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Ops … ma c’è anche Paolo

15 gennaio 2012

E’ vero che la seconda lettura della liturgia domenicale pare sempre vada per una strada tutta sua.

Quasi fosse una voce indipendente.

Spesso, poi, tira fuori di quei argomenti che … bé, meglio girarci al largo.

Eppure quella ostica 2° Lettura (che si cerca sempre di evitare con cura) ha in sè una chiave di lettura straordinaria che butta un po’ per aria l’immagine “diritta diritta” che salta fuori dalla 1° e dal Vangelo, o meglio, la completa con delle sfumature che chiariscono nel concreto.

Ma oggi … Bè, oggi, diciamo che molti han fatto finta di non sentire/leggere.

C’è quella parole che – accidenti – mette con le spalle al muro e poi – dai – è molto obsoleta.

Insomma, tutti fissi su quella parola e gli occhi non si sono più posati sulla domanda:

“Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito”

Che ha una potenza inaudita ed una verità che non ci aspettavamo:

anche il corpo si deve convertire.

E … impurità (ohi ohi) non è “solo” quello a cui tutti hanno pensato.

O no?

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13 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    17 gennaio 2012 01:36

    Non aggiungo nulla al sasso che tu hai lanciato e che, concordo, non ha trovato eco nei commenti domenicali, almeno quelli di cui sono a conoscenza.
    Ma una cosa mi sento di dirla su quella parolia ” impurità” che scoperchia un vaso di Pandora di complessi, di repressioni, di esagerazioni, di equivoci addirittura millenari, tutti orbitanti intorno ai demoniaci ” atti impuri”, in tutte le loro evocabili declinazioni…
    Essendo io fondamentalmente una bestia, l’opposto dell’asceta e dell’eroe della purezza ( lo dico senza nessun compiacimento, ma con sincerità) sarei il meno titolato a parlarne e non voglio cadere nella trappola di sottovalutare il rischio sempre presente che la ormai normale cosificazione del corpo possa generare condizionamenti, nuove gabbie, catene varie…Ma le conosciamo tutte molto bene.
    Io voglio parlare del tipo opposto, e assai piu’ insidioso, di impurità con cui trattiamo il nostro corpo: quello basato sulla paura del corpo, sulla sua demonizzazione, sulla fuga dal corpo, sul disgusto che in molti cristiani ancora lo circonda. Chi fa questo, voglio essere chiaro, bestemmia il nostro Dio, perché i nostri corpi sono membra di Cristo, e perchè Cristo è un nostro corpo, e ci ha salvato e ci salva nel suo corpo e attraverso di esso.
    Siamo abituati a dire che il nostro corpo è tempio dello Spirito in senso riduttivo, come fosse un involucro, un abito destinato ad essere smesso, un accessorio fastidioso e imbarazzante… e invece è vero il contrario, è Spirito che si fa materia, è luogo imprescindibile della nostra esistenza e del nostro essere di Cristo. Di piu’: è strumento di vita e salvezza, non solo per noi stessi e per quelli che vivono con noi e con noi interagiscono, ma per il mondo intero , e centro privilegiato ed esclusivo del nostro ” culto spirituale” a Dio.
    L’orrore per il corpo salta fuori in modo plastico ancora oggi, drammaticamente, scandalosamente, e basta un rapido giro sui siti e sui blog per rendersene conto. Pochi giorni fa un’anima bella ha scritto a proposito di un titolo di post in cui veniva usata la parola ” femmina”: ” Femmina? Bleah! che parola orrenda, dal suono quasi bestiale…”
    Che tristezza, e che squallore.
    Sì, anche il corpo si deve convertire.
    Nei due sensi, però.

  2. 17 gennaio 2012 07:47

    In ordine.
    Per quanto riguarda il termine “femmina” … mah, direi che è frutto di un retaggio perbenista al punto che non si riesce più ad usare la ragione.
    Il problema è che usando il termine “femmina” si provoca il “bleahhhh”” che però non viene provocato usando il termine maschio … Anzi, per quest’ultimo c’è molto orgoglio nel dire “sono maschio”.
    Perchè succede questo?

