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Nicodemo visto da … Romeo

13 settembre 2010

Ricevo una mail da Romeo, un lettore del blog, che mi offre alcuni suoi pensieri sul personaggio di Nicodemo, a me così caro.
Così
, con il consenso di Romeo, ho pensato di pubblicare queste riflessioni sul blog.

Mi ha molto incuriosito il personaggio di Nicodemo, che Gesù in Gv. 3,1-21, descrive :
Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?

Cosa rappresenta Nicodemo?
Noi, più o meno ricercatori della luce e della verità non ci comportiamo come Nicodemo?
Per conoscere la Verità non lo facciamo con le ns. paure interiori, un pò di nascosto per non avere noie con chi  ci sta vicino o con la Legge o Autorità. Di giorno mi occupo della mia sicurezza economica o posizione sociale, di notte dò sfogo alla mia interiorità.
Gesù ci aspetta sia di giorno che di notte e quando siamo predisposti ci apre la porta della conoscenza che porta a capire la verità la quale ci libererà da tutti i nostri pregiudizi o falsi concetti che sono la nostra prigione in cui noi stessi ci siamo rinchiusi.

Gesù parla al Nicodemo (giorno) per fargli capire ed anche far capire a noi l’ottusità a comprendere anche le cose più semplici e terrene che abbiamo incarnato in noi; come potrà Egli in queste nostre condizioni parlarci delle cose celesti.
Il Nicodemo (di notte) comprende e trasferisce con amore all’altra parte gemella l’impulso a cambiare a seguire la Via di Gesù (cose celesti) per inalzare la propria anima ad un livello più spirituale che terreno.
Più avanti nel brano Gesù è ancora più chiaro “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce perchè le loro opere erano malvagie”.

Bisogna pertanto sforzarsi di passare per la porta stretta, andare contro alla parte malvagia operando secondo gli insegnamenti di Gesù e di Maria.
Ho visto una volta per televisione un documentario che rappresenta molto bene il lavoro da fare; i salmoni risalgono la corrente dei fiumi con sforzi enormi e saltando allo scopo di deporre le proprie uova alle sorgente del fiume. Molti di essi vengono mangiati dagli orsi o muoiono dopo aver raggiunto il loro scopo.
Per rinascere come dice Gesù a Nicodemo bisogna morire all’Errore.
Per morire all’Errore bisogna comprendere ed accettare l’Errore, solo così si opererà la trasformazione che è la rinascita libera dall’Errore.

Un grosso abbraccio uniti nell’AMORE di GESU’ e di MARIA nostri veri amici e Salvatori.
Romeo.

Grazie Romeo !
E tu che stai leggendo, se hai qualcosa da dire e se vuoi pubblicarlo qui, questo spazio è sempre aperto.
Nicodemo

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3 commenti leave one →
  1. 14 settembre 2010 00:52

    Grazie, Romeo, per questa bella riflessione, ma Nicodemo ha una caratteristica tutta sua … è il Tommaso dei farisei … Lui cerca la luce sia di giorno che di notte, contrariamente a quello che pare.
    Anzi il suo giorno era la notte , sentiva nella notte al buio; mentre la notte con Gesù era il suo giorno che poi ha portato alla luce.
    Stava solamente prendendo coscienza di questa diversità … stava solamente accorgendosi che quella sua posizione in piena luce (molto pubblica) era tenebrosa, non vedeva al di là delle cose e lui lo sapeva e cercava.
    Tu dici
    “per inalzare la propria anima ad un livello più spirituale che terreno” .. e forse hai ragione, ma io preferisco – invece – parlare di rendere concreto e reale l’anima … proprio come ha fatto Gesù che ha preso un corpo umano.
    L’anima non credo sia una spiritello o qualcosa di evanescente non visibile, credo invece che l’Anima sia un corpo, un corpo che si rende visibile con questo corpo fatto di carne.
    Gesù dice a Nicodemo di rinascere nello Spirito e rinascere significa prendere un corpo come ha fatto Gesù, come ha vissuto Maria perchè quando risorgeremo, non risorgerà solo l’Anima (ovvio e non avrebbe senso visto che è spirito), ma risorgeremo tutto insieme … I due piani: umano e spirituale saranno congiunti, ma non fusi. Una specie di matrimonio da cui si rinasce uomini nuovi: ma si inizia a rinascere qui e adesso …

    Questa è la bellezza delicata e sfolgorante di Nicodemo che, sì, di notte andava da Gesù (tra l’altro è da notare la delicatezza – forse – non richiedere miracoli come tutti, ma di chiedere di capire), ma di giorno pensava a Gesù, lo viveva e metteva al confronto.

