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Pace

3 ottobre 2011

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

((da Fil 4,6-9 domenica 2 ottobre)

Non si sa bene come mai, ma spesso succede (anzi direi che succede sempre, magari non immediatamente), che dentro alle tante parole proclamate della Parola di Dio nella Liturgia domenicale c’è una parola o una frase che si pone al di sopra di tutto come una stella luminosa.

A volte pare c’entri poco o nulla con tutte le letture, di certo c’entra parecchio con la nostra vita.

Questa frase di San Paolo è come una medicina per tutti noi ammalati spesso di ansia che provoca inevitabilmente terremoti di cuori, di menti e anche del corpo considerando che l’ansia può diventare causa di molte patologie.

Viviamo nell’ansia continua, quotidiana. In certi periodo un po’ meno ed in altri più forte. I motivi ci sono sempre e possono anche essere gravissimi.

Umanamente parlando l’ansia è comprensibile, anzi inevitabile in certi casi.

A tutti succede di avere dei problemi e lo sforzo per trovare delle soluzioni provoca questa ansia cattiva che avvelena e avvelena anche il pensiero che – a questo punto – potrà solo partorire soluzioni non troppo buone dettate più dal desiderio di “dominare” persone/eventi/tempo/ecc. che non dal desiderio di “costruire” con il Signore delle soluzioni ottimali.

Nell’ansia ciò che domina è il “fare in fretta” quindi risolvere il problema in fretta e poco importa se in modo violento.

Il pensiero di agita ed il cuore non riesce a pensare ad altro e con più ci si fissa su questo trovare soluzioni ed in questa agitazione, con più si perde il dono della vista di insieme e tutto si racchiude progressivamente in sé stessi.

Tutti noi sappiamo che l’intelligenza è il dono più grande che ci è stato consegnato: è la vigna del Signore!!!! E’ quella vigna del Vangelo di ieri, della Prima lettura di ieri.

Questa “vigna/intelligenza” dovrebbe dare buoni frutti e parte di questi frutti dovrebbero essere dati al “Signore” di questa vigna. Non ci dovrebbe essere un trattenere per sè da parte dei fittavoli (noi), ma riconoscere che l’intelligenza (che è anche frutto della vigna) non ce la siamo data noi, non è opera delle nostre mani.

Purtroppo spesso agiamo nello stesso identico modo dei personaggi descritti dalla Prima Lettura e dal Vangelo ed usiamo l’intelligenza per proclamare/pretendere/carpire la nostra indipendenza da Dio … e l’intelligenza produce frutti acerbi, aspri, velenosi perchè – sotto sotto – ci sentiamo superiori a Dio che releghiamo nei Cieli convinti che non Gliene importi nulla della nostra vita quotidiana.

Ecco allora Sa Paolo che mette al d sopra di tutto queste poche parole:

Pace di Dio

(che) SUPERA

OGNI INTELLIGENZA

e che custodisce (Dio si pone come custode, “lavora” per noi”, ci serve!!!!!)

I VOSTRI CUORI E LE VOSTRE MENTI IN GESU’ CRISTO

Esiste dono più grande?

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4 commenti leave one →
  1. ROMEO permalink
    3 ottobre 2011 11:49

    Dopo aver letto il tuo articolo, Anna, mi ritorna in mente come un ritornello “Vi lascio la pace, Vi dò la MIA PACE…..”. Cosa vuol dire Vi Dò la MIA PACE che forse la nostra pace non è la vera pace è come l’acqua che noi beviamo non disseta definitivamente mentre l’acqua di Gesù è come la PACE rasserena e fortifica? Credo che a questa domanda dovremo rispondere quando non siamo sereni e non troviamo pace ma in quei momenti abbiamo la mente troppo occupata da altri pensieri per pensare a fare COMUNIONE con le parole di Gesù eppure è proprio in quel momento che basterebbe una sola parola per far dileguare tutte le tenebre. Forse ognuno di noi questa esperienza l’ha passata ma la vera difficoltà è poi persistere quando si ripresenterà delle esperienze simili. Questo è il mistero della vita che man mano che le tenebre si trasformeranno diventerrano quello che erano all’Origine e cioè LUCE.
    Ciao a tutti.
    Romeo.

