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Porte strette

24 agosto 2010

Una volta postavo qualche cosa prima della domenica con la pretesa – magari – di risvegliare l’attenzione, ora “mi viene” di farlo dopo … con la pretesa di ricordare e applicare ciò  che si è sentito delVangelo domenicale.

E’ la volta della “porta stretta” che poi è anche “la strada stretta” e la mitica “cruna dell’ago”.

Credo siano le strettoie che impongono una certa spogliazione di grassi e pesi particolari.

  • Per le strade è la pigrizia di uscire dagli schemi facili. Gesù parla di percorrere questa strada stretta, perchè per trovarla (e non è sempre facile) la si trova.
  • Per le crune … boh … potrebbe essere la supponenza di sapere tutto e di giudicare (male) tutto e tutti
  • Per la porta … beh … adesso spiego quello che mi è venuto in mente proprio a partire dal motivo per cui Gesù ha detto che “pochi passeranno da questa porta”. Il motivo è: operatori di ingiustizia

Ieri ho sentito un’interpretazione simpatica di questa porta stretta o almeno un motivo per cui è stretta non necessariamente riconducibile alla difficoltà di passarci.

Ho sentito che “la porta è stretta perchè si passa uno per voltanel senso che si passa se si ha un rapporto molto stretto con il Signore e l’adesione alla Sua vita.

E’ simpatica come cosa anche se non credo sia esatta perchè da sempre si sa che in Paradiso non ci si va mai da soli a causa del bene che seminiamo (magari involontariamente).

Ma perchè è stretta?

Credo sia perchè imponga una magrezza sostanziale:

  • magri di ogni egoismo
  • magri di ogni avere
  • magri di ogni possedere
  • magri di ogni sapere
  • magri di ogni dio alternativo e molto piacevole
  • magri di tesori che vorremmo avere sempre con noi
  • magri di affetti esagerati che spesso vanno a sostituire Dio

In altre parole, magri di grasso, ma con un cuore enorme che sa amare tanto …………………………… e che

  • passa per la porta stretta,
  • che cammina sulla strada stretta,
  • che passa per la cruna dell’ago

…. quel cuore ingigantito dall’amore di Dio che però non ha peso e dimensioni.

E forse con questo cuore si passa, sì, uno per volta, ma legati per le mani l’uno all’altro come se fosse una catena … e la prima mano agganciata è proprio quella di Gesù.

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2 commenti leave one →
  1. Romeo permalink
    16 settembre 2010 17:11

    Io ho una visione del vangelo rapportata alla realtè affinchè la Sua Parola possa vivere in me ora e semplicemente intuisco che la “porta stretta” rappresente tutte le mie attuali difficoltà a cambiare il mio carattere, cioè lasciarsi trasformare secondo l’esempio vivente di Gesù che spesso cozza contro le mie abitudini o tradizioni che invece di liberarmi mi bloccano ad un qualcosa che è morto e per far vivere il Gesù in me devo far fatica devo diventare sempre più piccolo e umile cioè mi devo aggrappare all’amore di Gesù e prendere la “spada” del mio coraggio per non fare come ha fatto Pietro che ha dato ragione a quelle forze di paura per portano al tradimento. Tradire la sua opera di trasformazione in spirito e verità vuol dire allontanarsi, non volere il suo aiuto, vuol dire che se hai fatto un passo in avanti verso la meta ne fai almeno due indietro e poi diventa faticoso riprendere il cammino.
    Scusami se io ho dato una versione un pò diversa però riconducibile alla tua, perchè ognuno ha il suo cammino ed a gradi diversi ognuno dovrà passare la porta stretta e poi come dice Gesù “tutti si eleveranno come solitari”.
    Ciao.
    Romeo.

  2. 16 settembre 2010 19:31

    Appunto, Romeo, “magri” di tutto … esattamente come tu dici e la parte più ingombrante è proprio sé stessi.

    Anch’io rapporto il Vangelo con la vita reale, con la mia vita, ma la mia vita con il prossimo, verso il prossimo che – ovviamente – comporta un progressivo dimagramento dell’ego.

    Non hai una visione diversa, è esattamente la mia.

    Per Pietro … no, Pietro, il mio caro Pietro … Avrà anche avuto paura, ma sfido chiunque a non averne … ma almeno lui era lì, ha rinnegato, ma era lì … gli altri, invece, dov’erano?

    E il pianto di Pietro … dove lo mettiamo … lo stesso pianto della donna del Vangelo di oggi … Pianto di un amore che accusa il proprio tradimento ed il dolore è stato immenso.
    Fossimo noi tutti come Pietro … magari lo fossimo …
    Ha sbagliato, ma era presente … davanti al Signore, non si è nascosto come Adamo … è rimasto lì con il suo errore e non ci vuole nulla che sia stato proprio lui che ha tenuto insieme per amicizia tutti gli altri apostoli (dopo Maria ovviamente).

    Grazie Romeo.

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