    E’ splendida la conversione di Nicodemo che regala la sua intelligenza umana all’intelligenza suprema … e a scuola della verità forse ci andava di notte perchè c’era meno chiasso, meno rumore, meno clamore.

    E’ stato forse l’unico personaggio che ha chiesto al Signore di capire inchinandosi e donandosi nella facoltà umana più importante: l’intelligenza
    … che poi ha scoperto essere in linea diretta con l’amore o la scienza dell’amare.

    … e anch’io mi unisco all’invito di Nicodemo … ti aspettiamo nel nostro blog.

    Grazie!

  2. Romeo permalink
    14 settembre 2010 08:57

    Ti ringrazio, Anna, per il tuo commento molto ricco di spunti che risaltano la figura di Nicodemo molto importante, mi sono prefissato di leggerlo attentamente e con scrupoloso rispetto della tua conoscenza spirituale cercando tuttavia di elevare con il sentimento d’amore quanto di bello ed armonioso è presente nel tuo commento, lasciando come punti di riflessione ma non di critica su alcuni punti non ancora chiari.
    Grazie di cuore.
    Romeo.

  3. 14 settembre 2010 12:29

    Romeo,
    c’è una somiglianza incredibile tra Nicodemo e la samaritana al pozzo che chiede da bere a Gesù.
    Nessun insegnamento, non potrei davvero, ma questo che segue è quello che io ho capito

    Nicodemo e samaritana sono quasi la stessa persona scomposta in due “manifestazioni fisiche” opposte: uno, maschio/di successo; l’altra, femmina/emarginata.

    Ambedue si muovono (questa è la cosa fondamentale, credo) e ambedue per paura anche se opposte: uno per non perdere la reputazione; l’altra perchè la reputazione sociale l’ha già persa.

    Ambedue hanno paura della stessa cosa: di essere giudicati, insultati.
    Ambedue avvertono la mancanza di un qualche cosa di importante nella loro vita che vedono – nella giornata – troppo – come dire – “ma è tutto qui?”

    Ambedue non hanno più speranza e si trascinano nei loro ruoli.

    Ambedue cercano luce, quella luce che però non “brucia”.

    Ambedue sono consumati e bruciati dal sole sbagliato e sentono, però, due esigenze diverse anche se sono di tutti: uno ha fame di verità, l’altra ha sete di freschezza e di speranza.

    L’atteggiamento di Gesù però è diverso per tutti e due: per uno lo aspetta di notte; per l’altra si fa incontro nell’ora più calda e disperata e inizia Lui per primo.
    Della samaritana non sappiamo se quell’incontro è diventato “evento”, ma sono certa che lo è stato, sono certo che ad ambedue è stata resa la dignità di uomo/persona umana … al di là ed al di sopra dei giudizi della gente “perbene”.
    E già, perché in questo Vangelo, c’è un personaggio non citato o citato velatamente: la gente perbene, quelli che sono a posto con Dio e con gli uomini, quelli che si sentono in dovere di giudicare, quelli che fanno tanto di quel male sottile che neppure ci possiamo immaginare, quelli che forse sono i veri distanti da Dio e quelli che davvero non hanno più speranza perché si sentono arrivati.
    Quelli che sono stati racchiusi nel personaggio del Vangelo di domenica: il fratello maggiore o Giuda che si scandalizza di un Gesù che accoglie una prostituta e che spreca il tesoro di un vasetto di Nardo.
    Quelli che forse dovremmo evitare di diventare, credenti e cristiani, di fronte a tanti.
    Infine e forse, quel Nicodemo e quella samaritana, sono in fondo quei ricercatori che non capendo – dopo l’incontro con un Gesù che non è certo un “mago” che cambia la situazione sociale – si buttano nelle nuove religioni perché … “che ce ne facciamo di un Dio che sta male come stiamo male noi e che non “sistema le cose con la potenza e la prepotenza?” Preferiscono il mondo surreale di sogno di un Dio in cui rifugiarsi come se fosse una droga spirituale.
    Ma per Nicodemo, la samaritana, la gente perbene, quelli che scelgono un Dio da sogno esiste sempre la misericordia di Dio che sta già operando in loro un cambiamento che si concluderà con un fantastico: se nessuno mi dà, dò io per primo a costo di essere insultato … e qui andiamo a prendere il “buon samaritano”.

    Un volo come vedi in tutto il Vangelo in una catena tenuta insieme da tenerezza non mielensa, ma virile, forte e tenace che tutto e tutti rispetta e considera sacri per il solo motivo che esistono.

    Ciao Romeo e non prendere per oro colato queste parole che potrebbero essere intrise di errore: ti ho solo detto quello che intuisco e che mi fa bene … Nulla si esegetico, solo una banale impressione umana da un’aspirante biblica “Anna” che sta sempre nel Tempio anche se non fisicamente.

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