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Epifania interrogativa: come mai ….?

6 gennaio 2012

Già, riascoltando il Vangelo mi sono chiesta:

come mai sacerdoti e scribi non hanno visto la stella?

eppure era sotto gli occhi di tutti …

come mai sacerdoti e scribi che sapevano dove, come e quando, non si sono mossi di un passo?

come mai coloro che “sapevano” le scritture, che le studiavano tutti i giorni, non conoscevano come degli stessi studiosi quali erano i magi che erano tanto sicuri da intraprendere un viaggio lunghissimo e faticoso?

come mai degli uomini che avevano tutte le risposte non si sono fatti delle domande, come invece hanno fatto i magi?

Tante risposte affiorano alla mente ( ofuscata dal virus 😀 ): benedetta povertà!!!! (anche quando è incoronata)

 

 

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19 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    6 gennaio 2012 14:31

    Non è cambiato nulla da allora.
    Come mai, noi che ci diciamo di Cristo, noi credenti in lui, non vediamo la sua stella?
    eppure è sotto gli occhi di tutti, per sua rivelazione è nella sofferenza e nel bisogno.
    Come mai noi, che sappiamo ( ci è detto con chiarezza nel Vangelo) dove, come e quando, non ci muoviamo di un passo da noi stessi e dalle nostre chiese?
    come mai noi, che che “sappiamo” le scritture, che le studiamo tutti i giorni, non “conosciamo”, a differenza di qualche lontano acceso nel cuore al punto da intraprendere un viaggio lunghissimo e faticoso?
    come mai degli uomini come noi che hanno tutte le risposte non si fanno delle domande vere, com invece fanno tanti lontani da noi?
    Il tempo delle domande e delle riflessioni è finito. La clessidra ha esaurito la sua sabbia.Il Signore si è manifestato e si manifesta tra di noi continuamente, in tutta la gloria della sua debolezza e della sua povertà: questa è la gloria in cui sempre lo vedremo, questa la nostra gloria.
    Ora dobbiamo tacere, andare, e manifestarci NOI al mondo.
    Siamo nati da tanto tempo: è l’ora, anche per noi, della nostra personale EPIFANIA.
    Ciao, Anna.

  2. romeo permalink
    6 gennaio 2012 15:54

    Come mai gli ebrei attendono ancora il Messia? E noi cattolici attendiamo ancora la seconda venuta di Gesù in carne ed ossa?
    Sono interrogativi che se li rivolgiamo al nostro cuore avremo presto delle risposte.
    Buona Epifania!
    Romeo.

  3. 6 gennaio 2012 18:53

    Lorenz, sai credo che quella “stella” che oggi non riusciamo a vedere non stia più in cielo, ma stia negli occhi del prossimo.
    E’ lì quella stella anche se spesso (ma apparentemente) sono occhi assenti/superficiali,
    E’ lì anche negli occhi dei saccenti che cercano risposte, senza mai porsi delle domande … su loro stessi.
    E lì, nel posto più a portata di mano che esista
    E lì come era lì con quell’assurdo Dio Bambino.

    Tutti pensiamo ad un Dio potente (come farebbe altrimenti a sistemarci le cose?), tutti pensiamo ad un Dio tipo “mago”, molti – per di più (anche oggi) – pensano che il potere di Dio sia un pericolo per il potere umano e così non vedono, non sentono e stanno fermi o – se si muovono – è solo per eliminare un pericoloso concorrente.

    Per rispondere a Romeo, invece, ma seguendo lo stesso percorso, direi che siamo “malati” di “attese”, ma già la parola Avvento non significa “attesa”, ma – al contrario – il renderci coscienti di una presenza reale tanto attesa.
    Insomma, l’attesa è finita o meglio forse è iniziata la nostra attesa di molti che pensano di non essere attesi.

