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Buon Anno

1 gennaio 2012

Auguro a tutti dei giorni pieni di

promesse – scommesse – stupore

che sono poi l’altro nome dei doni dei Magi.

Buon anno

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19 commenti leave one →
  1. Lorenz permalink
    1 gennaio 2012 11:50

    Buon Anno anche a te, Anna!

    Io invece auguro,a te, a me e a tutti di essere noi una promessa per gli altri, una scommessa per qualcuno, lo stupore di Dio.
    Non per merito nostro, ma per scelta sua…

    Auguri!

  2. 1 gennaio 2012 18:10

    Hai completato a meraviglia il mio post Lorenz.
    Buon anno

  3. 2 gennaio 2012 10:51

    Buon anno anche a te di Fede, Speranza, Carità.

  4. Fabrizio permalink
    3 gennaio 2012 16:17

    Buongiorno e buon anno! Sono capitato per puro caso su questo blog, incuriosito dal personaggio evangelico di Nicodemo che mi ha sempre affascinato. Credo proprio che tornerò spesso a farvi visita e a leggere gli interessantissimi commenti che ho letto qua e là. Grazie!

  5. 3 gennaio 2012 16:40

    Ciao Fabrizio.
    Grazie per la visita e …. troppo buono.
    Tutto sommato sono pensierini che nascono all’improvviso come le stelle in una notte nuvolosa.
    Ti aspetto anche se non sono Nicodemo.
    P,S,: anch’io sono affascinata dalla figura di Nicodemo e ci medito spesso.

    • Fabrizio permalink
      3 gennaio 2012 17:24

      Tornerò, tornerò sicuramente. Sì, era sottinteso che il mio saluto era rivolto a Giangiacomo e a te che sei entrata successivamente. Come lui ha detto, un altro punto di vista non può fare che bene e arricchire. Ogni frammento, ogni parola, ogni pensiero sulla fede che viene condiviso può rischiarare la notte e aiutarci nel cammino della vita. Ieri sera insieme alla mia ragazza ho visto il bellissimo film “Uomini di Dio” di cui ho letto vari post precedenti nel blog. Mi è piaciuto veramente tanto, l’ho visto con il cuore in subbuglio nell’attesa del tragico finale. Questi martiri ci insegnano davvero molto.

  6. Lorenz permalink
    3 gennaio 2012 21:52

    Scusate se mi intrometto, Fabrizio e Anna.
    Qesti martiri ci insegnano a diventare martiri anche noi…
    E’ proprio quello che ho scritto in risposta agli auguri di Natale dal vostro blog.
    Un abbraccio

    • Fabrizio permalink
      4 gennaio 2012 11:48

      Giusta sottolineatura la tua, Lorenz e nessuna intromissione, anzi! Questa è condivisione. Come dicevo ieri, sono appena entrato in questo blog e devo leggermi con calma le vostre rilfessioni precedenti per imparare dalla vostra saggezza. Ieri ho letto qualcosa qua e là tra gli articoli più letti. In ogni caso “Uomini di Dio”, da qualunque angolatura lo si voglia vedere merita di essere visto, anche e se i martiri cristiani, in modo silenzioso continuano a cadere sotto i colpi della follìa umana. Buona giornata!

  7. 4 gennaio 2012 00:46

    Lorenz … già!
    Mi stupisco di come tu abbia ben interpretato le mie quattro righe del post.
    D’altra parte, a ben vedere, Gesù stesso è “una promessa per gli altri, una scommessa per qualcuno, lo stupore di Dio..
    Io stessa ho augurato un buon Natale/buon Anno come un augurio di “dare” e non di “ricevere” doni.
    Ho passato tutto l’Avvento con questa cosa in testa, l’ho vissuta in prima persona (non senza un moto di insofferenza all’inizio) e raggiungerà il culmine proprio all’Epifania … che sarà il tema del mio prossimo post (sempre che trovi il tempo … eh eh )

