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Avvento – Quaresima – Tempo di Pasqua e … stranezze

18 marzo 2011

Riguardo la “presa” sulla gente direi che, seguento tipo quei test sul gradimento:

Avvento -> Ottimo

Quaresima -> Così così

Tempo di Pasqua -> Non pervenuto=zero

Pensavo fosse solo una mia impressione, ma poi curiosando qui e là (segnalo tra l’altro questo ottimo blog ) mi sono accorta che è innegabilmente così.

Non parlo delle iniziative sempre eccellenti delle parrocchie per questo tempo forte, ma parlo proprio di come la maggior parte dei cristiani recepisce questo periodo.

Le conclusioni di questi Tempi forti le conosciamo tutti:

Avvento -> Natale

Quaresima -> Pasqua

Tempo di Pasqua -> Pentecoste

Per l’Avvento non c’è problema, un grosso fermento pervade tutti.

Per la Quaresima, parte l’impennata della Settimana Santa, … insomma …

Zero assoluto per il Tempo di Pasqua.

Eppure dei 3 Tempi forti, per noi Chiesa, per noi cristiani è proprio il terzo tempo …

Senza lo Spirito Santo non riusciremmo a capire il Natale e neppure la Pasqua, tanto meno l’Avvento e la Quaresima.

E la Quaresima a me pare che sia proprio il tempo in cui lo Spirito Santo parla, nel senso che ribatte alle pur sempre attuali tentazioni.

Per dirla in termini informatici, direi che è il tempo della connessione, è il tempo del collegamento …


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10 commenti leave one →
  1. 19 marzo 2011 17:22

    È come nello sport: si parte con entusiasmo, si parte tutto sprint, e poi ci si accorge che non abbiamo il fiato, la forza per continuare… Per fortuna Max Pezzali quest’anno ha fatto una canzone sul secondo tempo!!! 🙂

  2. 20 marzo 2011 00:45

    Fantastico Riccardo!!!

  3. 20 marzo 2011 08:42

    Volevo aggiungere.
    È un po’ come quando nasce un bambino in casa, per i primi tempi, i primi tempi c’è grande attesa per il futuro, fermento, affetto, attaccamento, c’è bisogno di dare e offrire cure perché il bambino ci appare indifeso.
    Poi quando il bambino cresce e diventa adulto la storia cambia. Cambiano i sentimenti. Ce ne distacchiamo, fino a quando comprendiamo che siamo noi ad avere bisogno dell’altra persona.

    Passiamo dal secondo al terzo tempo senza quasi accorgercene. Beh, buon domenica

  4. 20 marzo 2011 10:05

    Mah, Riccardo, veramente (e parlo come mamma) quella fase del bambino cresciuto non è esattamente come dici tu. E’ il momento in cui – con molta apprensione – si lascia scegliere al proprio figlio, magari anche sbagliare (non troppo però) … E’ un momento duro per un genitore, ma è necessario per una questione di rispetto per l’altro perchè un figlio, per quanto figlio, è sempre un altro.

    E’ il momento delle scelte (sia dei genitori e dei figli) in cui le tentazioni si sprecano, tentazioni diverse, ma ugualmente pericolose.
    La Quaresima perfetta vissuta sulla propria pelle e del tutto incarnata.

    Per intensità intima è molto più forte di quando i figli sono piccoli, neonati.

    Sull’ ‘avere bisogno dell’altra persona (figlio)’ direi che – a tutti gli effetti – sempre si ha bisogno dell’altro (figlio) che spessissimo da educati, educano in un processo di ricordi nostri in assenza dei quali, ogni tipo di educazione sarebbe solo un imporre con violenza senza la minima comprensione e sarebbe come dare da mangiare un biscotto a chi non ha denti.

    Punti di vista, Riccardo, punti di vista.

  5. ROMEO permalink
    22 marzo 2011 07:58

    Scusa, Anna, non ho capito bene il tuo punto di vista, me lo puoi spiegare meglio! Grazie. Ciao.
    ROMEO.

