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Servi a confronto

3 ottobre 2010

Luca 12: 37-38

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Lc 17: 7-10

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

L’evangelista è lo stesso (Luca), i servi pure, il lavoro anche … ma perché, allora, in Lc 12: 37-38 vengono chiamati  “servi inutili”, mentre nell’altra pericope quei servi sono chiamati ad essere serviti?

Che cosa hanno di diverso, che atteggiamento hanno di diverso per avere una conclusione così antitetica?

Credo sia proprio quel

“troverà ancora svegli”

Servi che fanno tutto quello che devono, tutto quello ordinato loro, ma poi – alla fine della giornata – prendono tutto come un dovere fatto e finito lì.

Non ci hanno messo il cuore, hanno dato solo le mani e – magari – hanno dato perché pagati.

Diversi gli altri servi, perché in loro c’è amore per il padrone e vanno oltre al tempo, all’ordine ricevuto, al dovere.

La gioia di servire il Padrone è tanta che addirittura lo aspettano svegli (la vigilanza), lo attendono anche se non sanno quando arriverà.

Senza andare a parlare del momento in cui Lo incontreremo e tenendo i piedi ben fissi su questa terra direi che

1.       I primi sono dei mercenari anche spirituali, che magari sbuffano o si lamentano perché non c’è tornaconto, non c’è gratitudine. Il fratello maggiore della parabola del Padre buono, per intenderci.

2.       I secondi vanno oltre, i secondi giocano il loro cuore, amano il Padrone e sono pronti a fare qualunque  cosa a Lui serva, oggi, in questa vita … anche se poi arriveranno solo cose negative come ringraziamento

3.       I secondi non hanno deliri di onnipotenza, ma sono veloci e scegli per cogliere ogni esigenza del Padrone e della messe affidata alle loro cure. Anticipano la “chiamata” del Signore perché sono già lì pronti (nella pericope di oggi il Signore chiama quelli che sono presi dalle cose da fare, li richiama – quasi – con veemenza … nella seconda pericope, no, i servi sono già lì che lo aspettano)

4.       L’inutilità non sta nei servi stessi, ma nell’agire senza amore al Signore. Inutilità dei gesti che sono aridi (anche se magari sono fatti bene), inutilità della testimonianza, inutilità di qualsiasi cosa fatta in nome nostro, convinti che sia opera nostra, meritevoli di queste opere fatte e meritevoli di gratitudine.

No, non sono inutili i servi, sono inutili le opere dei sei servi se sono fatte solo per “fare” e solo perché si è stati pagati per quello.

Ma quanto sono amati quei servi che reputano “poco” quello che fanno rispetto all’amore che hanno ricevuto e che corrispondono al Signore … e sono così convinti che sia “poco” che rimangono svegli ad attendere nel caso il Padrone avesse bisogno di qualche cosa … anche solo, magari, vedere le luci della casa accesi, anche solo – magari –  trovare qualcuno che chieda “tutto a posto? Serve qualcosa? Sarai ben stanco, ma ora riposati che ti servo”

Ecco la diversità dell’agire e dell’azione, delle opere, dei Ministeri, del Magistero di tutto quello che è Chiesa ed essere Chiesa.

Chi di noi, ricevendo pugni pur avendo fatto del bene, rimane nella strada del fare del bene?

Chi di noi, non avendo alcun ringraziamento, per tanto che si è fatto, non ci fa caso e va avanti?

Chi di noi, oltrepassa la linea del “buon senso” e del “devo pensare anche a me stesso e mi riguardo”?

Chi lo fa?

A guardare tanta gente depressa, tanta gente sconsolata e triste, tanta gente che credendosi vittima di ingiustizie e per questo smette di essere giusto … direi che siamo tutti nella condizione di servi inutili.

Ecco perché serve la Fede … la fiducia che – per quanto le cose non vadano come vorremmo, per quanto non abbiamo le risposte che vorremmo, per quanto ci pare di lavorare a vuoto – fa andare avanti sulla stessa strada con un sorriso perché il Signore ha fatto lo stesso con noi, ha fatto lo stesso con quelli che Lo hanno messo in croce.

Se tutti fossimo così, quante lotte inutili nella vita e nel lavoro e nelle parrocchie, quanta gente lavorerebbe ancora con gioia e quanti pesi in meno porteremmo.

Buona domenica … per quello che ne rimane … a tutti …



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6 commenti leave one →
  1. ROMEO permalink
    7 ottobre 2010 11:50

    GRAZIE!

  2. 8 ottobre 2010 19:13

    Scusa il ritardo nella risposta, ma …. di che cosa “grazie”? …

    Io, ringrazio te invece, che mi dai gioia se le mie piccole parole hanno dato gioia a te.

  3. 10 ottobre 2010 17:22

    Ho riletto! ogni volta sono catturato da una frase nuova: la prima a farmi riflettere è stata sull’inutilità dei gesti senza amore. E mi hai fatto pensare alla vita di molti, terribilmente arida, lugubre pur profumata di cosmetica fresca.
    La seconda: “tanta gente che credendosi vittima di ingiustizie e per questo smette di essere giusta”. E’ un modo di far giustizia, di farsi giustizia. Ma non è quella di Gesù.
    Grazie Anna, se tu fossi vissuta al tempo di Giovanni Battista, ti avrebbero già tagliato la testa! Mettiti qualche collare di metallo. Non si sa mai! Magari avvolto da un foulard di seta.
    Auguri! Tanino

    • ROMEO permalink
      11 ottobre 2010 17:14

      Cara Anna e carissimi tutti Voi,
      A volte non occorrono molte parole per esprimere la Comunione con ciò che si Sente. Io penso che ringraziare un fratello o una sorella equivale a Ringraziare La fonte di ogni Grazia Gesù e Maria nell’Unità d’Amore.
      Ciao a tutti.
      Romeo.

  4. 11 ottobre 2010 21:23

    Come hai ragione Romeo, ma quella cosa così semplice, a volte è la più difficile .. eppure è umana, totalmente umana.
    Il Vangelo di ieri, tra le altre cose, dice proprio questo:
    La Fede l’avevano tutti
    Ma solo uno è ritornato a ringraziare.
    Basterebbe questa cosa per farci pensare.

    Ciao

  5. Nicodemo (di notte) permalink*
    13 ottobre 2010 21:52

    Grazie a tutti voi
    Nicodemo

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