    Mi sono sempre chiesta perchè la Chiesa insista tanto (la maggior parte) su questo Avvento-attesa, quando è esattamente il termine dell’attesa.
    Boh! 😉

    Ciao a tutti

  4. Fabrizio permalink
    7 gennaio 2012 14:47

    Io invece alle tante interessanti domande poste da Anna, ne aggiungo un’altra tanto per complicare ancora di più le cose. Un quesito che un mio amico sacerdote un giorno mi pose e cioè: “Ma se fossimo vissuti all’epoca di Gesù e quel giorno che precedeva di poco la Pasqua ci saremmo trovati in mezzo alla folla, avremmo gridato a Pilato di liberare il Cristo oppure di crocifiggerlo?

    • Lorenz permalink
      7 gennaio 2012 20:47

      Eh, Fabrizio! Vorrei dire con il cuore e la passione che avrei gridato da spaccarmi i polmoni
      ” liberatelo!”…ma con la mente e l’esperienza di me, so che avrei detto come gli altri il mio crucifige!.Magari a bassa voce, magari stando zitto… e con lo stesso risultato.
      L’unica cosa che mi consola, è che Gesù lo sa.
      Ha perdonato quel banfone di Pietro, facendone la roccia e il martire che è diventato, spero che perdoni anche me…con gli stessi risultati.

    • 7 gennaio 2012 23:17

      Sai, Fabrizio, la tua domnda mi è rimasta in testa e … direi che è un po’ sbagliato pensare di essere tra “quella” folla.
      Probabilmente siamo un po’ troppo superficiali e sbrigativi pensare a quella folla come tutto il popolo.
      “Quella” folla era una parte del popolo, probabilmente quella parte che odiava Gesù e a cui dava fastidio Gesù, una parte che numericamente è di molto inferiore a quella che – invece – seguiva Gesù.
      Impensabile che tutto il popolo ci stesse davanti al palazzo di Erode considerando i numeri della folla che ascoltava Gesù, quindi, quelli erano solo quelli che erano contro Gesù, molto presumibilmente “pagati” dal Sinedrio, dei facinorosi, una specie di black block dei tempi.
      D’altra parte chi mai potrebbe andare ad assistere alla condanna di uomini se non gente arrabbiata, assoldata e – perchè no – perditempo.

      No, Fabrizio, noi non ci siamo in quella folla arrabbiata, magari siamo in quella silente e nascosta nonché tremebonda, magari siamo tra quelli che hanno paura, ma in quella osannante la morte direi proprio di no.

      Non sono un’esegeta, non ho fatto ricerche, ma d’istinto mi sono accorta che abbiamo liquidato la parola “folla” con tutti, cosa che non è assolutamente vera.

      Si tratta, quindi, di gente assoldata o immersa in quel pantano che anche oggi vediamo (e ne paghiamo le conseguenze) fatto di gente che vive del “io faccio un favore (poco pulito) a te e tu lo fai (altrettanto) a me”.

      Qui siamo altre la cattiveria e la meschinità, ben oltre: siamo nel campo dell’assenza di coscienza ed oggettività.

      Allora stiamo tutti in pace perchè comunque sia siamo tutti “uomini di buona volontà” … e spero anche “donne” 😀

