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Modi di dire

12 aprile 2012

Spesso si sente dire:

“Siamo nati per morire”.

Forse, alla luce della Pasqua, dovremmo dire:

“Siamo nati per risorgere

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16 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    12 aprile 2012 16:20

    Oppure potrei raccontare la mia storia, quella di uno “nato per” morire continuamente e continuamente fatto risuscitare….

  2. Lorenz permalink
    13 aprile 2012 09:30

    Spesso si semte anche dire:

    “Sarà la volta buona ?”

    Forse, noi cristiani potremmo dire:

    “Sarà la Pasqua buona?”

    buona per cambiare per davvero, per “farsi risuscitare” per davvero, per diventare la “sorpresa” per il mondo ( il nostro, almeno) ecc ecc ecc

    mo’ non rompo oltre 🙂
    Ciao Anna!

    • 13 aprile 2012 09:39

      Ma tu non rompi … Non rompi proprio, anzi …
      Sì, è vero, dovremmo essere sorpresa per il “nostro” mondo e qualche volte ci succede pure, inaspettatamente, ma succede … anche se i primi sorpresi siamo proprio noi.
      Sai, in questi giorni stavo pensando alle parole di Gesù dette agli Apostoli prima della Passione: “Andate a preparare la Pasqua”
      Ecco, forse dovremmo “preparare” alla Pasqua. Il resto lo fa Lui … sorprendendoci.

  3. scintillanti permalink
    13 aprile 2012 14:52

    La resurrezione ci insegna a morire per rinascere ogni giorno migliori.Ciao Anna. Buon passaggio…

  4. Lorenz permalink
    14 aprile 2012 09:14

    Sì sono d’accordo. Anzi, toglierei il forse.E pure il condizionale.
    Dobbiamo . E gli aggiungerei anche un punto esclamativo!
    Io comincio a essere stufo di tutti i miei vorrei ma non posso, non sono degno, e compagnia a briscola.Ovvio che non posso e sono indegno, c’ho le prove provate!!!
    E allora? Gesù è li’ a richiamarmi in vita continuamente.
    L’errore in cui casco è imbambolarmi davanti a questa meraviglia, e stop.
    Quando invece, per usare il linguaggio di scintillanti, la cosa è: la risurrezione ci insegna a morire per rinascere ogni giorno .Migliori? Forse, sperabilmente… Piu’ che altro a rinascere per vivere davvero, che vuol dire vivere per gli altri, non in devote teorie, ma in pratica spicciola e quotidiana…Se non mi lascio resuscitare da me stesso, e rimango sepolto nel mio orizzonte chiuso su di me, anche sta Pasqua scivolerà via come un giorno tra i tanti del calendario, altro che passaggio.

  5. scintillanti permalink
    14 aprile 2012 12:53

    La Pasqua ci dice che la vita nasce dalla morte. Hai ragione Lorenz, migliori non è il termine esatto. Perchè, se guardiamo spuntare un germoglio da un ramo spoglio e rinsecchito dal gelo dell’inverno, e poi vediamo il fiore e poi dal fiore il frutto, non pensiamo a cosa è migliore, ma siamo contenti che quella pianta vive e porta frutto.Ma il germoglio nasce da una ferita della corteccia e il fiore da un altra ferita e poi i petali che cadono per dare posto al frutto…la morte che porta alla vita.

    • 14 aprile 2012 17:45

      Il germoglio non nasce da una ferita nella corteccia, ma in punti precisi predisposti per il germoglio.
      E’ la corteccia che si rende morbida per far passare il germoglio e lo stesso è per noi: ci sono dei momenti fragili della nostra vita che sono i punti dove lo Spirito Santo spinge per farci germogliare.

      @Lorenz, non è tanto vivere “per” gli altri che – prima o poi – crolla in modo terribile generando addirittura cinismo, ma è vivere CON gli altri.
      Il primo segno della conversione è un affetto devastante e prorompente che riesce a rendere palese una sofferenza altrui molto celata e nascosta.
      Ecco cos’è l’orizzonte vero e non chiuso su sé stessi, ma per assurdo che possa sembrare, questo orizzonte vastissimo nasce dalla capacità di leggersi perchè leggendosi si scopre molto.

      La Pasqua è una promessa di vita nonostante la morte.

      • scintillanti permalink
        14 aprile 2012 18:36

        Anna sono d’accordo con te. Il mio pensiero va al parto che è possibile perchè il collo dell’utero diventa più morbido e si dilata, ma dilatandosi sappiamo quanrto fa male. A volte poi sono necessari dei tagli perchè non si dilata abbastanza o per altri motivi. Certo è che nessuna vita è esente da un sacrificio, visibile piuù o meno.

      • 14 aprile 2012 19:20

        Già come la luce non avrebbe lo stesso splendore se non ci fosse il buio, il perdono non profumerebbe così tanto se non ci fosse la colpa.

      • Lorenz permalink
        14 aprile 2012 19:23

        sissi ,leggiamoci pure e senza segreti e senza filtri,possibilmente.
        Dopodichè lasciamolo maturare e esplodere questo affetto devastante, che per forza ci manderò in pezzi verso gli altri. Con gli altri, certo, ma anche questo ,sai, puo’ crollare in modo clamoroso se non c’è il PER di mezzo.
        Anzi, quando arrivi nei punti della vita ( e ce ne sono) in cui il CON non è piu’ possibile,è quel per che ti fa comunque aperto, pezzo di pane, e persino pezzo di Dio…
        Noi xfortuna non dobbiamo inventarci un bel nulla: la strada è quella di Gesù che è venuto Con noi e Per noi…

  6. scintillanti permalink
    14 aprile 2012 19:41

    Ci ho messo del tempo per capire il PER ma poi questa Pasqua di passione personale mi ha fatto sentire vicino lo Sposo, Gesù che mi aveva dato il Suo Corpo senza trattenere nulla per sè.Ho pensato alla responsabilità a cui sono chiamati gli sposi( Sposo dal latino respondeo-rispondo), alla naturale partecipazione, quando ci si ama a farsi carico dei pesi dell’altro, a quanto darei perchè mio marito fosse sollevato da tanti pensieri.

  7. scintillanti permalink
    14 aprile 2012 19:45

    Ho dimenticato di firmarmi, perchè ho visto che qui compaio con un nome di transito. Sono Antonietta, ex, ma non troppo “laprimaparola” e ora “asuaimmagine.blogspot.com”

  8. Lorenz permalink
    15 aprile 2012 10:36

    effettivamente, cara Antonietta, penso anch’io che tra marito e moglie ci sia un luogo e un modo privilegiato e particolare di sperimentare il PER ( e anche il CON,ovviamente.ma se c’è solo quello, sono cavoli).Un modo domestico, senza clamori, senza enfasi,senza tante menate, ma pieno di vita, di voglia, di stimoli, totale. Questo, senza voler fare quadretti alla Mulino bianco…io trovo piuttosto che spesso ci offra la possibilità concreta di vivere in modo ” naturale” come dici tu il vangelo- sempre che ci si voglia imbarcare nell’avventura , bellissima e faticosa, di farlo; se il matrimonio lo si “subisce”, è tutt’un’altra storia…”

  9. 15 aprile 2012 11:37

    Lorenz e Antonietta … soprattutto quando il matrimonio è esattamente all’opposto del modello “Mulino Bianco-Peynet”.
    Allora in questo caso si sprecano le preposizioni e salta fuori CON Cristo, PER Cristo, IN Cristo … E l’Eucarestia entra nelle faniglie

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