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Ponti apparentemente interrotti

27 giugno 2010

Domenica 20 Giugno 2010

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

 Lunedì 21 Giugno 2010

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?

 Martedì 22 Giugno 2010

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

 Mercoledì 23 Giugno 2010

«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

 Giovedì 24 Giugno 2010

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.

 Venerdì 25 Giugno 2010

Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

 Sabato 26 Giugno 2010

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande!

 

Domenica 27 Giugno 2010

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Oh bé … questa volta il ponte non pare così evidente, o almeno, il ponte c’è, ma da domenica in domenica … la settimana, la Parola di Dio della settimana, pare sia una interruzione.

Il verbo che viene ribadito (il ponte) nel Vangelo di domenica scorsa e di questa domenica è il verbo seguire … solo che … solo che Gesù domenica scorsa ha parlato di “venire dietro a me” che non è proprio un “seguire”.

“Venire dietro a me” in effetti non è solo uno essere d’accordo con quello che Gesù praticava, non è solo un seguire e far parte delle fila di Gesù, ma è un riconoscere in Lui noi stessi, assumere Lui come Signore della nostra vita, anzi, entrare nella vita di Dio, nel pesniero di Dio. In altre parole: non sostenitori, non club, ma cambiare addirittura il centro della nostra vita, ma sempre e comunque dietro a Gesù. Non è un seguire fisico e difatti oggi Gesù dice “che non ha dove posare il capo” … Gesù non è un luogo o un modo di essere … Gesù è – credo – un “siamo così”.

Noi, abbiamo interpretato questo “dietro a me” come solo “seguire” e nel Vangelo di oggi ci sono 2 “ti seguirò” ed 1 “seguimi” .. con esiti infelici perchè tutti mettevano davanti a Gesù altri affetti (pur sempre importanti), ma sempre DAVANTI E PRIMA DI GESU’.

Nella settimana, invece, abbiamo dei casi di gente non troppo “religiosa” che hanno messo Gesù davanti a tutti, quasi fosse l’ultima speranza, ma l’hanno posto davanti a tutto e a tutti … Gente che comunque ammetteva la propria pochezza di chiedere a Gesù cose pratiche, hanno avuto l’umiltà di dichiararlo, ma comunque sia l’hanno posto davanti a loro, davanti a tutto e senza guardarsi indietro.

In tutto questo, quasi come in un sottofondo, esiste il non giudicare la persona, ma solo il male che potrebbe aver compiuto, non giudicare Dio addirittura …

Rimangono un po’ fuori le prime due letture della settimana, ma aspetto .. perchè credo che anche queste entrano in questo ponte che non è interrorro, ma solo nascosto, solo come un costruire un ponte pensando alla struttura portante del ponte stesso.

Buona domenica

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4 commenti leave one →
  1. 28 giugno 2010 16:20

    In questo cammino settimanale, domenica abbiamo terminato (terminato?) con una situazione simile, una nel vecchio, l’altra nel nuovo:

    Eliseo deve seguire Isaia, ma prima di farlo, dice che andrà a salutare i suoi genitori.
    Gesù invece a chi gli dice che deve salutare i suoi genitori si esprime in un modo apparentemente più duro.

    Può essere un indizio per comprendere i proverbi di cui è disseminata la settimana?

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    28 giugno 2010 22:22

    Mah, anch’io è da ieri che metto al confronto questi due fatti e non c’è alcuna corrispondenza, sembrano quasi antitetici l’uno all’altro, quasi che Gesù vada in senso opposto.
    Ma c’è un’altra cosa che – a questo proposito – ha aggiunto un ulteriore interrogativo a quelli che già c’erano.
    E’ che leggendo bene, Eliseo, poi, alla fine NON VA DAI SUOI GENITORI, ma uccide i suoi buoi, spezza il loro giogo per farne del fuoco su cui cuocere la carne dei buoi per poi darla al popolo.
    Ma come, non doveva tornare dai suoi genitori?

    Se stessimo dentro le immagini statiche direi che non se ne cava un ragno dal buco, io – almeno – non ci arrivo proprio.

    Onestamente non lo so davvero … ci sto ancora girando intorno e non ne vengo a capo di nulla …
    Di certo deve essere un qualcosa di importante se la liturgia pone il Vangelo di ieri anche oggi.

    Qualche idea? … Chissà lo Spirito Santo soffia dove vuole …

  3. 29 giugno 2010 18:35

    Pare che Gesù porti a compimento la scelta che si deve fare per seguirlo.
    Eliseo ha la possibilità di andare a salutare i suoi genitori, e poi brucia gli attrezzi del lavoro e con quelli cucina la carne che poi condivide con il popolo.
    Questo rito del sacrificio animale con Gesù si perde…

  4. Anna (da Nicodemo) permalink
    30 giugno 2010 11:24

    E già! sappiamo bene qual è l’offerta gradita a Dio che non se na proprio nulla di un animale ucciso … a me che l’animale non sia – come era al tempo – un tesoro, una qualcosa di prezioso e che pochi avevano.
    Di Eliseo si parla che guidava 12 buoi (che è anche un numero simbolico tra l’altro) e quindi si può dedurre che Eliseo aveva un bel po’ da perdere seguendo Elia … quindi siamo ancora nello scenario del non fare in modo che qualcuno o qualcosa si ponga tra noi e Dio.

    Anche i “tesori” primari, quali possono essere averi per vivere decentemente o i propri genitori devono stare sempre e comunque “dopo” Dio … Insomma, non ci dobbiamo attaccare neppure per paura di “rimanere con niente”, perchè tutto deve essere compiuto nella fiducia totale in Dio e nella Provvidenza.

    Questa è la teoria, ma è molto difficile accettarla ed applicarla. E’ la povertà francescana che tanto sconvolge tutti e che viene chiesta in ogni suo aspetto, ma – credo – in modo diverso ad ognuno.
    Diciamo che viene chiesta quella “cosa” a cui più teniamo in un gesto di fiducia.

    A me ‘ sta cosa qui mette i brividi e considero santo chi riesce a farlo.

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