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Ameremo

12 luglio 2010

Lunedì 5 luglio

“..giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione”

Martedì 6 Luglio

“in quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!”

Mercoledì 7 luglio

“In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì”

Giovedì 8 luglio

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

Venerdì 9 luglio

«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Sabato 10 luglio

Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Domenica 11 luglio

“In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Di nuovo una carrelata su tutta la settimana comprendendo – ma non l’ho citato – il Vangelo di domenica scorsa in cui Gesù mandava i suoi a due a due.

Questa volta, però, la partenza l’ho posta nel Vangelo di oggi.

Ci sono due cose che, inaspettatamente, mi hanno lasciato stupito. Sono Vangeli sentiti e risentiti eppure solo ora mi sono accorta di un paio di stranezze.

La prima

I tempi dei verbi nei primi due Comandamenti sono – contrariamente agli altri 8 – al futuro.

C’è un “amerai” Dio ed il prossimo. Un tempo futuro, quasi a dirci che verrà un tempo in cui sapremo COME amare, COME CHI amare.

In effetti, il comandamento supremo dato poi da Gesù pone lo stesso verbo all’imperativo presente come il resto dei 10 Comandamenti. Gesù dice “Amatevi come Io vi ho amato”.

I Comandamenti hanno trovato in Gesù il compimento pieno e totale, il modello ed il modo di amare Dio ed il prossimo. La misericordia non è più un atto esteriore, ma è un qualche cosa di intenso e di molto forte ed anche di molto reale.

Gesù ci ha rivelato come amare, Gesù ci ha rivelato ed infuso un modo molto più intenso di amare.

Gesù ci dice che questo modo non è estraneo o sconosciuto all’uomo, al contrario, è il desiderio più profondo e vero che ci abita, così profondo e vero che cerchiamo in tutti i modi di realizzarlo … ma di modo ce n’è uno solo.

Lascia un po’ perplessi il fatto che dovremmo amare come Dio ama noi, eppure è così. In Gesù il Comandamento non è più un obbligo alla divinità, ma si ribalta e diventa l’obbligo d’amore che Dio ha con noi … non può farne a meno di amarci così e infonde anche il dono di amarci così.

Ora i tempi sono tutti all’imperativo presente, da quando Gesù è tra di noi, il verbo amare è all’imperativo presente … e parla di “amare” e non di un prudente “voler bene”.

Questo dicono i Vangeli da domenica scorsa a martedì … ma poi cambia la marcia e da mercoledì i Vangeli ci sussurrano qualcosa di diverso.

La seconda

“Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così»”

Ecco, non so chi come me si è accorto di una cosa un po’ strana.

Ognuno di noi considera – giustamente – il prossimo come l’altro e magari l’altro da aiutare e fino a martedì i Vangeli riportano una serie di guarigioni e miracoli operati da Gesù.

Quindi, non pare strana la domanda?

Il “prossimo” (quello da amare, quello da aiutare, quello dei Comandamenti) qui NON E’ colui che è caduto nelle mani dei briganti, non è chi ha bisogno di aiuto; la domanda di Gesù sposta il soggetto..

Ci saremmo aspettati una domanda del tipo

Chi di questi tre ti sembra abbia amato colui che è caduto nelle mani dei briganti che è il suo prossimo?”

Questa è la domanda che ci aspetteremmo e invece … e invece Gesù formula la domanda in modo tale che pare sia colui che è caduto nelle mani dei briganti che doveva amare quel prossimo che in due casi su tre non l’ha aiutato.

Forse (ed è solo un forse) esiste anche un “ama il prossimo” nel perdono di chi non soccorre, non aiuta e magari “mette in croce” … Esiste anche amare questo prossimo che non è presente e tira avanti senza curarsi …

Ecco allora come mai da mercoledì i Vangeli cambiano e perfezionano il messaggio e chiede la misericordia di chi è nel bisogno e che incontra solo gente che “tira avanti” senza fermarsi.

E’ il messaggio di tutta la settimana scorsa, è il messaggio che il perdono è sempre e comunque la forma di amore più immediata e più vera ed è il perdono, non di chi viene ferito ingiustamente, ma di chi non trova nessuno che aiuti e sostenga.

Di nuovo allora si chiarisce come mai quel verbo al futuro in Gesù è diventato un imperativo al presente: Gesù ha vissuto così, ha patito così, ha amato così e il suo vissuto , la sua passione, il suo amore non ci è estraneo o impossibile perché è un amare infuso in noi … basta solo portarlo alla luce.

Non è neppure un atto eroico, se vogliamo, ed è semplicemente quello che ognuno di noi vorrebbe essere capace di fare … e lo siamo capaci, lo siamo davvero … solo che non è molto comodo.

Buona settimana a tutti … perché anche solo il desiderare di essere così ci rende straordinariamente e stranamente gioiosi e coraggiosi … anche con il cuore ferito.

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