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Inno all’ignoranza

18 maggio 2010

Il titolo è un pò forte, ma vorrei solo condividere l’impressione (auspicabile) di sentirsi degli ignoranti davanti alla Parola di Dio, davanti al Signore Gesù.

Qualsiasi sia la nostra formazione ed informazione, qualsiasi sia la nostra cultura in fatto di teologia e non solo, è piccola ed insignificante davanti al Signore: sono piccole parole di figli che balbettano per conoscere nella vita e sulla propria pelle il Signore.

E’ un atteggiamento di chi, con amore, “dice a Papà” cosa ha scoperto e dona queste scoperte a tutti, ma – ahimé – ci sono anche i fratelli maggiori, quelli che “sanno tutto” e impongono di tacere.

Come  vorrei che tutti assomigliassimo al nostro Papa, così formato, così pieno di “sapere”, ma con gli occhi di un bambino che sa perfettamente di essere un ignorante davanti a Dio.

Come vorrei che il nostro Papa sentisse personalmente il “grazie” di ogni persona e che personalmente il sorriso carico di affetto che dei perfetti sconosciuti hanno nel cuore per lui.

L’ignoranza, questa sensazione di ignoranza, credo sia la strada per lo Spirito Santo, credo sia il nostro personalissimo Cenacolo, il luogo dove ogni dono ci viene donato come seconda pelle ed altro cuore, anzi “un cuore nel cuore”.

Persino Gesù su determinate cose ammette di “non sapere” .

Da questa sensazione di ignoranza nasce quello straordinario dono del “non giudicare, non disprezzare, non allontanare e non dividere”, nasce l’ascolto a tutto perché convinti che in tutti c’è una Parola di Dio che si scrive giorno dopo giorno rivelando Dio in modo semplice e quasi infantile.

Da questo straordinario dono (che tanto dono non pare visto che detestiamo l’ignoranza) nasce e fiorisce la preghiera appassionata come quella, lunghissima e commovente, riportata da Giovanni nel cap. 17.

Dicono che  i cattolici brillano di ignoranza riguardo Dio ed alla Sua Parola e – addirittura – si vantano di questa ignoranza quasi fosse una garanzia di Fede autentica, quasi fosse una testimonianza dello Spirito Santo … bene, fino  a ieri, mi irritavo su questa accusa così poco gentile, ma ora, oggi, dico:

“Sì, sono ignorante e reputo questo un dono perché non precludo nulla, non escudo nessuno ed accolgo tutto e tutti. Sì, sono ignorante anche riguardo il bene perché – pensando troppo – potrei confondere il male per il bene. Sì, sono ignorante ed è per questo che mi accoccolo tra le braccia del Signore con un semplicissimo: non capisco, aiutami, ma lasciamo qui nel Tuo cuore perché è qui che trovo Te e trovo tutti”.

Non so se questa è una preghiera, di certo nasce spontaneamente dal cuore.

Credits:
foto presa da qui.

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