    Gli stessi termini “maschio e femmina” sono usati dalla Bibbia stessa in Genesi 1, a cui fa seguito “… e vide che era cosa buona”
    Perchè allora viene così demonizzato soprattutto dalle donne?

    Di per sé sono termini che indicano il “genere” a cui si appartiene nella famiglia naturale ed animale, mentre i termini uomo e donna indicano una razza” diversa: quella umana fornita di intelligenza, volontà e tutto il resto (introspezione, scelta, ecc.).

    Uomo e donna (evoluzione del maschio e della femmina) diventano poi persone che è ancora un gradino più su.

    Le persone hanno la coscienza realistica di essere
    1) corpo
    2) maschi e femmine
    3) uomini e donne
    senza demonizzare nulla, ma senza – al contrario – enfatizzare nulla.

    La corporeità è con la spiritualità e la psicologia parte sensibile del corpo ed è senza alcun dubbio dono che non ci appartiene.

    Amare e rispettare il proprio corpo è un dovere, ma lo è altrettanto dominarlo e credo proprio che il comando dato ad Adamo in Genesi 1 di dominare la “terra” intenda anche questo.

    Quello che non dovrebbe succedere, invece, (e che succede sempre) è il dominio del corpo (e tutto quello che ad esso riferisce) sulla ragione e sulla scelta.
    Purtroppo in questo caso a noi pare di scegliere con coscienza determinate azioni o tendenze, ma in definitiva stiamo solo motivando con intelligenza quello che ci piace tanto.

    Tutto deve essere in equilibrio e tutto deve seguire il compito per cui esiste: sopra di tutto sta lo Spirito Santo che scrive sul nostro cuore.

    E’ un argomento difficile che spesso provoca deviazioni, contestazioni (che mirano alla licieità di tutto) e a chi si addentra in questo argomento tabù con gran coraggio serve una pazienza infinita e spalle grosse per beccarsi ogni genere di insulto.

    Da qui, però, a tacere su tutta la linea, mi sembra davvero troppo.
    Ma, si sa, parlare di corporeità/atti impuri immediatamente si arriva alla sessualità e … chi ci mette mano a quell’argomento!!!!!

    Tutto è molto più semplice di quello che sembra, ma deve essere ben chiaro che su tutto deve agire lo Spirito Santo che dà il senso giusto di bene/male.
    … Ma la bigottite regna sovrana ,,,

  3. Lorenz permalink
    17 gennaio 2012 08:57

    Sì, serve equilibrio, semplicità, lievità, naturalezza e dedrammatizzazione.
    Serve lo Spirito, ma serve soprattutto il Vangelo, la chiarezza limpida e senza equivoci, ma anche senza tragedie e senza cupezze esistenti prima e buttate a piene mani dopo, con cui Gesù parla (o piu’ spesso tace) di questi problemi, sessualità in testa.
    Occorre saper gestire e dominare la sfera instintuale , senza averne paura o bigottitte, ma ferma consapevolezza.OCCORRE SOPRETTUTTO RICORDARSI IN OGNI MOMENTO CHE IN QUESTA LOTTA, CHE A VOLTE PUO’ ESSERE DURA E CONTINUA, NON SIAMO SOLI: NE’ PRIMA, NE’ DURANTE, NE’ DOPO. Esiste la preghiera, eiste la grazia, esiste soprattutto la confessione pragmatica, attiva, di fede, convinta. Esiste insomma una partita da giocare che va giocata fino in fondo e senza rinunce. E anche senza paure. Lasciarsi andare, è sbagliatissimo. Ma pure reprimere e basta, è fallimentare: anche in questo campo, essere di Cristo è la cosa da fare.

