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8° giorno

25 gennaio 2011

Lascia lì l’offerta davanti all’altare e vai a far pace con tuo fratello

 

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno

Molto spesso questi segni eccezionali passano attraverso quella Grazia che si chiama “Fare pace che è molto di più di “perdono”.




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3 commenti leave one →
  1. 25 gennaio 2011 18:14

    Cerchiamo l’unità dei cristiani, ma poi purtroppo non sappiamo unire i nostri amori finiti, le nostre famiglie, i nostri vicini, e coltiviamo i nostri piccoli rancori, le nostre piccole divisioni.

    Ci ritroviamo a pregare lo stesso Dio, la stessa Madre, lo stesso Figlio, ma poi giustifichiamo il nostro odio e il nostro non amore in nome di un amore più grande.

    Sempre molto attenti i tuoi interventi Anna.

  2. 25 gennaio 2011 20:16

    E già, Riccardo! Non per nulla, per quanto mi riguarda, ho leggermente cambiato da “settimana di preghiera per l’unità DEI cristiani” in “giorni di preghiera per l’unità TRA i cristiani”.

    Abbiamo tutti una gran tendenza a portare fuori da noi, lontano da noi (il più possibile), capaci di pregare sinceramente per le grandi masse (che però non interpellano in prima persona), piuttosto che rendere viva e reale questa preghiera quotidianamente tirando in ballo noi stessi e non gli altri.

    “Fare pace” non è buonismo bieco perchè consiste in quella rara e miracolosa capacità di essere giusti e non giustizieri (come spesso ho detto), di indicare l’errore senza condannare definitivamente, di porre soluzioni (magari drastiche) ma con la premura di sostenere ciò che di buono esiste in chiunque.

    Un sacerdote mi ha detto: “più che far ordine negli animi umani, cerco di non distruggere ciò che di buono Dio ha messo in ogni uomo” …

    E’ una pace difficile da portare, sempre in lotta con il nostro naturale esclusivismo che bascula tra buono/cattivo, giusto/sbagliato per procedere alla condanna senza appello e futuro.

    La pace si porta con giustizia e la giustizia ha ragione di essere e si identifica con la pace e – che piaccia o meno – saremo chiamati a “giudicare il mondo” ma sempre con la misericordia di Dio che la Sua misura.

    E – sempre che piaccia o meno – tutto questo inizia dove siamo e viviamo,
    Credimi, è un’impresa portare la giustizia salvaguardando la pace, come è un’impresa portare la pace senza cadere nel compromesso.

    Grazie, Riccardo, onestamente ho pensato di perdere il mio tempo con questi mini post … ma ogni cosa che penso e per tutti con la “presunzione” che sia utile a qualcuno.

  3. 26 gennaio 2011 16:22

    Ma no che non hai perso tempo. Sono piccole perle.

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