Così ci si riduce a stare in pochi, in pochissimi, in quasi nessuno, tutti rigorosamente della stessa idea, tutti a darsi ragione, tutti a dire DTB ecc, e se provi a insinuare una domanda solo degna di questo nome, passi per il divisore, il diavolo stesso
    ( mi è stato detto piu’ volte ), colui che semina zizzania per invidia , per gelosia, per qualunque cosa , basta che serva a non porsi la fatidica domanda: e se per un caso non avesse torto…? Puo’ anche capitare, cosa molto divertente, che ti venga rivolto con ira l’epiteto di ” provocatore” , quando invece io vado a cercarmi col lanternino preti, santi e “maestri” che abbiano questo dono di provocarmi, che a essere un paracarro ci riesco benissimo da solo….
    Non vorrei però cascare anch’io nello stesso imbroglio: spaccare il mondo in due.Io di qua, con tutte le ragioni, gli altri di là, buoni per essere giudicari e soppesati e etichettati. Molti degli atteggiamenti che dico, ci sono pure in me,poche storie.Ma ci si puo’ sempre sforzare di combatterli, o di porci rimedio.Se invece si diventa dei sacerdoti della coerenza astratta alle proprie idee , mah…
    E il tuo, di parere, Anna, sull’argomento, qual è?

  4. Lorenz permalink
    30 aprile 2012 11:23

    Scusa l’aggiunta.
    Appena scritto, leggo sul ” Tesoro” di oggi: ”

    “…non è mai ragionevole preferire raccoglierci in piccoli gruppi di gente che pensa e fa come noi.Per propria missione il cristiano “si sporca le mani”. Non possiamo temere di contaminarci tra i “lontani”. Anzi, siamo noi che dobbiamo “contaminare” la vita delle persone.”

    Assai piu’ sintetico ed efficace dei miei due sbrodolamenti di cui sopra:)

  5. 30 aprile 2012 11:36

    Penso esattamente come il trafiletto che hai postato e penso anche che il mieloso e zuccheroso non fanno per me.
    Purtroppo troppa gente butta tutto sul fiabesco, sull’isola felice con tutti i danni che ne consegue.

    Ma quello che mi preme è sapere il perchè c’è questo desiderio di distruggere la persona con insulti piuttosto che attaccare un’idea sbagliata.
    Intendo che è molto diverso dire: “è un’idea sciocca la tua” dal dire “sei sciocco” (e al posto di “sciocco” mettici altri epiteti).
    E’ questo desiderio di “eliminare” nell’intimo chi non la pensa allo stesso modo che mi lascia basita
    E’ il cercare (o creare) situazioni tese per sfogare un’aggressività veramente pesante che mi lascia sbigottita.

    Comunque sia, Gesù stesso è un provocatore nel senso che chi è nel torto viene immadiatamente smascherato e per difendersi non rimane altro che l’aggressione: con più c’è la ragione ed il giusto, con più queste due cose sono inconfutabili, con più si scatena l’aggressione che tende ad eliminare il soggetto.

  6. Lorenz permalink
    30 aprile 2012 14:02

    E fai bene ad esserne basita e sbigottita: siamo in due.
    C’è una cartina di tornasole che funziona abbastanza per capire chi vuole dialogare e chi no. I primi hanno il desiderio di convincerti di un ‘idea, i secondi sono convinti di esprimere una Verita’ ;e una verità in campo di fede, diventa “dogma”. Messe le cose in questa maniera, una volta che qualcuno “osa” affermare che quello è un parere personale e magari non condivisibile, l’atteggiamento è molto simile a quello dei sinedriti con Stefano negli Atti di qualche giorno fa : si tappano le orecchie e lo fanno fuori. O anche: che bisogno abbiamo di prove? Ha bestemmiato! Non per paragonarsi né a Stefano né a Gesù:
    ma per spiegare che con chi bestemmia non si discute, e infatti non ci si discute, gli si nega legittimità, gli si fa il vuoto, lo si rifiuta. La fase dell’insulto, che ci può anche essere, è odiosa e causata dallo stesso meccanismo ( non entro nel merito delle idee che esprimi, che significherebbe legittimarti e coinvolgermi, mi fermo alla tua volontà di contraddirmi, di provocarmi, di chiedermi ragione, che, da sola, è indice della tuo volermi fare male!) ma è tuttosommato meno grave e in molti casi recuperabile…E’ il rifiuto, l’eliminazione, quella che non riacchiappi piu’.
    In questo senso la cosa piu’ spiazzante ( e piu’ rivelatrice) che diverse volte mi sento dire è: ma perché mai devo risponderti, chi sei tu perché io dia conto a te?
    E torniamo da capo: visto che io non vengo a suonarti il campanello di casa per farti le domande, ma ti interrogo in luogo pubblico e dedicato su tue affermazioni pubbliche, che cappero ci stiamo a fare in un blog?

