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Pentecoste, un dono per tutti

23 maggio 2010

A me personalmente, ma inizio a pensare di essere totalmente soggiogata dal male, si accavallano pensieri di/su/per il Signore che si esprimono con pensieri di/su/per persone reali.
Pensieri apparentemente scoordinati e che non trovano una organizzazione in un discorso, pensieri che cercano un corpo che è la parola e pensieri che – nello stesso momento in cui si tenta di “dargli un corpo” – pare svaniscano per far posto ad altri.

Potrei dire che – secondo la mia volontà di organizzare un discorso – mi sento in una Babele intellettiva, ma è davvero così? Non potrebbe essere che non ci devo mettere la mia capacità di organizzare un discorso? Non potrebbe essere che è proprio questa arrogante e supponente volontà di organizzare il pensiero sia sbagliata, sia quell’impedimento allo Spirito Santo?
Da sempre si sa che lo Spirito Santo che si incarna nelle parole è l’anti-Babele per eccezione, ma cosa succede quando è davvero lo Spirito Santo divampa attraverso noi e nonostante noi?
E’ strana anche l’immagine dell’effusione dello Spirito Santo, così prorompente, così rumorosa, così visibile con gli elementi naturale che spesso in noi portano spavento e timore:
vento impetuoso, tuono, fuoco
che, tra l’altro, irrompe nelle casa, oltrepassa barriere che sono le nostre protezioni quando ci sentiamo impauriti.

Come mai? Come mai quando da qualche altra parte viene detto che lo Spirito di Dio è dolce come la brezza? Come mai, qui, è diventato così invadente, invasivo, dirompente e un tantino prevaricatore?
Ma come mai?
E dove si “sente” questo fragore, dove noi lo sentiamo oggi?
Credo proprio che il nostro personalissimo “Cenacolo” sia proprio la nostra testa, il nostro pensiero. Il nostro potere più grande che è quello – umanamente parlando – che ci dà più prestigio e potere inteso come successo personale.
Quanto ci vantiamo della nostra intelligenza e quanto ci piace quando veniamo considerate delle persone intelligenti!
Quanto ci sentiamo “divini” nel nostro pensiero intelligente e quanto facciamo del male al prossimo con questo pensiero “divino” che considera ogni altro pensiero o modo di pensare, stupido, limitato, povero, non degno di ascolto. Quanto disprezzo genera questo idolo, in quanta supponenza ci trascina.
In altri, quanto timore di dire per paura di essere “giudicati male”, quanto silenzio per paura di essere feriti nell’intimo, quanta sensazione di deferenza per altre persone “intelligenti”, quanto (troppo) ascolto del giudizio altrui e non di Dio, quanta sofferenza nel negarsi la parola o l’espressione …
Quante brutte cose genera questo idolo, questo falso dio che pone noi stessi al di sopra di Dio e dello Spirito Santo (sia dalla parte di quelli che si sentono “illuminati” e sia dalla parte di quelli che si sentono mancanti di ogni tipo di luce).

Quale barriera esiste in noi e proprio nel pensiero causa ed origine di ogni male, anche e soprattutto di quello di cui parla San Paolo …
Ecco, forse, perchè c’è bisogno di questa forza prorompente, rumorosa, devastante e che – brucia con le lingue di fuoco sacro nella conclusione dell’evento, ogni nostra barriera.
E’ la seconda nostra Resurrezione, è – credo – la stessa lotta che il Figlio di Dio ha sostenuto il Sabato Santo quando ha strappato i figli di Suo Padre dalle mani delle tenebre, quando Dio Padre entra nella storia umana per reclamare la Sua paternità.
Là (Sabato Santo), siamo stati strappati come “corpo”, oggi (Pentecoste di sempre) veniamo strappati come spirito, come pensiero, come il motore di tutto il nostro esistere.
Ciò che è avvenuto nell’oscurità “degli inferi” nella notte e silenzio del Sabato santo, nascosto agli occhi di tutti, all’insaputa di tutti; oggi nella Pentecoste avviene oggi sotto gli occhi di tutti, in modo sensibile a tutti, nessuno escluso.

E nasce una invocazione, un desiderio bambino malconfessato (perchè se ne ha vergogna, perchè non “sarebbe” giusto in base al “beati coloro che crederanno senza vedere”) di dire: “Signore mio, fatti vedere, fatti sentire, vieni incontro a noi che abbiamo bisogno di vicinanze concrete. Ti prego Signore mio, rispondimi in modo tale che io davvero senta perchè solo così saprò se è bene o male ciò che penso e compio.

Auguri a tutti i “predicatori di Dio” perché, se il Giovedì Santo è il “compleanno” dei sacerdoti (ministeriali e comuni … ma più ministeriali), oggi è un altro compleanno che rende adeguati al Ministero: è il compleanno dei predicatori che rende tutti confessori e testimoni della Fede.

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One Comment leave one →
  1. 23 maggio 2010 14:57

    Buona PENTECOSTE!!!!!!!

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