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Per chi non vede più a colori

6 agosto 2010

Una favola per tutti coloro che sono appesantiti, che non sperano più, che sono stanchi di tutto e di tutti. Con l’augurio di cuore di essere “trasfigurati” nella luce del Signore.

C’era una volta ….

… e forse c’è ancora, una persona che si sentiva condannata a cercare. Veramente non sapeva se era una condanna o una Grazia, ma di essere costretta a cercare lo sapeva eccome! Ma cercare che cosa? Cercare l’impossibile!!! Ma l’impossibile a proposito di che? L’impossibile in tutto! Il desiderio che l’impossibile potesse diventare possibilissimo.
Ha cercato in lungo ed in largo in ogni cuore e in ogni persona, ha cercato nei fiori e nella natura, ha cercato nell’amore, ha cercato nel cielo ed ha cercato anche nell’inferno del dolore, ha cercato nella luce e nel buio, ha cercato nella gioia e nel dolore, ha cercato ovunque senza stancarsi mai … Sempre con la gioia di averlo trovato per poi sprofondare nella certezza che … no! non era lì l’impossibile che diventa possibile. Quando assaporava quella gioia arrivava immancabilmente qualcosa da cui veniva ferito e da qui la certezza che non è era lì quello che cercava!
Andò avanti con fatica e determinazione per anni, poi un giorno si stancò e mise il suo desiderio in una scatola di piombo (come era il suo cuore) e la sotterrò. Non ne voleva più sapere di cercare l’impossibile che diventa possibile e si costrinse a vivere accontentadosi di tutto come tutti facevano! Era invidioso di quella “soddisfazione” dipinta sui volti di tutti quanti ottenevano piccole cose a cui dedicavano ogni sforzo per arrivare!
Ma perse il sorriso, perse la gioia dei colori, perse la luce, perse tante e tante cose, ma soprattutto perse la Speranza.
Il suo cuore era diventato vuoto e di piombo … proprio come la scatola in cui aveva nascosto il suo desiderio.
Ormai era una persona stanca e appesantita, tanto stanca e appesantita che neppure le lacrime riuscivano più ad uscire dai suoi occhi … perché le stesse lacrime erano diventate di piombo!
Poi un giorno venne a sapere che un tipo strano con idee strane per la testa, aveva acquistato tutta la terra disponibile e libera da padroni della sua zona. Ormai non sapeva più esattamente dove aveva sotterrato il suo desiderio, ma era meglio così, perché aveva perso ogni interesse, ma di certo – la scatola – era in quella terra acquistata dal tizio strano.
Continuò a trascinarsi nelle giornate sempre più buie e senza colori. Lavorava come tutti, ma senza passione; viveva come tutti, ma senza entusiasmo; pensava … no! non pensava più perché pensare faceva male, molto male!!!
In una di queste giornate, distratto nel suo “non pensare”, urtò una persona malamente. Ci rimase male, perché comunque gli era rimasta quella tenerezza e bontà superstiti in quel cataclisma di disperazione. Si scusò come poteva sentendosi pervaso da una stupidità immensa, non sapeva più cosa fare per farsi perdonare!
Guardò gli occhi del tizio che aveva urtato e si accorse di avergli fatto male! La sua disperazione raggiunse livelli impensabili … Come poteva rimediare?
Riguardò gli occhi del tizio … e quegli occhi sorridevano … e quegli occhi avevano tanti colori dentro … ci si perse in quegli occhi! E si rese conto che poteva ancora vedere i colori e la luce!!! Ma no, sarà stato un caso … non c’era nulla!
Poi il tizio gli parlò! Che strana voce aveva, era una voce con un suono tale da escludere ogni altro suono. Non urlava, anzi, sussurrava a dire il vero! Ma quel sussurro sembrava imponesse il silenzio assoluto!
Si presentò con una cordialità e rispetto mai visti prima, completamente dimentico di essere stato ferito nell’urto!
La “persona di piombo” (così ormai si identifica la persona della storia) rimase di sasso quando seppe chi era quel tizio: era quel “tipo” strano con idee strane e ricchissimo che aveva acquistato tutte le terre!
Il “tizio strano” gli disse che aveva bisogno di lui per dissodare la terra dei campi, troppo dura per farci qualsiasi cosa. Gli disse che lo avrebbe pagato, gli disse che sperava tanto nel suo aiuto e lo … abbracciò!!
La “persona di piombo” accettò e non gli importava un fico secco di essere pagato, voleva solo sfogare la sua rabbia ed il suo dolore nella fatica. E già! Perché da quell’abbraccio la “persona di piombo” ne uscì sconvolto di dolore e rabbia! Erano anni che non sentiva più cose simili!
Andò immediatamente nelle terre del tizio … tanto non aveva amici e quelli che aveva non poteva chiamarli tali … non aveva nulla!