      • Lorenz permalink
        8 gennaio 2012 15:28

        Due pensieri per Anna.
        Il primo.
        Non sono così sicuro che quella folla fosse tutta fatta di black blok, prezzolati dai sinedriti e gente in mala fede. Quelli ovviamente c’erano, ed erano il nocciolo trainante, organizzato, della manifestazione. Ma Gerusalemme sotto la Pasqua era veramente un catino di folla , moltissima della quale ingenua e credulona forse, ma in perfetta buona fede a gridare il suo Crucifige. Mai trovata in una folla inferocita? A me è capitato, e l’ho trovato sgradevole e inquietante, irrazionale e spaventoso. Un fenomeno per cui una serie di gente normalmente ” tranquilla e per bene”, con delle motivazione in radice giuste o ritenute tali, diventa improvvisamente violenta e feroce, perdendo letteralmente anche il lume della ragione.Quella gente in piazza, in quel lontano venerdì a Gerusalemme, seppure sobillata e manipolata , era davvero in gran parte convinta di avere di fronte un pericoloso mestatore, l’ennesimo ciarlatano,e la rabbia e la disillusione generata dalla sentenza del sinedrio ( non un tribunale di occupanti, i loro capi!) si muta in inesorabile condanna , magari proprio da parte di quelli che poche ore prima avevano accolto quel rabbi con gli osanna e le palme. Io spezzo sempre anche una lancia a favore del sinedrio stesso: in fin dei conti la condanna di Gesù secondo la legge ebraica del tempo è ineccepibile, veramente la sua ammissione di essere figlio di Dio era passibile di morte secondo la legge di Mosè come bestemmia. Nessun uomo poteva associare sè stesso al nome di Dio.
        E che dire della quantità di falsi profeti, di falsi messia, che popolavano e popoleranno ancora negli anni a venire quelle terre? E i timori per la reazione dei romani, quel ” è meglio che un uomo solo perisca piuttosto che una nazione intera” che noi trattiamo come spregevole calcolo di potere, non era in realtà un rischio fondato, dal momento che se fosse scoppiata una rivolta da aprte di alcuni convinti della messianicità di Gesù, la rappresaglia di Roma e il suo pugno di ferro sarebbero stati spietati?!
        Quanto alla ferocia e all’inneggiare alla morte, basta pensare a Saulo e allo zelo crudele col quale portava avanti il suo incarico,( in perfetta buona fede , pure lui!), alla rapidità della lapidazione di Stefano, per rendersi conto che “l’andazzo” era proprio quello…
        Il secondo, collegato al primo.
        Sono d’accordo: siamo uomini e donne di buona volontà.
        Ma questo, se da un lato ci tranquiliizza sulle nostre intenzioni, dall’altro non ci vaccina né ci esenta dalla nostra natura , da noi stessi, dalla nostra capacità di far del male: a noi, agli altri, a Dio.
        Era pieno di buona volontà Giuda, fino alla decisione che ben sappiamo. Lo era Pietro, ma ha tradito ancor piu’ odioso e per giunta gratis. Lo era Saulo, prima di diventare Paolo.
        Lo siamo anche noi, e anche noi, siamo capaci di ogni cosa. Sì, ogni cosa. Generalmente diciamo con sicurezza: io, non ho ammazzato nessuno! Vero.Ma è altrettanto vero che quando mai ci siamo trovati nell’occasione di farlo? E se vi ci fossimo trovati? E se vivessimo in condizioni tali per cui violenza e morte avessero un impatto necessariamente diverso? Io credo che non sia tanto la nostra buona volontà a salvarci, ma la mano di Dio sulla testa ( vogliamo chiamarla grazia?!) e il suo perdono “scandalosamente” senza fine .
        Restando acchiappati a lui, allora sì, credo anch’io che possiamo restare tutti, comunque sia, in buona pace…
        Scusa la prolissità , adesso mi taccio.

  5. 7 gennaio 2012 16:43

    Fabrizio, …. copione!!!!! 😀 😀
    Io ho fatto la stessa domanda a me stessa e ad un paio di sacerdoti e la risposta è stata (meno male) un bel silenzio.

    Probabilmente non avremmo capito, probabilmente ci saremmo fidati dei sommi sacerdoti, probabilmente – oppure – saremmo scappati da un’altra parte.

    Ci vogliono occhi e vista per vedere bene, ci vuole cuore coraggioso per capire meglio, ma anche fegato per non temere le ripercussioni che cadono sulla testa quando si contesta “chisatutto”, e ci vuole un animo buono per capire chi sbaglia, ma altrettanto retto da dirlo.