  6. 22 marzo 2011 08:15

    Romeo, il punto di vista di come viene sentita la Quaresima o quello riguardo ai figli?

  7. 25 marzo 2011 19:55

    Romeo, cerco di risponderti anche se non so a quale punto di vista ti riferisci.
    Probabilmente è l’affiancamento Quaresima con figli che crescono

    In effetti la frase doveva essere così:

    (quando i figli crescono) … E’ il momento delle scelte (sia dei genitori e dei figli) in cui le tentazioni si sprecano, tentazioni diverse, ma ugualmente pericolose.
    Lo stesso avviene in Quaresima, quando come figli cresciuti, si vivono queste scelte sempre più profonde e sempre più coscienti.
    [questa è — credo] La Quaresima perfetta vissuta sulla propria pelle e del tutto incarnata

    Anche noi siamo figli in crescita agli occhi del Padre …
    Ecco perchè, forse, come tutte le crisi di crescita un pochino la rifiutiamo o la prendiamo per una serie di rinunce e limitazioni non capendo che tutte queste limitazioni hanno in sé stesse una saggezza che costantemente ci rende più liberi.

    Ciao Romeo

  8. lilluccia permalink
    27 marzo 2011 19:48

    anna,come sei complicata ,come mamma di cinque figli, dico semlicemente che i vari tempi liturgici sono sempre stati per me ADERENZA alla vita di Gesu .: nascita,vita,morte e resurrezione–Ora vivo la mia quaresima nel mio letto sicura che dopo verra’ la Pasqua-Lilluccia

  9. 27 marzo 2011 23:36

    Cara Lilluccia, sono mamma anch’io, ma io non sono tutti, come tu non sei tutti.
    La domanda “ma come mai la quaresima ci passa sempre un po’ sopra la testa?” mi è stata rivolta ed ho cercato di rispondere come potevo, con la mia esperienza.

    L’altra domanda è stata “come mai non è la stessa cosa per l’Avvento come il Natale non è lo stesso della Pasqua?”-

    Non è complicazione, credimi, è solamente una gran misericordia e proprio partendo dal fatto che – come dici tu – è aderenza alla vita, ma non a Gesù, ma di Gesù con la nostra vita.

    Meno religiosità e più Fede e la Fede è un dono che ognuno vive come gli è dato, nella condizione in cui è bella o brutta che sia.

    Personalmente non trovo mai complicazione nella persone, al massimo posso trovare il contrario e se complicate sono, parto dal presupposto che sono io che sto rifiutando il loro pensiero.

    Comunque sia, non credo che parlare di Spirito Santo come Colui che ci fa capire il senso di ogni tempo di Fede sia complicazione perchè allora è complicato anche Gesù perchè Lui l’ha detto.

    Grazie Linuccia mamma …

  10. ROMEO permalink
    29 marzo 2011 12:13

    Si grazie Anna, ora mi è molto più chiaro il tuo concetto.
    Penso che come punto di crescita per vivere meglio la Quaresima può essere valido anche per dare un senso al proprio operato.
    Direi che il rapporto di avvicinamento al Padre (Quaresima) ed il rapporto di avvicinamento tra genitori e figli è simile come dici tu ma è vero anche che essendo tutti figli di Dio siamo anche tutti fratelli i figli non dovrebbero essere “propri figli” ma dovremmo comportarci come nostri simili cioè considerarli almeno al pari nostro e lasciare liberi come lascerelo libero un ns. conoscente in modo che anche loro possano vivere la loro Quaresima, la loro Passione, la loro Rinascita, risorgere a nuove esperiente non condizionati da dei genitori che vogliono forse il Bene dei propri figli (nel senso proprio del possesso uguale proprietà) ma che non li lasciano liberi.
    Il rapporto fra il Padre e tutti noi è libero se comprendiamo questo comprendiamo anche l’amore del Padre e potremo dire “ma quanto piccolo è l’amore che io ho verso i figli e quindi anche verso il Padre!”.
    Ciao.
    Grazie.
    ROMEO

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