Andò e si mise a dissodare la terra con strumenti d’altri tempi che a lui andavano benissimo perché così sfogava la sua rabbia ed il suo dolore … anziché dissodare sembrava stesse “picchiando” la terra con una violenza inaudita.

Andò avanti in questo lavoro massacrante per un bel po’ di tempo e venne l’estate. Faceva caldo, tanto caldo che il “tizio strano” permise a tutti di mettersi al riparo nelle ore più calde. Ma la “persona di piombo” non ne voleva sapere e continuava a “picchiare” e a litigare con la terra e intanto si sentiva un ladro per i soldi che il “tizio strano” gli dava ogni giorno … si ripromise di renderglieli tutti, in fondo, gli stava facendo un favore con quel lavoro che gli permetteva di sfogarsi. Poi ci fu una giornata con un caldo insopportabile, così forte che tutti gli altri lavoratori se ne andarono borbottando. La persona di piombo, invece, rimase dov’era e continuò a lavorare come un pazzo … non ne poteva più! Il “tizio strano” lo guardava da lontano e sorrideva con tenerezza ed infinito amore … ma la “persona di piombo” non poteva vederlo aveva gli occhi puntati sulla terra!

Il sudore della “persona di piombo” era fastidioso ed aumentava la rabbia che ora stava diventando ira. Ma con più aumentava ira e dolore con più la “persona di piombo” lavorava. Che situazione ridicola!!!

Colpi di pala alla terra, colpi senza suono se non il respiro affannoso della “persona di piombo” ed ecco che all’improvviso la pale urta qualcosa! Un sasso forse, meglio così, avrebbe fatto più fatica!!! Riaffonda la pala e questa volta il suono che ne esce è un suono dolcissimo, quasi una musica! Riaffonda la pala … non stava più dissodando la terra, stava scavando! Riaffonda la pala ed il suono si ripete più forte! Guarda e vede la sua scatola di piombo! Ma il piombo non produce quel suono quando viene percosso!

La “persona di piombo” crolla in ginocchio e tende la mano verso la sua scatola … la tende con timore e paura perché non capisce. Si tende e mentre sta per toccarla scoppia un temporale terribile. Dal cielo scende tanta di quell’acqua che sembra fosse un oceano che ha cambiato posizione e dal cielo cade sulla terra!

La “persona di piombo” è completamente fradicia e sente bruciare gli occhi! Che cosa sta succedendo? Cos’è quel bruciore agli occhi? E’ acqua del cielo che è caduta dentro i suoi occhi? Sì, è proprio quello, è quell’acqua del cielo che si chiamano lacrime!

La “persona di piombo” piange … e non si ricordava il sapore delle lacrime! Piange e stringe la sua scatola … ed il “tizio strano” da lontano lo lascia fare e aumenta il suo sguardo d’amore e … piange anche lui!!!!

Ed ecco un colpo di vento fortissimo che sposta un po’ di nuvole e lascia passare un raggio di luce del sole. Un raggio potente e prepotente che si dirige sulla “persona di piombo” che ha tra le braccia la sua scatola di piombo. Un raggio che si curva su di lui, che entra in lui e che gioca con l’acqua del cielo e l’acqua delle sue lacrime. Un raggio caldo sulla pelle infreddolita, ma bruciante nel cuore. Un raggio che all’improvviso sembra un “ponte” tra terra e cielo. Un raggio che esplode in 7 colori bellissimi e mai visti. Un raggio che diventa ponte e strada piena di colori. La scatola non è più di piombo ed è diventata trasparente come il vetro ed ha la stessa luce del diamante che contiene. Il desiderio del “impossibile che diventa possibile” è un diamante che si collega il cielo e non si capisce più se questo arco di luce e di colori parta dal cielo o parta dal diamante. La “persona di piombo” piange ancora più forte ed una lacrima cade sulla scatola … E la scatola si apre, lascia uscire il diamante, lascia uscire il “desiderio” che si incastona nel cuore della “persona di piombo” che diventa così … lui stesso “diamante” pieno di luce e colore. Il sangue, che per anni sembrava gelato, riprende a scorrere caldo nelle vene di questa “nuova persona”, il cuore riprende a battere con passione, il pensiero corre veloce … E’ viva! La persona che era di piombo è viva e vive, pulsa, ama, osa, rischia!

