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Padre Nostro

26 luglio 2010

“Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”

Certo che è ben strano!!!

Per me lo è di certo, ma credo che lo sia anche per tanti.

Quando ascoltiamo il Vangelo di ieri, l’unica cosa su cui ci fermiamo è il Padre Nostro. Giustamente direi, anche perché Gesù mica dice “osate dire”, ma – al contrario – è come se dicesse “Ué, sveglia, non è mica solo Padre mio!!!” e con più lo trattate da Dio divino, con più vi allontanate dalla vostra condizione di figli … anzi è come se lo teneste nei cieli ben relegato … Insomma un dio che non ha nulla a che spartire con voi – poveretti – che siete qui a combattere ogni sorta di male … E con più insistete su questa posizione falsamente deferente e rispettosa, con più diventate poveri di spirito” …

Ecco, ci fermiamo tutti al Padre Nostro e non ci spostiamo più in là, ma “più in là” c’è la frase di Gesù che scombina tutti i nostri ragionamenti.

Al di là di tutte le richieste al Padre, Gesù suggerisce l’unica richiesta essenziale: il dono dello Spirito Santo.

… il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!

Quando noi preghiamo che cosa chiediamo? Chiediamo “cose” e/o soluzioni dall’Alto, oppure chiediamo lo Spirito Santo che ci fa trovare la soluzione ottimale?

Mica è facile chiedere lo Spirito Santo in situazioni esageratamente di emergenza o di difficoltà … eppure pare sia l’unica cosa da chiedere … Ma ci vuole una buona dose di umiltà, di responsabilità e di coraggio di accogliere ciò che lo Spirito suggerisce.

Boh … certo che ieri sono rimasta a bocca aperta per la sorpresa di non aver mai preso in considerazione “tutta” la preghiera di Gesù che mica finisce con un “amen” dopo l’ultima (apparentemente) parola che è “tentazione”.

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3 commenti leave one →
  1. 30 luglio 2010 05:45

    Chiedere lo Spirito Santo è chiedere di aprire gli occhi e il cuore al dono dell’Amore di Dio che facciamo fatica a percepire quando siamo provati duramente. Quando ci sentiamo più deboli, più fragili, impotenti di fronte agli eventi della vita o anche di fronte ai nostri ripetuti peccati è il momento di invocare lo Spirito perchè usciamo dallo scontato e accogliamo con stupore e gratitudine la manna che il Signore ci manda ogni giorno dal cielo.

    • Anna (da Nicodemo) permalink
      31 luglio 2010 00:05

      Eh sì, Antonietta, è proprio così e per tornare al “gioco” di Riccardo direi che tutte le regole stanno proprio nello Spirito Santo … regole che ci fanno diventare “Jolly” per sequela.

      Se ci pensi bene lo stesso Padre Nostro ha in sé delle regole ben precise.

      Ciao

  2. 4 agosto 2010 07:22

    Sì, è una sorta di catechismo, di regole, di linee guida

    ciaoo

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