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La farfalla coraggiosa … (o temeraria?)

3 agosto 2010

Una settimana fa ero ancora al mare e un giorno mentre stavo nuotando, nel girare la testa per respirare (come sarebbe comodo essere dei pesci a tempo) ho visto qualcosa svolazzare.

Mi sono fermata ed ho guardato meglio. Non ci potevo credere!!!!

Una meravigliosa e grossa farfalla bianca svolazzava a “pelo d’acqua” …

A me pare una cosa inconsueta o almeno io non l’ho mai visto anche perché ero ad una trentina di metri dalla riva.

La farfalla svolazzava avvicinandosi parecchio all’acqua per poi alzarsi di nuovo quasi come se fosse una danza o una farfalla assunta dall’ Azienda Turismo del luogo per intrattenere i nuotatori (ed evitare che vadano oltre la boa che segnala il termine delle acque sicure).

Onestamente, dopo lo stupore e la meraviglia, ero preoccupata (si fa per dire) perché bastava anche solo una  goccia d’acqua sulle ali della farfalla ed il mare sarebbe stata la sua fine.

La farfalla, però, non pareva preoccupata, anzi, pareva si divertisse un sacco o quanto meno era parecchio incuriosita da questo scenario stellare in terra perché – quel giorno – il mare era splendido ed i raggi del sole riflettevano la luce come tante stelle sul mare, come tante brillanti sul mare.

Una giornata e momento un po’ magico a dire il vero …

La farfalla era attirata –penso – dal colore e dalla luce, ma per prudenza si avvicinava all’acqua, ma non abbastanza dal farsi toccare. Càspita, pareva avesse un altimetro incorporato perché arrivava a pochi centimetri e poi si alzava, poi ancora giù e poi – di nuovo – su.

Poi, è sparita … se n’è andata.

Uscendo dall’acqua poi, ho visto un poveretto che era stata abbracciato un po’ troppo affettuosamente da una medusa che è un’altra creatura molto bella (ci sono di quelle meduse che sono uno spettacolo). Una creatura bella, ma che spesso non si vede subito … ma la si sente immediatamente quando si entra in rotta di collisione con essa.

Tutte queste belle immagini (più o meno, perché il poveretto della medusa mica ci trovava tanto di bello) mi sono ritornate alla mente domenica a Messa perché il cristiano dovrebbe essere un po’ come la farfalla, rimanere una creatura del Cielo, ma che sta sulla terra.

Vola, si avvicina, guarda, vede il bello, ma sa anche che a volte l’ “affascinante” ed il bello “qui ed ora” può nascondere il male, può nascondere un pericolo …

Temerari perché si avvicinano molto alla terra (il mare in questo caso), ma non lo toccano perché sanno che non è il loro elemento, sanno che può nascondere un pericolo e – guarda caso – anche la medusa  sta spesso vicina alla superficie dell’acqua ed il “bacio” della medusa segna e fa molto male.

Veramente ci sarebbero altri insegnamenti di questa farfalla che paiono l’immagine esplicativa delle Letture di domenica … ma diventerebbe un post troppo lungo.

Buone vacanze a chi ci va e “buona guardia alla città” a chi rimane.

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2 commenti leave one →
  1. 4 agosto 2010 08:03

    Spero di non incontrare la medusa.

    Anche a me mi ha sempre sorpreso quando vedo le farfalle al mare. Perché che ci fanno lì sulla sabbia, sull’acqua, dove non c’è vegetazione, non ci sono piante né fiori? Che ci fanno a volare sul pelo dell’acqua?
    Le guardo e penso sempre al loro mondo fatto di ali.

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    4 agosto 2010 08:25

    Bè, a dirla tutta, la “povera” medusa – tutto sommato – è un legittimo abitante del mare e siamo noi gli abusivi, siamo noi che andiamo in casa loro e spesso senza alcun rispetto.
    Non si può sperare di non incontrarla perchè sarebbe come sperare che cambi casa, ma non può perchè come la farfalla è fatta di ali, così la medusa è fatta d’acqua: fuori dal loro elemento non c’è più vita per loro, incontrerebbero solo morte.

    Amo il mare ed amo nuotare ed è vero che la presenza di meduse mi disturbano (chi ha provato il suo bacio mi capisce), ma il mare è casa loro ed a loro (come a tutte le altre creature), prima di tuffarsi bisognerebbe chiedere “permesso”.

    Lo so, è un po’ francescano come atteggiamento, ma lo sento così vero, così giusto che non riesco a tuffarmi senza prima aver fatto il Segno della Croce. E’ un’abitudine che mi è stata insegnata da un bagnino (quello che mi ha insegnato a nuotare a soli 4 anni), forse lui non capiva bene il perchè, forse me lo diceva come gesto scaramantico, ma io l’ho sempre preso come gesto di rispetto e di gratitudine al mare e a quanto in esso è contenuto che mi permetteva di entrare, di gioire e di ricordare che anche noi abbiamo passato 9 mesi completamente immersi nell’acqua.

    Ecco, forse la farfalla è un po’ come noi. Forse la farfalla è nata nell’acqua(o in qualche suo derivato), ma poi è diventata una creatura dell’aria e del cielo, poi ha messo le ali … Proprio come noi, che con lo Spirito Santo non siamo più di questa Terra, ma siamo su questa terra e ricordiamo le nostre origini. E come si può detestare le proprie origini?

    La farfallina leggera, forse, quel giorno è tornata per salutare la sua “vecchia” casa, forse era un gesto di tenerezza a cui – probabilmente – la medusa avrà risposto agitando un tentacolo.

    Noi, siamo le farfalle, ma non schifiamoci di quello che eravamo prima del Battesimo perchè – se vogliamo essere obiettivi – grazie a quel prima abbiamo potuto nuotare e respirare nello Spirito Santo e rinascere in Lui.

    Una bella lezione di umiltà mi ha dato quella farfallina, una bella lezione di generosità e misericordia.

    Ciao … Riccardo.

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