    • Lorenz permalink
      7 gennaio 2012 20:52

      Tutte cose che io non ho: ochhi e vista limpidi e profondi, cuore coraggioso oltre le parole, fegato vero e non parolaio, e soprattutto animo buono. Pensa che fesso: a lungo di me pensavo di essere un buono, anzi, quello che si dice scemamente un ” troppo buono”…ci ha pensato la mia storia a tirarmi fuori cattiveria e piccinerie, tutte quante, fino a lfondo, e raschiandolo ben bene.Sai una roba? Ogni volta che vedo quanta cattiveria ho dentro, è una delle poche cose che mi spaventa davvero.
      Speriamo che funzioni il tuo teorema di Longino…

  6. 7 gennaio 2012 16:44

    … mi sono poi resa conto che le più splendide rivelazioni ancora oggi arrivano diritte diritte nella testa dei peggiori peccatori … Come è successo a Longino ad esempio.

    • Fabrizio permalink
      8 gennaio 2012 00:13

      Anche oggi (anzi, ormai è ieri), voi, Anna e Lorenz mi avete regalato delle perle di saggezza con le vostre risposte e non posso che ringraziarvi per aver dedicato un pò del vostro tempo. Vi auguro una buona festa del Battesimo di Gesù!

      • 8 gennaio 2012 00:19

        Grazie a te Fabrizio.
        A proposito, rispondo sempre di corsa e mi è scappato un mega errore. 🙂
        Volevo scrivere “palazzo di Pilato e invece ho scritto di Erode … Mah, spero mi perdoniate tutti per questo errore. Chissà cosa avevo in testa!!!! 🙂

  7. 8 gennaio 2012 07:52

    Dio si rivela in ciò che ci manca.La crisi farà giustizia.
    Io mi sono convertita la notte dell’Epifania alzando gli occhi alla croce, dopo che il sacerdote nell’omelia aveva detto: “L’uomo crede di essere Dio ma non è Dio”
    La nascita e la morte espressione di un unico ed eterno mistero: quello dell’amore che dà vita.
    Ciao Buon cammino in Sua compagnia

  8. 8 gennaio 2012 16:45

    Lorenz, no, non tacere.
    E’ tutto vero quello che scrivi e dici.

  9. ROMEO permalink
    9 gennaio 2012 09:14

    Lorenz, la tua analisi sento che è veritiera d’altronde se faccio un esame di coscienza quante volte mi comporto come Simone e/o Giovanni Battista e/o Saulo ovvero come Pietro e/o Giovanni l’Apostolo e/o Paolo quindi non posso escludere che dalla mia bocca possa uscire “crocifiggilo” o “liberatelo”; forse addesso con la consapevolezza attuale frutto di varie esperienze propenderei per la seconda risposta ma una cosa è certa devo essere vigilante perchè quella parte contraria è sempre presente. Come dice Gesù bisogna vigilare giorno e notte.
    Ciao, grazie a tutti per i bei pensieri.
    Romeo.

  10. 9 gennaio 2012 10:07

    Credo anch’io che tutto sia tragicamente vero, ma entrano in gioco un sacco di fattori quando si è “tra la folla”:
    empatia
    amplificazione della rabbia (perchè no?)
    esasperazione
    senso di forza che viene dalla massa
    rivalsa
    vendetta di chi è sempre troppo debole
    ecc. ecc. ecc.
    Tutto questo avviene, però, quando si rinuncia ad essere sè stessi, quando entra in gioco la sindrome da branco. Di nuovo si ritorna al ragionare/pensare con la propria testa senza paura dell’altro o che sia un pensiero che contrasta con quello della massa.
    Anch’io ovviamente l’ho provato, ma da quel momento mi sono ripromessa di seguire solo la mia coscienza ricordandomi, soprattutto che sono (siamo) più degli animali.

