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San Francesco d’Assisi

4 ottobre 2011

Per stare in tema del post precedente, ecco delle parole a me molto care di San Francesco

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3 commenti leave one →
  1. 5 ottobre 2011 08:11

    Buon rientro!!

    Ricevo oggi da una mia amica che ha trascritto dal libro “Fiducia” di Anselm Grün:
    “I santi non sono uomini perfetti, ma sono persone che hanno presentato a Dio tutti i loro errori e tutte le loro debolezze e che hanno fatto rischiarare dalla luce di Dio le loro zone d’ombra.
    Non sono stati senza difetti, né sono stati sempre a posto in tutto sul piano psichico. Come noi, anche i santi hanno sofferto per i loro difetti e le loro debolezze.
    Essi, però, hanno accettato di essere così e si sono messi al servizio di Dio così come erano.
    Hanno capito che tutto quello che di bene derivava da loro non era loro merito, ma solamente opera di Dio.
    Perciò i santi sono segni della speranza che la nostra vita riuscirà”.

  2. ROMEO permalink
    5 ottobre 2011 09:01

    Francesco non chiede che sia Dio a fare tante cose, come forse abbiamo l’abitudine di fare noi, ma chiede con umiltà di essere lui lo strumento per fare tutte queste cose. Quante volte viene ripetuto quel “io” perchè Francesco ha capito la missione Cristica di Gesù e per Sè e per gli altre si dona come strumento (come più volte viene ripetuto nella canzone). L’IO deve lavorare nella vigna del Signore affinchè gli venga D..onata la D per diventare DIO. Tre lettere del ns. alfabeto che stanno ad identificare la Trinità mentre l’IO e composta sola da due lettere che stanno ad identificare la dualità (bene e male).
    Mi fermo qui con le riflessioni per dare spazio alle vostre riflessioni.
    Ciao.
    Romeo.

  3. 5 ottobre 2011 09:30

    Romeo, avevo già scritto qualcosa su Dio ed io … ma – di fatto – quella “lettera” in più è solo l’orientamento delle altre due lettere.
    L’ “io” è continuamente disorientato se si ferma a queste due lettere, ma quando ci aggiunge la Terza lettera “D” allora il disorientato si orienta e pure in continuazione.
    Dio però ci ha fornito anche di intelligenza e di libertà e siamo strumenti che VOGLIONO essere strumenti e VOGLIONO CAPIRE (e succede sempre) come esserlo.

    Riccardo, hai ragione .. ma questo non esclude un bel po’ di fatica per correggere i nostri difetti o limiti che preferiamo asserire insormontabili piuttosto che superarli.
    Così come siamo possiamo diventare santi, ma solo nella misura in cui lo vogliamo.

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