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I ponti della Parola di Dio

30 aprile 2010

Mi è capitato di far memoria di tutti i Vangeli da domenica 18 aprile a domenica 2 maggio dove – finalmente – Gesù dà il Comandamento supremo:
“Amatevi gli uni, gli altri come Io ho amato voi”
Quindi, la domenica della missione e dello stile di questa missione.
Ma la settimana dal 18 aprile al 25 aprile era tutta “centrata” nel pane come nutrimento (e anche del companatico: i pesci) e nel pane come nutrimento spirituale.
(quando parlo di spirituale parlo del motore della vita reale e concreta, quel motore, quel sale che modifica nel gusto la nostra vita).

Poi, da domenica 25 aprile a domenica 2 maggio, tutto è “centrato sulle pecore e sul Pastore con tutte le variazioni del caso.
Quindi – dato che la caratteristica delle pecore e del Pastore – è quella di muoversi sempre, direi che Gesù ci sta dando una visione dinamica della Fede che non si ferma dove è.
Questa dinamicità della Fede, questo movimento credo sia in senso reale che in senso affettivo perché – come dirà proprio il Vangelo di domenica 2 maggio – l’amare (e non l’amore che è sempre un concetto che si presta un po’ a  tutto e non è  detto che sia davvero amore) o cresce o muore.
L’amare non conosce “stasi”, magari cambierà la velocità, ma non è mai statico.
Questa è una  cosa che ognuno di noi conosce molto bene (nessuno ha provato la noia nelle amicizie quando sono date troppo “per scontate”? … Nessuno sente la polvere negli affetti di famiglia?).
Bene, con questo “ponte di 15 giorni, Gesù ci sta dicendo una cosa molto importante e abbastanza umana:
prima ci alimenta con Sé stesso, poi ci cura e custodisce con il Suo Spirito ed infine … si parte!!!

Credo, però, che dentro questo ci sia un’ulteriore tentazione da sconfiggere: quella di essere convinti che “si parte” una sola volta … ed invece è una partenza quotidiana.
Una cosa tipo i giochi “a livello”: si arriva ad un livello e poi si riparte per il successivo e via di questo passo, ma se non si riesce a superare il “livello” precedente, allora – a titolo terapeutico – si ritorna da capo.
In questo modo (grande educatore è Dio Padre) nessuno si sente mai arrivato, nessuno si sogna di giudicare l’altro o di sentirsi migliore e tutti hanno l’atteggiamento di Pietro che dice: “Alzati, sono solo un uomo!!!”
Mi piace questo cammino … mi piace proprio … specialmente in questi giorni che continuo a ritornare al 1° livello.
Oh, alla fine imparerò pure no? E se proprio non “vincerò” in tutto, almeno i “fondamentali” li avrò ben in testa avendoli ripetuti migliaia di volte.

Credits:
La fot
o è di Tanino, è stata presa da questo articolo. Grazie

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