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… E san Giuseppe dice …

11 gennaio 2012

Si può dare di più perché é dentro di noi
si può dare di più senza essere eroi
come fare non so non lo sai neanche tu
ma di certo si può…dare di più

A volte anche le canzoni sceme e vecchiotte dicono cose vere e “storiche”.

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10 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    11 gennaio 2012 19:46

    …il mio problema è spostare sempre un po’ in avanti l’asticella di quel piu’, perchè solo in quella direzione si puo’ vivere la felicità della pienezza di vita.
    Ma a forza di alzarla, si sa, si incrocia il palo del mio egoismo, ed ecco una bella croce, pronta pronta per andarci sopra….

    • Fabrizio permalink
      12 gennaio 2012 08:58

      Anche solo il volerci provare ad alzarla l’asticella è già buona, anzi buonissima cosa, quindi grande Lorenz! Buona giornata!

  2. ROMEO permalink
    12 gennaio 2012 08:58

    Le Vie del Signore sono infinite e tutte possono darci qualcosa, siamo noi con il nostro libero arbitrio condizionato a scartare alcuni percorsi per fare delle esperienze che in quel determinato momento ci necessitano giuste o sbagliate esse siano. Per limitare sempre di più l’egoismo, come dici tu Lorenz, secondo me occorre aprire la mente a nuovi atteggiamenti, tipo il non abbattersi per una delusione, il rialzarsi immediatamente non appena sentiamo di averne le possibilità, non perdere tempo e cercare una nuova strada ovvero continuarla se è il percorso giusto (queste percezioni vengono dal proprio intimo sede dell’Amore) emblematico è il Percorso del Golgota per portare avanti questo progetto. Sembra un giogo duro per la nostra mente ma per L’Amore è soave e leggero perchè Gesù è IN noi pur essendo CON noi nella sofferenza. Per Cristo, Con Cristo e In Cristo.
    Ho letto con molta partecipazione i vostri spunti precedenti molto belli e sopprattutto VIVI.
    Ciao.
    Romeo.

    • Fabrizio permalink
      12 gennaio 2012 09:01

      E altrettanto lo sono i tuoi Romeo! Credo che il Signore apprezzi molto anche le intenzioni e non solo i risultati che otteniamo. Io confido sempre nella sua grande, grandissima misericordia!

  3. 12 gennaio 2012 10:47

    Il problema è, non quanto volontariamente spostiamo l’asticella, ma quando viene spostata nonostante noi.
    Quando viene spostata da Dio o dal Suo contrario,
    Non c’è solo Giuseppe in questa situazione, ma anche il grande Giobbe.

    E’ lì che si vede la differenza.

    Tra l’altro, abbiamo edulcorato non poco sia la figura di Giuseppe che quella di Giobbe, nonché quella di Maria.
    In questi casi varrebbe la pena di mettersi nei loro panni e da lì iniziare a meditare bene affinché diventi medit-azione.

  4. Lorenz permalink
    12 gennaio 2012 14:56

    Giusto Anna. Dio, o il suo contrario, o il caso, o gli accadimenti, dipende dai punti di vista, fissano il livello di quello che ti verrebbe richiesto di dare…ma c’è sempre la nostra libertà che stabilisce se, quando e quanto di quel livello io sono disposto a tentare di raggiungere.
    Giobbe, Giuseppe e Maria si sono trovati, di colpo, in situazioni molto diverse, “invitati”( per usare un eufemismo) a puntare improvvisamente a un record del mondo. Ma se non ci fosse stato il loro sì, battagliato, incredulo, sofferto, spaventato, nulla sarebbe mai successo.
    Il solito proverbio dice che l’uomo propone e Dio dispone: mi chiedo se non sia vero anche il contrario.Perché spesso Dio propone una situazione, e disporre cosa fare al riguardo resta poi interamente alla nostra libertà ( e pure sulle nostre spalle).
    Desulcoriamo pure, desulcoriamo sempre, è un’operazione verità necessaria e indispensabile.
    Mettiamoci pure nei panni di Maria e dei Santi.Lasciamo anche che loro si mettano nei nostri, confrontandoci e ponendoci le domande del caso. D’altra parte, nell’Eucarestia, non accade un po’ questo, alla massima potenza? Noi entriamo non “nei panni” di Cristo, ma IN Cristo stesso, come dice bene Romeo, e Cristo si impasta in noi. Anche l’eucarestia andrebbe dedevotizzata, desulcorata e restituita al suo mistero eversivo e inaudito. Soprattutto andrebbe disincrostato da zuccheri e melassa, Gesù stesso , troppo spesso ridotto a una statuina glassata di quelle delle torte.
    Ma non c’è spazio per la glassa e per le torte sul sentiero del Golgota, che davvero è quel che dice Romeo: percorso emblematico per tutti, e io aggiungo profetico e rivelatore per ogni cristiano che voglia essere tale.

  5. ROMEO permalink
    13 gennaio 2012 08:58

    Si, Lorenz, posso testimoniare che, una volta accettato il proprio Golgota, è la Grazia di Gesù e di Maria ad intervenire e, se non ce la faccio, mi tira FUORI dai rovi e dalle spine, mi carica in spalla, e mi rimette in cammino, certo io non devo essere apatico e aspettare che Gesù intervenga devo lottare per liberarmi e poi quando Gesù mi rimette in cammino non devo pensare di essere già arrivato perchè questo sarebbe un altro errore, in questa scuola non c’è possibilità per posare il capo. Con la Pace e l’Amore di Gesù tutto è possibile ma è IN Gesu che tutto si completa ecco! questa è la VERA COMUNIONE!
    Grazie a tutti.
    Ciao.
    Romeo.

  6. Lorenz permalink
    13 gennaio 2012 09:46

    Io ti dico grazie Romeo. Queste tue parole me le prendo per me, mi servono, e me le tengo care. Sì, sono convinto anch’io che questa sia la VERA COMUNIONE.
    Buona giornata.
    L.

  7. 13 gennaio 2012 11:45

    Wow!!!! 😀

    L’altro giorno volevo dire qualcosa riguardo la Comunione, ma una manina invisibile non me l’ha consentito.
    Sì, la VERA COMUNIONE.

    Una volta consideravo la Comunione come Gesù in me, ma ora dopo (ehmmmm …) strattoni e “messa con le spalle al muro”, salti nel vuoto con tutti gli annessi e connessi, devo dire che è esattamente il contrario:
    sono io (o noi) – con corpo/anima/psiche – che SONO IN Gesù, è Lui che mi accoglie.

    Questa cosa è dichiarata proprio nella seconda lettura di domenica prossima.

    Grazie a tutti

  8. Lorenz permalink
    13 gennaio 2012 18:42

    Dimenticavo una cosa a proposito di quel che dice Romeo, a proposito di un cammino “dove non si ha da poggiare il capo”. Ho passato moltissimo tempo a cercarlo, questo posto vagheggiato di riposo, ristoro, appagamento e gratificazione, una casa spirituale per rendermi felice…
    Un’aspirazione legittima.
    Una trappola pericolosissima.
    Ho avuto, in qualche modo , una certa stranissima ” fortuna”…e ora che i fatti ( non certo una mia ” saggezza”) si sono incaricati di far piazza pulita di ogni cosa, riconosco anch’io che esiste una vita e una dimensione dove non è dato di posare il capo.
    Faticosa e non voluta, ma così libera e liberante….

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