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In autostrada

7 luglio 2011

Per una serie di coincidenze sono stata costretta a rientrare per un giorno dal luogo di villegiatura dove mi trovo.

Siamo partiti con un temporale in arrivo e che poi ci siamo presi poco più tardi.

Tutto pareva andare per il meglio, ma ad un certo punto – a 50 km da casa – un incidente ci ha costretto a fermarci per quasi due ore.

Non so per quale strano caso, ma nessuno era arrabbiato o indispettito, al contrario tutti pensavano (o almeno quelli che avevo vicino alla mia auto) a quei poveretti coinvolti nell’incidente forse perchè abbiamo visto passare due mezzi dei Vigili del Fuoco ed un’auto medica, ma nessuna ambulanza (il che faceva supporre il peggio).

Ecco, dicevo che tutti erano preoccupato per quanti erano coinvolti nell’incidente, ma anche per i bambini, per gli anziani e per gli animali.

Il caldo non era eccessivo, ma erano pur sempre le 16 e quindi il sole (che era tornato a splendere) scadava per benino.

Dopo una mezz’ora, tutti sono scesi dalle macchine, i bimbi si sono messi a giocare a palla, qualcuno “ha fatto merenda” … le persone anziane si sono messe all’ombra dei giganteschi TIR con un sorriso gentile degli autisti degli stessi che – per una volta – non venivano insultati come spesso accade in autostrada; i cani sono stati fatti scendere dalle auto e fatti passeggiare.

Una scena che – a dire il vero – pareva surreale considerando quello che si vede in tv in occasione di queste mega code per incidenti gravi.

In tutto questo mi sono accorta che c’era un cagnolino che aveva una sete pazzesca. Io avevo l’acqua, ma era poca e non avevo contenitori per darla al cagnolino. Pensare di dargli acqua versandola nel palmo della mano avrei rischiato di sprecarla e non sapevamo per quanto tempo saremmo rimasti lì.

Così ho chiesto a due ragazzi dell’auto davanti a me se – per caso – avessero un bicchiere di carta o qualsiasi altra cosa che potesse contenere l’acqua spiegando loro a cosa mi serviva.

Con stupore, questi ragazzi mi hanno risposto che non avevano bicchieri o contenitori adatti, ma mi hanno porto una bottiglia intera dicendomi di darla al cagnolino.

Così con le mani a coppa abbiamo dissetato la povera bestiolina che non sapeva come ringraziare …

Ecco, sarà una storia banale, ma è una storia un bel po’ diversa di quello che si vede normalmente in queste situazioni ed anche in autostrada si può respirare l’aria del soccorso comune, del mettere in insieme tutto quello che si ha per far fronte ad una necessità e – soprattutto – ho visto la grande capacità di mettere in ordine le priorità.

Nessuno pensava a sè stesso.

 

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3 commenti leave one →
  1. 7 luglio 2011 19:41

    Sì, deve essere stato un bel momento di unione. Che di solito quando si è in auto, mi pare che si sia molto egoisti, si pensi molto al sé stessi.

    Allora buona ripartenza per le vacanze.

  2. 7 luglio 2011 20:38

    Sì Riccardo è così, ma forse basta un sorriso, un qualcuno che non drammatizza per sciogliere tensioni inutili.

  3. regista invisibile permalink
    8 settembre 2011 15:05

    Bella storia! visibile e contagiosa!
    Come sarebbe bello il mondo se la gente cominciasse a “uscire” dal suo abitacolo…
    Grazie Anna!

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