  2. 3 ottobre 2011 12:12

    Forse, Romeo, non è che siamo noi a “far comunione” con Gesù.
    Forse è proprio questo il problema.
    E’ Gesù che fa comunione con noi.
    A molti, ad esempio, càpita di essere per nulla sereni, addirittura preoccupati ed occupatissimi in al tri pensieri eppure … eppure può succedere che per semplice generosità (ed assoluta assenza di egocentrismo) nel momento in cui ci si presenta qualcuno che versa in condizioni di grave ansia e preoccupazione si riesce (non si sa come) a donarla quella pace.
    Non siamo noi che diamo la pace come se fosse una cosa nostra, semplicemente la pace di Gesù passa attraverso noi e nonostante noi.
    La sto vivendo in prima persona in questo periodo e ti posso garantire che è una sensazione del tipo “se questa non è la prova che Dio esiste, allora di sicuro io stessa non esisto”.
    La condizione essenziale è la totale assenza di egocentrismo che è morte della pace e che modifica – credo – l’intelligenza … perchè esiste anche l’intelligenza malvagia.
    Come tutti i doni, se è donata rimane dono e dà vita, ma se è trattenuta per sè stessi diventa condanna e sofferenza propria ed altrui.

  3. ROMEO permalink
    3 ottobre 2011 14:09

    Cara Anna, Gesù è sempre in comunione con Noi in ogni micro istante ma come Gesù ci invita nel vangelo siamo noi che dobbiamo vigilare costantemente giorno e notte, siamo noi che dobbiamo bussare o cercare un pò più in là, perchè, in definitiva, siamo liberi anche di rimanere con i nostri tormenti. Un immagine molto bella è quella degli apostoli che sono in barca con Gesù scoppia il mare in tempesta sembra che la barca si possa rovesciare e Gesu “dorme” alla fine quando sembrava non ci fosse più speranza qualcuno si accorge di Gesù e lo chiama, solo a quel punto Gesù placa la tempesta.
    Scusami Anna se ho voluto chiarire il mio pensiero, forse non ce n’era bisogno, ti assicuro che non l’ho fatto per ego o per svalutare il tuo pensiero che sicuramente è apprezzabile perchè sgorga in modo genuino dal tuo sentito.
    Ti saluto un bacio ed un abbraccio virtuale non potendolo fare di persona.
    Ciao.
    Romeo

  4. 3 ottobre 2011 16:20

    Non devi assolutamente scusarti, anzi è molto bello quello che tu dici.
    A proposito della tempesta evangelica (che è esattamente la stessa immagine dell’ansia che ci prende), c’è una cosa che mi ha sempre sorpreso: il fatto che gli apostoli non hanno fatto proprio nulla, non hanno cercato proprio nulla e sono subito entrati in panico.
    Giustamente sono entrati in panico perchè non potevano fare nulla e la barca non aveva risorse.
    Da una parte forse erano convinti che con Gesù in barca non poteva succedere qualcosa di male e – dall’altra – all’inizio si sono fidati di questo.
    Poi, passando il tempo e peggiorando la tempesta se la sono presa con Gesù ed in modo abbastanza brutale: “Non ti importa che moriamo?”

    La stessa cosa che facciamo noi quando siamo in qualsiasi tempesta della vita, prima consideriamo che essendo credenti nulla ci potrà nuocere con un atteggiamento un po’ fatalistico e magico e poi ce la prendiamo con Dio perchè non interviene.
    Meglio sarebbe stato ammettere da subito la propria condizione di inferiorità e pericolo e chiamare Gesù con un “Signore, salvaci”.
    Questo credo volesse dire san Paolo. Da soli possiamo nulla, con Gesù tutto diventa possibile.
    E’ una questiole di fiducia, di lealtà e di collaborazione con Gesù.
    Grazie Romeo.

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