    • Lorenz permalink
      4 gennaio 2012 09:23

      Sai Anna, sono arrivato alla conclusione- e anch’io parlo per esperienza personale- che il fatto di viverle in prima persona queste cose può essere una grande ( e anche spaventosa) “grazia”.
      Forse tecnicamente il termine non è esatto, ma non ne trovo altri.
      Non chiesta, non voluta, non amata: ( i moti di insofferenza, ” all’inizio” e dopo, sono naturali e io dico giusti. Gesù ha sudato sangue per l’angoscia, noi potremo ben avere qualche scatto forte?). Ma una grazia vera, quella di poter seguire e condividere davvero, nei fatti nostri, un pezzo, magari anche importante, grosso, della strada di Cristo.
      Questo non toglie nulla, manco un briciola , alla eventuale durezza e crudezza dell esperienza, che ci puo’ essere: ma ci fa capire che il Vangelo non è uno zibaldone di buoni pensieri, è un libretto di istruzioni che parla di vita e di morte: le nostre.
      Qualunque cosa sia la cosa di cui parli, per l’ Epifania mi permetto di tenerti nei miei pensieri.

  8. ROMEO permalink
    4 gennaio 2012 14:25

    Mi sono ben saziato nel leggere questi bei pensieri.
    Grazie.
    Romeo

  9. 4 gennaio 2012 17:29

    Queste tre parole del mio post:
    promesse – scommesse – stupore
    sono parole di bene, ma ne esistono anche le corrispondenti del male
    minacce – tranelli – sgomento.
    Quando guardo a questi martiri sono queste le prime parole che vedo e che mi schiaffeggiano e rimango molto di più che stupita perchè è impossibile trovare una motivazione razionale alla ferocia di alcuni a danno di altri che – tutto sommato – non fanno cose eccezionali, ma solo “atti di cuore del tutto umani”.

    Sai, all’inizio il titolo di questo film mi ha lasciato molto perplessa: “Des hommes, des Dieux” perchè traducendo (ed è l’esatta traduzione del registra) è “degli uomini, degli Dei” … Inutile dirti che – tra me e me – ho contestato questo titolo che avrei trovato molto più consono ed adatto come “des hommes de Dieu” … esattamente come tu hai tradotto.

    Gli uomini di Dio sono così, gente che non indietreggia davanti a
    minacce – tranelli – sgomento
    e continua ad essere
    ““una promessa per gli altri, una scommessa per qualcuno, lo stupore di Dio!

    • Fabrizio permalink
      4 gennaio 2012 17:54

      Per fortuna che la Chiesa di oggi è ancora ricca di uomini che non indietreggiano, sia in Italia che sparsi per il mondo come fanno molti nostri missionari e fanno da contraltare alla troppa opulenza, nonchè reticenza o connivenza di una parte della nostra stessa Chiesa. Scusate lo sfogo ma ogni tanto non riesco a non dirlo.Qualcuno di voi ha letto il bel libro di mons. Giancarlo Bregantini, “Non possiamo tacere”? Buona serata!

      • Lorenz permalink
        4 gennaio 2012 18:12

        No Fabrizio, io questo libro non lo conoscevo, e mi riprometto di cercarlo domani stesso, e di leggerlo. Ti ringrazio per la segnalazione, e condivido il tuo sfogo.
        Quello che però mi inquieta è questo pensiero: noi vediamo queste storie al cinema, ne leggiamo sui giornali, le conosciamo dai libri, le confrontiamo con realtà molto diverse che abbiamo sotto gli occhi, e parliamo di ” martiri”, di ” missionari” , di Chiesa… Ma in effetti , la vita non è qualcosa a cui noi possiamo limitarci ad assistere, e la chiesa siamo noi. Per cui ANCHE NOI dovremo essere martiri, anche noi missionari, anche noi fare da contraltare.. perché se no i primi a sentirci bruciare addosso la reticenza, l’ignavia, la connivenza , dobbiamo essere noi stessi.
        Il Vangelo ci frega e ci obbliga a fare in prima persona…

  10. 4 gennaio 2012 19:13

    Direi con gioia che è un bene lo sdegno ed il “no” deciso, ma il Vangelo ci frega anche su questo e ci parla di perdono.
    E qui nascono i problemi: quale perdono? come perdonare? Che fare?