    Nel confermare quindi questa cruda e reale analisi di Lorenz, aggiungo che è “solo” una faccia della “medaglia-uomo”, ma c’è anche l’altra, quella positiva, quella che “pensa” e si eleva e che giudica (qui ci vuole proprio) la violenza come l’atto peggiore che esista.

    Siamo animali tutto sommato ed eliminare il problema è puro istinto animale, ma siamo anche uomini che sanno che eliminare violentemente un problema (anche una persona( genera una catena che soffoca per primi noi stessi.

    Non basta astenersi dal lasciarsi trascinare dalle folle, è necessario opporsi con decisione anche se garantisco “.. e colpi su colpi”.

    In definitiva ci dobbiamo porre realisticamente sulla “costa” della medaglia che siamo e guardare senza paura la faccia della bestialità e la faccia dei figli di Dio,

    Non garantisco successo, anzi …
    Non garantisco plauso, figurarsi …
    Non garantisco simpatia, seeeeee …
    Ma
    garantisco pace con sè stessi
    garantisco soluzioni improbabili
    garantisco una straordinaria capacità di far emergere una forza tale da cambiare il male in bene
    garantisco che la stessa forza che si avverte immersi in una folla, la si avverte (superiore) immersi nella Trinità.

    Sul Sinedrio, invece, non posso spezzare lance perchè il problema Gesù non è stato affrontato in termini di Legge mosaica, ma in termini di paura di Roma.

    • Fabrizio permalink
      9 gennaio 2012 11:33

      Come sempre riflessioni splendide da parte di tutti. Io mi inchino davanti a tanta saggezza e mi rendo conto quanto abbia da imparare da voi. Ma sono qui per questo! Dei tanti “come mai…” proposti da Anna mi limito a dire che a volte è più facile chiudere gli occhi e fare finta di niente piuttosto di porsi domande che ti mettono in crisi. Questo modo di fare valeva 2000 anni fa e vale anche per l’uomo d’oggi. Faccio solo un esempio: Medjugorje e gli interrogativi che pone questo meraviglioso luogo in primis a noi credenti ma ancora di più dovrebbe porli a coloro che pensano Dio sia un’invenzione. Mi scuso se magari sono andato fuori tema.

  11. 9 gennaio 2012 11:54

    I tuoi “fuori tema” sono quelli che fanno andare oltre …
    La saggezza è anche (e soprattutto) questa capacità di non fermarsi sulla stessa cosa.
    Parlando per me, no, non sono saggia, ho solo “pagato” quanto era dovuto.
    Tutto qui ed inoltre ad infiammare gli animi con rabbia e chiusura di vista ci pensano in tanti (troppi).
    E’ ora che qualcuno (come noi tutti) cerchi di infiammare gli animi di un realistico positivo ed una bontà di intenzioni che davvero manca.
    Il primo è stato Gesù … ed ora si aprono le scommesse sul chi ci sta.
    😀

  12. Lorenz permalink
    9 gennaio 2012 15:16

    Concordo perfettamente su tutto, Anna.
    Il nostro posto è proprio lì, sulla costa della medaglia che siamo, sulla Frontiera tra bestialità e santità , a guardare in faccia le cose come sono senza paura e senza finzioni, manifestando a tutti la bellezza e la pienezza di quello che ci propone Gesù Cristo.
    Quello, e non altro.
    Gli animi si infiammano, o almeno si colpiscono, con una vita infiammata e colpita, anche se senza garanzie di successo e di riuscita, e anche se con drammatici scivoloni e tradimenti.Non è il nostro merito, che conta ( e menomale, saremmo tutti panati!), ma la nostra tigna e la nostra voglia di riacchiappare ogni volta quella mano sulla spalla,anche quando ce la siamo scrollati di dosso noi stessi per mille e un motivo…
    E qui la bontà dell’intenzione fa veramente la differenza.
    (Fabrizio, non scherzerai mica! Sono la persona meno saggia che io conosca.
    Romeo, grazie a te!)

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