  4. 17 gennaio 2012 09:24

    … ma avere sempre e comunque Carità, Lorenz.
    Voglio dire, gli (s)bigottiti bigottiti (che magari siamo stati noi stessi prima di poderosi autoschiaffoni guidati dallo Spirito Santo) spesso lo sono perchè hanno paura, si sentono schiacciati ed infastiditi dal corpo che – siamo onesti – ha voci molto convincenti.
    I tabù nascono sempre da una sensazione di inferiorità nei confronti di qualcosa che in qualche modo domina, ma nascono anche dalla supponenza di “potercela fare da soli senza Dio” … Di fatto, il PO.
    Nascono dalla pigrizia di far fatica.
    Dall’altra parte, comunque, deve esistere anche l’ UMILTA’ di riconoscerci davvero “limitati”.

    Reprimere e basta, non solo è fallimentare, ma provoca scompensi assurdi nella psiche (dimensione che non dobbiamo dimenticare visto che è lo spirito del corpo).

    Oooohhh, sia ben chiaro, non ho una formazione per il quale tutto ciò che ho scritto è legge o scienza. Dico solamente quello che penso sia con ogni possibilità sia tutto un megaerrore.

    Di certo (e ritorno al primo commento) c’è da chiedersi come mai si scatena disappunto con il termine femmina, mentre non succede con il termine maschio che tutti pronunciano con rispetto, orgoglio, sicurezza (per le donne) … Ripeto: come mai?

    Questo mi fa suppore che il femminismo e tutti i movimenti per la parità dei sessi è mooolto fallimentare/confuso/bieco (perchè si vuole rivendicare il “far quel che si vuole”) … ecc. ecc.

  5. Lorenz permalink
    17 gennaio 2012 12:55

    Carità non fa mai male, ma fare verità viene prima ancora. Io capisco tutto: le paure, i retaggi, i condizionamenti dell’educazione, 2000 anni di sessuofobia cattolica ( diciamolo pure!)…ma quando uno ha ricevuto i due schiaffoni dello Spirito, pure assai dolorosi, o quando, al contrario, a mezzo rischiato la pelle( e non per modo di dire) perché invischiato in tutta quella palude sopra descritta, quando insomma sperimenta la forza liberante, la folata d’aria di Gesù Cristo che viene, spezza le catene e ci fa liberi,ecco, allora occorre, secondo me, essere chiari, fermi, calmi e espliciti nel dirlo e nel raccontarlo. Per se stessi, e per quelli che ancora si dibatttono, e per quelli che invece vogliono dibattercisi( perché ci sono anche quelli, e non sono pochi).Occorre dire che non c’è niente, ma proprio niente ,che schiacci e infastidisca nel corpo nostro o altrui. Che le voci molto convincenti che vengono da lì è una benedizione del cielo che siano molto convincenti, che sono, se vissute per come sono pensate , fonte di gioia, di pienezza, di comunione e di vita. Che, se si decide di ascoltarle fino in fondo, senza dar loro suono completo ( con tutte le forme di verginità e castità che sono possibili) possono esserlo lo stesso, e ancora e molto di piu’.
    Non c’è nulla di sporco, di colpevole, di impuro nel corpo del maschio e della femmina.
    Ci puo’ essere molto di tutto questo nell’anima e nella mente, piuttosto.
    Tutta la simpatia e la comprensione per le persone e per i loro atteggiamenti, le loro ferite, le loro esistenze schiacciate dai tabù: mi ci metto anch’io.Ma nessun rispetto e nessuna delicatezza per i tabù stessi, che rischiano altrimenti di essere perpetuati all’infinito. La supponenza di farcela senza Dio va smascherata, se necessario con decisione; la pigrizia di far fatica va chiamata col suo nome; il bigottismo va tirato a terra e mandato in pezzi.
    Questo proprio perché ci si deve sforzare di avere l’umiltà- che non è mai stupidaggine- di riconoscersi limitati, limitatissimi, ” nulla senza il Signore”. Laddove ogni atteggiamento bigotto, con le sue ricettine pronte e finte, è l’esatto opposto dell’umiltà, perché costruisce e sostituisce una morale di comportamento NOSTRA a quella del Vangelo.
    Torniamo un attimo a quel bleah e a quel ” femmina, che orrore!”.
    Ciascuno puo’ dire quel che vuole, ci mancherebbe. Ma se chi lo dice è un cristiano, magari genitore, magari catechista , magari educatore….sai quanto rischi di perpetuare questa stupidata , che tanto stupidata non é? Specie se il disgusto per la femmina, ed era questo il caso, si accompagna a una esaltazione della Donna… E che sarebbe, questa Donna idealizzata, quindi falsa,che rifiuti la sua femminilità?
    Il femminismo , piu’ che la parità dei sessi, ha inseguito la mascolinizzazione della donna: una fregatura pazzesca di cui si avvertono già da un pezzo le conseguenze, e chissà per quanto. La cosa assurda non è che il maschio sia orgoglioso di essere maschio: questo è solo naturale, è ” cosa buona e giusta “: il che non è machismo, è che io sono maschio, e mi sento maschio nel modo di essere, di vedere le cose, di sentirle e di viverle, e non potrei essere un’altra persona prescindendo dall’essere maschio…e sono cristiano da maschio, che è un modo naturale e specifico al tempo stesso di esserlo, La cosa assurda è che il “mito” del maschio , l’orgoglio della mascolinità, l’invidia del pene e tutto quell’ambaradan di robe, sono e restano diffusi proprio tra le donne, che lo hanno demolito a parole, ma lo hanno copiato nei fatti e adesso lo “rimpiangono” sempre di piu’ proprio negli stereotipi piu’ obsoleti….
    Rifiutare la propria caraterizzazione naturale è un atto che, prima o poi, presenta a chi lo fa costi salatissimi: anche in termini di fede cristiana.