    Ci sono tanti cristiani oggi che pagano questo straordinario modo di perdonare che consiste in un deciso “non è lecito” senza però poi deviare nel rancore, nella diffidenza ad oltranza.

    Pochi giorni fa – il 31 dicembre – questa era la prima lettura

    Prima Lettura 1Gv 2,18-21
    Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

    Figlioli, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti. Da questo conosciamo che è l’ultima ora.
    Sono usciti da noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; sono usciti perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri.

    Impressionante vero?
    Ma la Chiesa ha il compito di costruire sempre e comunque, con chiarezza/coraggioe sano realismo.

    A volte le nostre mancanze paione stupidate in confronto a quello che si sa, ma iniziamo da noi, dal piccolo e credo solo così riusciremo a non indietreggiare davanti alle minacce, ai vari ostracismi etc.

    Forse è questo il comportamento da tenere: non serbare rancore per nessuno ed essere sempre pronti a ricominciare.
    Forse è proprio questo lo stupore del prossimo e lo stupore di Dio

    • Lorenz permalink
      4 gennaio 2012 19:23

      Un vero splendore, quello che dici, Anna.

    • Fabrizio permalink
      5 gennaio 2012 09:09

      Tutto giusto quello che dite. Bisogna partire da noi stessi nella testimonianza, nella missionarietà, nel martirio. E anche nel passare sopra alle delusioni e aver la forza di ricominciare, perdonando. Anna hai tirato fuori un tema delicatissimo. Chiudendo il mio post di ieri volevo dire a Lorenz che il libro di mons. Bregantini è uscito nell’ottobre scorso e lo troverà facilmente e che lui non è indietreggiato come i monaci di Tibirine. Auguro a voi una buona giornata!

  11. 5 gennaio 2012 09:59

    Fabrizio, i temi delicatissimi si tirano fuori. Il Vangelo non è una storiella dolce e fiabesca dove ci sono SOLO miracoli e bellezza.
    La sporcizia dei nostri giorni – se guardiamo bene – è la stessa sporcizia che c’era ai tempi di Gesù. E’ un perenne attacco che tenta di inquinare la fiducia nella Chiesa che è, ma non è ancora.
    Dimmi un po’, quale altro sistema è più efficace per non far crescere, per bloccare la bontà e la bellezza se non quella della sfiducia? Se non quella del “tanto è tutto inutile”? Se non quella del “non cambierà mai nulla” e via dicendo?

    Ti dirò di più che credo proprio non ci sia lecito far finta di niente, NON irritarsi, lasciar correre, perchè se a quelli che lo fanno è garantita una certa tranquillità/successo sociale, dall’altra parte ci sarà certamente qualcuno che pagherà duramente … anche con la vita.

  12. 5 gennaio 2012 10:18

    Dimenticavo una piccola precisazione.
    Ho augurato il buon anno al 1 di gennaio come la consuetudine impone, ma per me (e per tutti i cristiani direi) l’anno nuovo inizia proprio al 25 dicembre ore 00.00.

    Forse nessuno ci ha fatto mai caso, ma l’umanità ha ri-cominciato a contare i suoi anni proprio dalla nascita di Gesù che fa da spartiacque di un tempo segnalato come a.C. ed un tempo (in cui siamo immersi) segnalato con d.C.

    Quindi per tutti noi la notte di Natale è il giorno 0 dell’anno 0: si azzerano tutti i contatori e si riparte a nuova vita.

    … e nella seconda parte del post dell’Epifania ci sarà questa certezza che quest’anno straordinariamente viene sottolineata.

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