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Come Nicodemo

28 aprile 2010

Dedicato a tutti i “Nicodemo” che si lasciano affascinare da Gesù

LETTURA
Lettura degli Atti degli Apostoli 10, 23b-33
Il giorno seguente Pietro partì con gli uomini inviati da Cornelio e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono. Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato. Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!». Poi, continuando a conversare con lui, entrò, trovò riunite molte persone e disse loro: «Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri; ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo. Per questo, quando mi avete mandato a chiamare, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale ragione mi avete mandato a chiamare». Cornelio allora rispose: «Quattro giorni or sono, verso quest’ora, stavo facendo la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste e mi disse: “Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e Dio si è ricordato delle tue elemosine. Manda dunque qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli è ospite nella casa di Simone, il conciatore di pelli, vicino al mare”. Subito ho mandato a chiamarti e tu hai fatto una cosa buona a venire. Ora dunque tutti noi siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato».

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 7, 40b-52
In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».

Propongo queste letture della liturgia ambrosiana per la giornata di oggi.

Io, quando le ho lette (all’alba), ho fatto un sobbalzone e tante domande (su me stessa) mi sono affiorate alla mente.

Immediatamente queste parole sono diventate immagini che si sono “specchiate” con le immagini del nostro essere Chiesa, cristiani, fratelli (un po’ storditi) di Gesù e figli di uno stesso Padre.

Non pongo domande, ma spero con tutto il cuore che ne nascano in quanti si ritroveranno a guardare in questo “specchio” così luminoso e tenero che manda in frantumi il nostro (mio) un po’ troppo supponente.

Ieri – e non so per quale strano motivo – un ateo (di quelli testardi, ma con un cuore immenso e leale) – mi ha confidato le sue esperienze “mistiche” in luoghi sacri.

Ovviamente, non ha rinunciato alla sua strada da “ateo”, ma ricorda con immensa nostalgia quella pace che invadeva ogni sua piccola cellula.

Io ho sorriso (gioiosa) e ho sensibilmente sentito la mia Fede abbracciare quest’uomo … al cui confronto, io, mi sono sentita piccola, piccola …

Ridendo, poi, gli ho detto: “Devi essere un grand’uomo, se per te il Signore si è “scomodato” così” …

La cosa buffa, è che questa persona, ha – in qualche modo – agito come Nicodemo ponendo come 1° valore essenziale il rispetto per Dio (per ogni Dio di tutte le religioni che conosce bene essendo di “medici senza frontiere”) …

Vi assicuro che quel discorso così intimo e delicato l’ho vissuto come un’autentica Messa dove ho visto incarnarsi il Signore tra le mura di uno studio medico.

Credits:
La fot
o è di Tanino, è stata presa da questo articolo. Grazie

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One Comment leave one →
  1. 29 aprile 2010 09:31

    E’ vero, Anna, sono due letture che fanno sobbalzare e pensare a tanti aspetti dei nostri comportamenti.
    E grazie per aver condiviso l’episodio con il tuo amico ‘ateo’ – bello!

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