  6. 17 gennaio 2012 13:16

    Acc … che tirata!
    Complimenti, ma attento perchè potresti scivolare nell’enfasi.
    La parità di diritti (soprattutto di doveri cosa di cui nessuno parla) tra i sessi è cosa sacrosanta, ma prima deve esserci la coscienza di sé.

    Su una cosa ti sbagli un bel po’, sul fatto che sono più spesso le donne che esaltano il maschio.
    Non è vero, non è assolutamente vero perchè molto più frequentemente di quello che si può pensare questa presunta superiorità del MASCHIO viene sbattuta in faccia in modo molto pesante proprio dai maschietti.
    E lo so ben io specialmente con dei testa a testa storici con amici preti che – immancabilmente – tirano fuori la “parabola” di Eva.
    Io di rimando rispondo ridendo:
    “Però, davvero forte/deciso/determinato, questo maschio che si lascia abbindolare da una femmina messa lì da Dio come “aiuto”! Bella rettitudine questo principe del creato che si lascia convincere da una femminuccia ad andare contro il comando di Dio creatore! Complimentoni, davvero complimentoni” … ah ah ah 😀
    Inutile dire che si scatena una guerra esegetica incredibile che però si spacca la faccia su una bellissima coppia: Maria e Giuseppe … Che è tutta un’altra storia.

  7. Lorenz permalink
    17 gennaio 2012 16:31

    … e mi ci spacco volentieri la faccia anch’io, su quella coppia.
    Grazie per il vaccino antienfatico, ne farò buon uso.( spero).
    Registro la tua correzione, e mi fido che sia così.

  8. 17 gennaio 2012 18:10

    Lorenz, non è una correzione (ci mancherebbe!!!!), solo esperienza di vita vissuta.

    • Lorenz permalink
      17 gennaio 2012 18:22

      E allora, Anna, mi fido doppiamente!!! 🙂

  9. 17 gennaio 2012 20:12

    Lo metto qui la mia rispostina a Lorenz al commento del precedente post.
    Lo metto qui perchè è molto pertinente con quest’ultimo e poi perchè mi intriga molto il termine “equilibrio”.

