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La Prudenza

11 febbraio 2011

Inizio a proporre alcuni scritti di San Tommaso d’Aquino che ho trovato molto illuminanti. Per rendere la lettura un po’ più agevole riporto solo le risposte che San Tommaso pone a diverse questioni. Il testo integrale lo si può trovare qui:

http://www.carimo.it/somma-teologica/somma.htm

Oggi propongo la prima parte sulla Prudenza (II parte, II-II, questione 48). Spero di fare cosa gradita.

[41055] IIª-IIae q. 48 co.
RISPONDO:

Le parti possono essere di tre generi:

integranti, come pareti, tetto e fondamenta sono parti di una casa;

soggettive, come bue e leone sono parti del genere animale;

potenziali, come le facoltà della nutrizione e della sensazione sono parti dell’anima.

Perciò in tre maniere si possono determinare le parti di una virtù.Primo, per analogia con le parti integranti: e allora sono parti della virtù quelle funzioni che sono indispensabili all’atto perfetto di essa. E in tale senso tra tutte le cose enumerate si possono determinare otto parti della prudenza e sono:le sei enumerate da Macrobio (ragione, intelletto, circospezione, previdenza, docilità e cautela), cui bisogna aggiungere la memoria ricordata da Cicerone, e l’eustochia o sagacia di cui parla Aristotele (infatti il senso della prudenza s’identifica con l’intelletto, secondo l’esplicita ammissione del Filosofo: “Di questi dunque ci deve essere un senso, e questo è l’intelletto”).

Di queste otto parti cinque appartengono alla prudenza in quanto è una virtù conoscitiva, e cioè: memoria, ragione, intelletto, docilità e sagacia;le altre appartengono alla prudenza in quanto comanda, applicando la conoscenza all’operazione, e cioè: previdenza, circospezione e cautela. –

Il motivo della loro distinzione risulta evidente dal fatto che nella conoscenza si devono considerare tre cose.

Primo, la conoscenza stessa: la quale se riguarda il passato è memoria, e se riguarda il presente, necessario o contingente che sia, si denomina intelletto o intelligenza. –

Secondo, l’acquisto della conoscenza: acquisto che può farsi, o mediante l’insegnamento, e allora abbiamo la docilità; oppure con la ricerca personale, ed ecco l’eustochia, che è il ben congetturare. Fa parte di questa la solerzia, come nota Aristotele, la quale a suo dire è “la pronta congettura del medio (dimostrativo)”. –

Terzo, si deve considerare l’uso della conoscenza: cioè il passaggio che uno fa dalle cose che conosce alla conoscenza e al giudizio di altre cose. E questo appartiene alla ragione. –

Perché poi la ragione possa ben comandare, deve badare a tre cose.

  • Primo, a ordinare ciò che è proporzionato al fine: e allora abbiamo la previdenza.
  • Secondo, a osservare le circostanze dell’impresa: e allora abbiamo la circospezione.
  • Terzo, a evitare gli ostacoli: ed ecco la cautela.

Parti soggettive di una virtù sono le sue varie specie. E in tal guisa sono parti della prudenza in senso proprio: la prudenza con la quale uno governa se stesso, e la prudenza con la quale uno governa una collettività, le quali, come abbiamo detto, differiscono specificamente. A sua volta la prudenza fatta per il governo della collettività si suddivide in varie specie secondo i diversi tipi di collettività. Infatti c’è una collettività riunita per un’impresa speciale, come l’esercito, p. es., radunato per combattere: il buon governo di esso costituisce la prudenza militare. Invece altre collettività sono unite per la vita nel suo insieme: la collettività di una casa, o di una famiglia, p. es., il cui governo richiede la prudenza economica, o domestica; e la collettività di una città o di un regno, il cui principio direttivo nel re si chiama prudenza di governo, e nei sudditi prudenza politica, o politica in senso assoluto. –

Se invece si prende il termine prudenza in senso lato, in quanto include anche la conoscenza speculativa, come sopra abbiamo notato, allora tra le sue parti troviamo anche la dialettica, la retorica e la fisica, in base ai tre metodi in uso nelle scienze:

  • I l primo dei quali consiste nel procurare la scienza con la dimostrazione: e questo appartiene alla fisica, intendendo per fisica tutte le scienze dimostrative.
  • Il secondo metodo è quello di produrre delle opinioni con argomenti probabili: e abbiamo allora la dialettica.
  • Il terzo metodo consiste nell’insinuare un sospetto, o nel creare una persuasione da semplici congetture: e questo appartiene alla retorica. –

Tuttavia si potrebbe anche affermare che queste tre cose appartengono anche alla prudenza propriamente detta, la quale talora argomenta su principi necessari, talora su cose probabili, e talora su semplici congetture.

Finalmente si dicono parti potenziali di una virtù quelle virtù supplementari che sono ordinate a materie e ad atti secondari, che non hanno tutta la forza della virtù principale.

Sotto questo aspetto sono parti della prudenza l’eubulia (virtù di dare buoni consigli), che riguarda la deliberazione; la synesis (virtù che permette di giudicare rettamente), che riguarda il giudizio di quanto avviene ordinariamente; e la gnome (virtù che si occupa dei prinicpi più alti), la quale riguarda il giudizio su cose che esigono un’eccezione alla legge ordinaria. Invece la prudenza ha di mira l’atto principale, che è il comandare.

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One Comment leave one →
  1. 11 febbraio 2011 14:29

    Grazie, Anna!
    Il blog diventa così una scuola. E io per primo ne ho bisogno. Quindi grazie perchè “scuola” equivale a maternità, educazione alla vita.
    Tanino

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