La nuova persona alza gli occhi e si trova in mezzo a 7 persone tutte di un colore diverso, gli stessi colori del ponte di luce, dell’arcobaleno.

7 persone che gli dicono “Siamo qui per te, ci ha portato la Luce”! La nuova persona li abbraccia ad una ad una e, ad una ad una entrano in lui e lo pervadono, lo invadono e lo riempiono.

La nuova persona cerca con gli occhi il “tizio strano”, ma per effetto delle tante lacrime, ne vede 3 avvolte in una grande luce!

La nuova persona è convinta di essere impazzita per il troppo dolore e si alza per avvicinarsi al “padrone” … con la chiara intenzione di rendergli tutti i soldi che ha a casa e non ha mai speso!!!

Ma non serve che muova passi … il “padrone” che “davvero sono 3” … è (o sono?) dietro di lui … lo toccano, lo girano e gli sussurrano “grazie!”

Grazie???? A lui grazie????

La generosità e la bontà assoluta che ringrazia perché sono stati accettati i suoi doni???? Ma è impossibile!!! Non è credibile!!! E’ follia pura!!!

Poi si rende conto, finalmente si rende conto … Ecco L’IMPOSSIBILE CHE E’ DIVENTATO POSSIBILE! HA FINITO DI CERCARE FINALMENTE … ADESSO DEVE SOLO “CERCARE” DI RENDERE CREDIBILE AL MONDO UN SIMILE SPLENDORE.

Ma la nuova persona deve fare ancora una cosa, deve rendere i soldi che davvero non si merita! Corre a casa completamente trasfigurato … quanta passione sente dentro di sè!!! Entra di corsa e altrettanto di corsa va a prendere quello strano salvadanaio a forma di cuore che aveva trovato nel campo sotto la terra e che lui, per non buttarlo, l’ha tenuto ed usato per raccogliere “la paga”.

Non lo trova, ma al suo posto ci trova un libro sconosciuto e mai visto.

Lo apre e parla di un certo Dio, di un certo Suo Figlio Gesù e di un tale che si chiama Spirito Santo, parla di quello che hanno detto e fatto e, per un attimo, ci vede “il tizio strano” che poi erano 3! Per un altro attimo vede solo “il tizio strano” incontrato ed urtato tempo fa … che ha le mani ed i piedi bucati da chiodi e che gli dice: “Adesso hai capito? L’impossibile che diventa possibile sono io ed ora, se mi vuoi, sono in te e ti faccio vivere. Non ti lascio più … e non guardare i buchi dei chiodi nelle mie mani e nei miei piedi … fanno parte del passato … ed ora c’è l’oggi da colorare ed illuminare … aiutami! Io ti ho salvato perché credo in te, credo nel tuo cuore puro, credo nel tuo amore, ma tieni presente che è MIO PADRE QUELLO CHE PER PRIMA HA CREDUTO E CHE MI HA MANDATO PER SALVARE TE E TUTTI DALL’INGANNO, E’ MIO PADRE CHE TI HA DONATO I COLORI PER COLORARE IL CUORE E LA MENTE UMANA … ED HANNO 7 NOMI CHE SONO I 7 DESIDERI PRINCIPALI DI OGNI UOMO. USALI E DONALI!!!!!! IO SONO SEMPRE CON TE, SONO INCASTONATO NEL TUO CUORE. … E ANCORA GRAZIE PER L’AIUTO!!!”

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3 commenti leave one →
  1. 21 agosto 2010 13:33

    In vacanza mia cugina mi domandò: “ma tu sogni a colori o in bianco e nero?”
    “Boh, non lo so, credo a colori…. o forse in bianco e nero?”

    E così la notte sono stato attento. Sogno a colori. Ho visto che c’era un prato pieno di fiori, e c’era anche la Madonna.

  2. 21 agosto 2010 18:53

    Ma dai!!! Ma come si fa a “stare attenti” nel sogno? Di certo, però, sogni a colori perchè vedi a colori. Magari non saranno sempre vividi, magari non saranno sempre brillanti e qualche volta sono così desaturati che paiono grigi, ma sogni sempre a colori … anche perchè il nostro stesso pensiero è colorato, anzi è proprio il nostro cervello + la luce a farci percepire i colori che – di per sé – non esistono (chi ha studiato grafica e fisica lo sa).

    Se poi hai sognato davvero la Madonna … beato te!!!!

  3. 25 agosto 2010 14:55

    Eh sì che sono stato attento!
    Poi mi accorsi che appena chiusi gli occhi, le immagini si vedevano come fossero in bianco e nero

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