    Gesù era equilibrato?
    Direi di sì
    I santi lo sono stati?
    Idem

    E’ necessario però capire cosa s’intende per equilibrio che non significa il classico un colpo alla botte ed una al cerchio per mantenersi a galla, ma significa
    stare in linea (quindi in equilibrio) con quanto si è convinti
    non “scannare” nessuno
    non attaccare nessuno e se lo si fa, lo si fa con la pacatezza di Gesù, soppesando le parole

    La condizione “equilibrio”, per quanto possa sembrare strano, è la condizione quotidiana del nostro corpo, della natura, del cosmo; è una condizione in cui siamo immersi.

    Io stessa mi dico che non sono per nulla equilibrata, ma dico una cavolata. Lo stesso pensiero umano è di suo equilibrato perchè cerca di vedere tutte le sfumature di una situazione, solo che poi agiscono
    egocentrismo
    egoismo
    desiderio di emergere
    desiderio di dominare l’altro.

    Noi siamo equilibrio soprattutto con il nostro corpo.ù

    P.S.: 😀 non prendetemi in giro è!!! Sto andando a braccio 😉

    • Lorenz permalink
      18 gennaio 2012 01:13

      Grazie per la rispostina ( ina, non direi) ottimissima a maggior ragione perché data a braccio.
      Direi che è tutta questione ….di intendersi sul significato da dare alle parole.
      Se equilibrio lo si intende come “stare in linea con le proprie convinzioni”, bè allora fuor di dubbio che Gesù fosse il piu’ equilibrato dell’universo, e a seguire a ruota l’esercito dei santi.Lo stesso vale per lo ” scannare”…ma sul resto, mmmh, non mi convinci mica tanto:).
      La “pacatezza” di Gesù viene di frequente lasciata nel cassetto, e Gesù fa certe sparate da levare pelo e contropelo e quello che c’è sotto…e pure sul soppesare le parole, non direi che fosse la prima delle sue preoccupazioni.Pure gli attacchi, non sono mancati: precisi, chirurgici diremmo oggi, mirati.I farisei avrebbero qualcosa da raccontare in merito.
      E pure sui santi, be’ , da San Paolo a Padre Pio,andando proprio per le trippe, certi cazziatoni, se mi passi il termine, memorabili! E Francesco che fa fuori i magazzini vendita del babbo facendoli filare dalla finestra fece urlare alla pazzia, piuttosto che alla ragione ben ponderata.
      Potremmo dire, allora, che è la mancanza di equilibrio, una certa dose di pazzia, quella della fede, il vero equilibrio del cristiano? Bello a dirsi, ma enfatico e campato per aria…
      Aggiungo anche che io amo gli squilibrati di Cristo, amo i preti che mi prendano di petto e mi sbattano al muro, e Qualcuno che mi scuota violentemente per le spalle.
      nella mia coscienza sono già fin troppo pacato e misurato io stesso, verso di me…
      E poi, questo, io lo trovo un valore assolutamente positivo. Perché è indice e misura di quanto si tenga a qualche cosa.Io dico che se vedo un amico mettere un piede in fallo su un rischiosissimo crinale, a rischio di rimetterci osso del collo e pelle, non mi curerò affatto della pacatezza e del soppesare le parole, ma gli urlerò con quanto fiato in gola ma che cavolo stai facendo, imbecille, guarda dove metti i piedi!, perchè mi preoccupo per lui…:)
      Quanto alla famosa storia dell’equilibrio come ” condizione ” in cui ogni cosa è immersa, è vero, è condizione cosmica e individuale: ma è una condizione ” tendenziale”, cui si tende perennemente, senza arrivarci mai…o meglio arrivandoci un momento, per poi subito perderla e disequilibrarsi e tendere ad un nuovo riequilibrio…Direi che è piuttosto un passaggio continuo da un disequilibrio, a un altro.
      Tento goffamente di sistemare i cocci di questo mio interventastro così: mi verrebbe da dire che ci puo’ essere un disequilibrio “positivo”, squilibrato verso Gesù e il Vangelo ( ( per dire: Cottolengo che in bolletta perenne e pieno di debiti ,da ordine che non deve tramontare il sole sulla Piccola casa con qualche soldo in cassa, e, se ne restano, li fa letteralmente gettare dalla finestra, perché sia evidentetutti i giorni l’azione e la fede nella Divina Provvidenza ) che quindi è un equilibrio fondato su qualcosa e su qualcuno che c’è, evidentemente, ma non si vede… e ci puo’ essere un disequilibrio ” negativo”, squilibrato verso il nostro io in tutte le sue sfumature egoistiche, da quelle considerate piu’ nobili (?) a quelle senz’altro ignobili…
      Infine, per quanto riguarda il nostro corpo: sì, possiamo essere equilibrio perfetto, o, anche qui, completamente squilibrati.
      Non prendete in giro neppure me, a questo punto!!!