  7. 30 aprile 2012 14:42

    Spesso il non voler rispondere e pure con atteggiamento sdegnato è indice di non avere risposte, ovvero, piuttosto che accettare il dubbio legittimo che “insinua” un pensiero diverso si preferisce umiliare e porsi su un piano più alto e considerare “porci” con le evangeliche perle.
    Non ho mai sentito Gesù trattare qualcuno così … a parte i sinedristi, ovviamente che si atteggiavano a “ho la verità in tasca”.

    Il problema del “siamo in un blog”, invece è che spesso è un mezzo veloce per ottenere plauso, esclusivamente plauso con la scusa inoppugnabile del “attento a come parli che sei casa mia”. Posizione davvero deprimente e quando me ne accorgo sento una gran pena (oltre ad una buona dose di nervosismo).

  8. Lorenz permalink
    1 maggio 2012 10:20

    “Non è costui il figlio del falegname? ”

    Eccola qua, una bella forma di delegittimazione sdegnata, di fastidio manifesto, di scrollare le spalle e dire: ma che vuole questo?
    Forse, se Gesù fosse venuto tra noi oggi, a qualche blog avrebbe partecipato, qualche parabola la avrebbe postata, qualche commento provocatore lo avrebbe fatto. E la reazione , sempre uguale, non sarebbe mancata.

  9. 1 maggio 2012 13:30

    Vero, Lorenz, ed è la stessa cosa che è successo a Pietro ed a tutti coloro che predicano testimoniando e non predicano citando.

  10. Lorenz permalink
    2 maggio 2012 09:31

    Grazie per l’indagine e per la chiarezza di quello che dici, Anna: come sempre. Ne approfitto x farti una domanda correlata. A prescindere dalle motivazioni e dal pregresso, se in un blog si è creata una certa situazione – chiamiamola di incomunicabilità evidente – tra te e qualche altro partecipante, ha senso continuare a insistere con la partecipazione, o si finisce col creare danni , approfondire dissidi, avvelenare l’atmosfera generale? Un’alternativa potrebbe essere quella di “ignorarsi”, ma non è peggio ancora? Di carattere non sono per ” mettermi sull’aventino”, ma in certi casi mi sembra una scelta obbligata…tu che ne dici?
    Grazie di tutto

  11. 2 maggio 2012 10:48

    Sì che ha senso insistere sulla partecipazione, sempre che la persona che ce l’ha con me non è proprio il proprietario del blog che – normalmente in questi casi – “banna” chi sta a lui/lei antipatico, In questo secondo caso, non solo è inevitabile lasciare il blog, ma consigliabile perchè è pieno abuso di uno spazio pubblico.

    Vedi, è prioritario che in un blog si stia sempre sul tema postato e quando iniziano le diatribe personali (chiamandole così in modo molto riduttivo) si continua (con gran fatica, lo ammetto) a stare sul tema ed a rientrare.

    Questi disturbatori cercano in modo spasmodico (quasi) di protare tutto a livello personale con uno o più dei partecipanti in modo tale che – alla fine – tutti i commenti sono un “botta e risposta” tra queste persone coinvolte. E’ sbagliato ed è questo che si deve evitare evitando di rispondere agli attacchi personali spesso molto offensivi … anche perchè si offre il mitico “fianco” a chi vuole attaccare.

    Si discute sul tema, si contrastano l’oggetto del pensare e non il soggetto.
    In altre parole si fa come Gesù e non si casca nella rete (da pesca sbagliata) di chi vuole seminare rabbia e rancore.

    E’ un giusto ignorare le provocazioni ed il provocatore (quasi sempre) si inasprisce e diventa sempre più violento identificandosi per quello che è davanti a tutti.

    Guarda che è sempre molto evidente quando qualcuno vuole tirare in questa rete con la scusa di dire una cosa diversa o pensare diversamente da altri: è evidente perchè – pur in assenza di epiteti – ogni parola è intrisa di aggressività irritante tipo: ” tu che dici di essere cristiano …” o altro che va a colpire l’intimo di una persona.

    Spero di essere stata chiara.
    Ciao Lorenz, ma ….
    tutti gli altri dove sono?

