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Pecora della gioia dei Cieli

11 giugno 2010

“Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7)

E’ una cosa che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo sperimentare.

Vedere un gesto buono da un buono, certo, riempie sempre di gioia e gratitudine, ma – come dire – è quasi normale; ricevere un gesto buono, un atto di generosità totalmente gratuita in chi – storia alla mano – buono non lo è per nulla, è una cosa che lascia meravigliati, meravigliosamente stupiti e fa notizia nel nostro cuore.

Non so, si ha quasi l’impressione che il Signore ed il Suo Spirito siano passati in quel cuore, in quel pensiero e viene spontaneo pensare “Il Signore ha ritrovato, finalmente, la sua pecora che, magari, si era allontanata perchè è stata spevantata dalla vita, impaurita dal fragore del male”.

C’è, però, da chiedersi se ci lasciamo più stupire da un gesto buono di una persona non-buona o da un pessimo gesto di una persona buona e – forse – quest’ultimo caso ci dovrebbe rendere più attenti perchè – probabilmente – questa “buona pecora” si sta allontanando.

Anche alle “pecore buone”, credo sia richiesto di diventare dei collaboratori del Pastore, non perchè il Pastore non ce la fa da solo, ma perchè tutto il gregge ed il pastore vanno insieme a cercare la pecora perduta o evitano di isolare qualche pecora che diventerebbe fragile davanti ad uno spavento e ad un pericolo.

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6 commenti leave one →
  1. Nicodemo (di notte) permalink*
    11 giugno 2010 09:51

    Oggi si ricorda anche il Sacro Cuore di Gesù.
    E’ una devozione che risale al 1600 e che ancora oggi è molto sentita.
    E’ un’occasione per ricordarci del grande amore che ha avuto Gesù Cristo per tutta l’umanità.

    • Anna (da Nicodemo) permalink
      11 giugno 2010 10:26

      Ed è anche un’occasione per ricordarci quale grande amore dovremmo avere tra di noi.

      In effetti quel “amatevi come io vi ho amato ha a che fare con questo Sacro Cuore e questo Sacro Cuore è il primo sintomo di conversione … anche per i mitici nemici alias pecorelle smarrite e spaventate.

      Dirlo è facile e poetico, farlo è spesso difficile, ma essere questo bene … bé … è una questione di miracoli.
      E chi ne è capace? Io no, io di certo no da sola.

      Tra le altre cose, da me c’è una chiesa in cui ai lati della navata centrale ci sono 2 statue:
      a destra c’è il Sacro Cuore di Gesù
      a sinistra e alla stessa altezza c’è il Sacro Cuore di Maria
      passarci in mezzo per andare a ricevere l’Eucarestia è come se fosse una porta d’ingresso.

  2. 11 giugno 2010 21:56

    Tutte queste sensazioni le ho provate in questi giorni.
    Grande sensazione di gioia per una pecorella che era smarrita e pareva ritrovata, tonfo tremendo del cuore quando si capì che la pecorella era ancora in preda dei lupi e non riconosceva neppure le altre pecorelle che la chiamavano, e neppure la voce del Pastore!!!

    Quindi davanti ai fratelli che la chiamavano, la pecorella diceva di non conoscere fratelli.
    Quindi davanti alla Parola del Pastore la pecorella non rispose d’amore.

    Se il cuore degli uomini soffre così tremendamente per una pecorella che non si trova, quanto deve soffrire allora il Cielo??!
    Il Cielo soffre oppure è solo canti di gioia?

  3. Anna (da Nicodemo) permalink
    11 giugno 2010 23:35

    Il Cielo, il cuore del Cielo, il cuore di Dio credo soffra infinitamente di più di tutti noi e di tutti i tempi che vivono questa esperienza dolorosa.
    Soffre ed ha sofferto così tanto che si è offerto di Persona in Gesù Cristo Suo figlio, ha fronteggiato i lupi, ha strappato dai suoi artigli gli uomini di tutti i tempi, ha reclamato i figli di Suo Padre, ha lottano ed ha sofferto pene infinite.
    No, non c’è solo gioia ed esultanza in Cielo, ma non c’è neppure la condanna (come spesso facciamo noi e faccio io), c’è il dolore e la testardaggine di un amore che non conosce misura di insistere ad amare quella pecorella che è stata avvelenata dai lupi e magari che ha scelto di essere avvelenata.
    Insiste il Cielo, insiste Dio che in Suo Figlio Gesù Cristo ha trovato una soluzione: quella dell’Eucarestia da cui nasce – il più delle volte – la vera confessione e la vera conversione.

    Le pecorelle smarrite, quelle che rinnegano i fratelli, quelli che non ascoltano e magari – assurdamente – aggrediscono (senza armi, perchè le pecore sono prive naturalmente di armi) il Pastore, queste pecorelle se si avvicinano al Signore (anche come dicevo per offenderLo) sono irrimediabilmente nelle Sue braccia (Giusta stesso ha provato questo amore e non ha retto al dolore).

    Per noi e per certe pecorelle pare non esista un domani, non esista via d’uscita (sono un’esperta in questo senso), ma per Dio no, per Dio esiste sempre una possibilità, esiste sempre un modo per tentare e ritentare di inondare quel cuore d’amore.

    Domani è il Cuore Immacolata di Maria e chi più di Lei può parlare di amore e dolore?
    Eppure è rimasta “ritta” davanti alla croce di Suo Figlio, eppure ha perdonato Pietro, eppure è rimasta nelle speranza e ha aumentato la preghiera quella fatta più da un cuore trafitto che da parole sofferenti.

    Noi con l’Eucarestia riceviamo un po’ del Sacro Cuore di Gesù, ma nello stesso tempo il nostro cuore è assorbito con tutta la gioia ed il dolore in quello di Gesù.

    Il Cielo soffre e piange, ma soffre e piange d’amore. Il Cielo gioisce quando oltre alla pecorella ritrovata, vede anche le altre 99 che vanno con il Pastore a cercare ogni pecorella che si smarrisce.

    Questo è quello che ho nel cuore io, ma confesso che spesso ho dubitato di questo perchè la cattiveria è talmente assurda che risulta inaccettabile.

  4. 15 giugno 2010 10:51

    Dammi ciò che amo, perché io amo, e fosti tu a darmi questo amore.

    Sant’Agostino

  5. Anna (da Nicodemo) permalink
    15 giugno 2010 11:05

    … e sant’Agostino era un esperto dell’amore e dell’amare e ne ha percorse tutte le strade, da quelle più sbagliate via via fino ad arrivare a quella suprema, quella che Dio stesso ci ha messo a disposizione: Suo Figlio Gesù che – non per nulla – si definisce Via, Verità e Vita.

    Credo proprio che Dio cerchi, insegua e – perchè no? – tormenti gli uomini vivi, quelli che amano perchè tutti sanno e sperimentano che chi non ama (anche in modo sbagliato) è già morto anche se respira, cammina e mangia … è un povero morto vivente che aspetta di essere riportato in vita.

    Grazie, Riccardo, sempre pronto, acuto e – permettimelo – che mette la sua intelligenza e formazione (anche accademica) ai piedi di Dio, ai piedi della Chiesa come appunto fecero tutti i discepoli con Pietro.

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