  10. 18 gennaio 2012 07:40

    Lorenz, la persona squilibrata a grandi linee è:
    dedito a tutti i tipi di eccessi
    frustrato
    opportunista
    perbenista
    bigotto
    non riesce a vedere nient’altro che sè stesso
    ama contraddire a priori
    dedito alla violenza
    ecc.

    Ora Gesù non mi pare per nulla così e neppure i santi … forse San Francesco pareva così.

    Anch’io, come te, in caso di pericolo in cui si sta ficcando qualche imbecille urlo a squarcia gola e vado oltre anche: gli do un poderoso spintone per toglierlo quanto meno dal ciglio del burrone, ma questo è vero affetto, è – pur sempre nella nostra visione limitata – verità, è il coraggio di chi perde la faccia

    Se invece intendi equilibrio come chi “non è né carne né pesce”, chi “è tiepido”, allora no: i cristiani non sono “equilibrati” per il semplice motivo che non hanno paura della Verità su loro stessi. Non sugli altri, ma su loro stessi.

  11. ROMEO permalink
    18 gennaio 2012 09:34

    Scusate! Mi sono perso in tutte queste disquisizioni!
    Cerco di mettere un pò di ordine in me stesso.
    Sui termini femmina/donna maschio/uomo sono stati scritti fiumi di libri e anche fatte lotte ma con tanta confusione. Gesù che dovrebbe essere il nostro faro per portare equilibrio alle nostre menti naturalmente squilibrate, parla raramente di questi argomenti, per lui l’uomo è uno com’era all’origine per lui non esiste la differenza fra maschio o femmina o uomo e donna, lui è venuto come Salvatore di tutte le creature. Nella Genesi, Adamo era Uno finchè un giorno si sentì solo ignorando per la prima volta che Dentro di Lui c’era tutto perchè era stato creato ad Immagine e somiglianza di Dio. Il Libero arbitrio di Adamo ha cercato Fuori un qualcosa che gli mancava (illusione). Dio non ha fatto altro che concedere quello che intimamente Adamo voleva e Adamo non si è reso conto (perchè dormiva) che Eva è stata creata da una sua Parte (costola); Gesù mi sembra che abbia usato la parola donna in occasione delle nozze di Canna rivolto a Maria. Gesù come nuovo Adamo e Maria come nuova Eva si sono ricongiunti in cielo (Ascensione di Maria) ridiventando una unità; nell’unità non esiste più il maschio e la femmina o la donna e l’uomo.
    L’equilibrista quando deve attraversare la fune (che mi immagino come la linea dell’orizzonte) si avvale di un’ asta messa in modo orizzontale in modo da comporre una perfetta croce, ci deve mettere tutta la sua forza e la sua volontà a raggiungere la meta. Possiamo considerare questo come una metafora per capire quello che quotidianamente siamo chiamati a fare volenti o nolenti.
    Ciao, grazie a tutti!
    Romeo.

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