  12. Lorenz permalink
    9 maggio 2012 11:11

    Mi colpisce una cosa.
    Sono passati i giorni, ma vedo che la tua domanda resta lì: ” tutti gli altri, dove sono?”
    Riacchiappo la parola solo per dire che anche in altri blog, quando questo specifico argomento è stato tirato fuori, è cascato nel silenzio. Non so se leggere la faccenda in positivo ( ci si appassiona di piu’ alla sostanza degli argomenti che al modo in cui si discutono) o in negativo ( mi appassiona quello che io ho da dire, di quello che dicono gli altri e come lo dicono, e come lo dico io , che me ne importa?).
    Tu che ne dici?
    Poi mi taccio pure io 🙂

  13. 9 maggio 2012 13:13

    In notevole ritardo: mi scuso.
    Sinceramente ritengo di non avere una risposta precisa. Le cose vanno cosi…
    Più che guardare alle ragioni io guarderei all’occasione che questo fatto offre.
    E’ l’occasione buona per seminare bene, per seminare le “parole buone”.

    Poi certo, anche io a volte sui blog “sparo” sugli altri, può succedere.
    Cordiali saluti.

  14. ROMEO permalink
    9 maggio 2012 13:50

    Quando leggo certi sfoghi preferisco ritirarmi nella “Quaresima” piuttosto che commentare senza sapere il motivo dell’indagine.
    Con questo non diminuisce la mia personale stima per chiunque esprime un suo parere come avete fatto voi Anna e Lorenz.
    Grazie.
    Ciao.

  15. 9 maggio 2012 16:43

    Romeo, questa “indagine” è solo per capire il motivo di tanta rabbia che a volte (anche spesso) si vede nei blog e “capire” significa anche guardare dentro sé stessi.

    Ubi, “capire” significa anche intuire se è il caso di rispondere – con buone parole – o meno perchè a volte ci sono persone “specializzate” a rivoltare il significato delle parole per aumentare “la dose” di ingiurie.

    Lorenz, io invece credo che questo argomento crolli nel silenzio perchè … si ha una dimensione marginale del blog, non lo si considera reale e vero e quindi – per tale ragione – non ha senso scoprire i motivi che agitano TUTTI gli animi umani.
    Cosa. a mio avviso, sbagliatissima perchè se è vero che un blog – di per sé – non è realtà è altrettanto vero che le persone che commentano sono molto reali, così reali che diventano fisiche proprio nel momento in cui si ricevono questi insulti.

    Ubi, le buone parole non sempre escono “di botto”, ma di certo “di botto” esce l’aggressività, quindi … gli aggressori temo non abbiamo alcun rispetto e senso della Carità e si considerano – come dire – unici e sopra tutti gli altri.
    Credo sia una guerra psicologica e – come tutte le guerre – fa vittime innocenti.

    I blog credo siano sì una Quaresima della parola, ma che non significa silenzio, ma pensare alla parola, pregare per la nostra nostra parola e poi dirla tenendo a bada tutte le sensazioni di autodifesa che si innescano nel momento dell’insulto e che diventa acuto quando l’insulto è sulla Chiesa o – peggio ancora – su Dio.

    Temo che gli aggressori siano davvero come dei “cecchini” pronti a sparare ogni qual volta se na da’ loro occasione … e le occasioni sono davvero infinite.

    Dovremmo inventare dei “missionari” nei blog … gente che “dimostra” (e quindi testimonia) con la parola cosa significa essere cristiani, cosa vuol dire non permettere insulti al Signore senza finire nel colpire intimamente la persona.

    Ciao a tutti … e grazie

  16. ROMEO permalink
    9 maggio 2012 17:32

    Scusami Anna! ma io continuo a non capire perchè nel blog non ho letto nulla di offensivo, se puoi essere più precisa. Io ti posso dire che chiunque comincia ad affrontare argomenti un pò “fuori dalla norma” viene attaccato o ignorato anche nella realtà proprio come è successo a Gesù 2000 anni orsono, siccome le cose non sono cambiate bisognerebbe seguire l’esempio di Gesù e “quando si pone le mani nell’aratro mai voltarsi indietro” ed andare avanti, confrontandosi si, ma porre soprattutto fiducia in Lui in noi perchè la bocca non sia spada per ferire ma per essere diffusore della Verità.
    Ciao.
    Grazie.
    Romeo.

  17. 9 maggio 2012 17:51

    Nooooo, Romeo, non mi riferivo a questo blog, ma ad altri in cui si verificano delle autentiche aggressioni.

    Sono situazioni che mi dispiacciono parecchio anche perchè avverto che molte persone ci soffrono davvero.

    Qui, sino ad ora, non si è verificato nulla di questo genere, ma è anche vero che è un blogghino conosciuto da pochi, quindi meno attaccabile.

    Ah ah ah

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