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Parti della Prudenza 2 – La docilità

14 febbraio 2011

Mi sono resa conto che anche riportare 2 parti per volta sulla Prudenza di San Tommaso risulta troppo lungo da leggere e da prendere in considerazione, per cui riduco ancora, nella speranza che a qualcuno interessi.

Se la docilità sia da considerarsi come parte della prudenza

Seconda parte della seconda parte
Questione 49
Articolo 3


RISPONDO:

La prudenza, come abbiamo detto, ha di mira le azioni particolari da compiere. E poiché queste sono quasi infinitamente varie, non è possibile che un uomo possa considerarle in tutti i loro aspetti e in pochi momenti, ma si richiede molto tempo.

Perciò specialmente nelle cose relative alla prudenza l’uomo ha bisogno di essere istruito da altri: e soprattutto dai vecchi, che hanno un’esatta comprensione dei fini nell’ordine dell’agire umano. Ecco perché il Filosofo afferma: “Bisogna por mente alle osservazioni ed opinioni indimostrate degli uomini esperti e vecchi e saggi non meno che alle dimostrazioni; poiché l’esperienza fa loro scorgere i principi”.

Nella Scrittura poi si legge: “Non appoggiarti sulla tua prudenza”; e ancora: “Stai nella compagnia dei vegliardi prudenti, e unisciti di cuore alla loro sapienza”. Ora, il fatto che uno è ben disposto a farsi istruire appartiene alla docilità. E quindi è giusto che la docilità sia elencata tra le parti della prudenza. [41082] IIª-IIae q. 49 a. 3 co.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:

1. Sebbene la docilità sia utile per qualsiasi virtù intellettuale, tuttavia serve specialmente alla prudenza, per le ragioni indicate. [41083] IIª-IIae q. 49 a. 3 ad 1

2. La docilità, come le altre cose che riguardano la prudenza, quanto all’attitudine deriva dalla natura: ma il suo completo sviluppo dipende dall’impegno personale, in quanto uno con premura, con frequenza e riverenza applica il proprio spirito agli insegnamenti dei maggiori, senza trascurarli per pigrizia, e senza disprezzarli per superbia. [41084] IIª-IIae q. 49 a. 3 ad 2

3. Con la prudenza, come abbiamo visto, non si comanda solo agli altri, ma anche a se stessi. Ed ecco perché essa si trova anche nei sudditi: la cui prudenza richiede la docilità. Sebbene gli stessi superiori in certe cose debbano esser docili: poiché in fatto di prudenza nessuno, come abbiamo visto, può in tutto bastare a se stesso. [41085] IIª-IIae q. 49 a. 3 ad 3

Spero sempre di fare cosa gradita.

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