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La cura di Gesù, la cura del Padre

18 aprile 2010

“Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare»”

Strane parole in bocca a Gesù nel Vangelo di oggi.

  1. Come mai Gesù chiama i suoi amici “figlioli”? Non l’ha mai fatto, non li ha mai chiamati così.
  2. Dove, Gesù, ha preso il pane ed il pesce che era già sulla brace, visto che gli apostoli gli avevano detto che non avevano nulla da mangiare?
  3. La richiesta di Gesù era per lui o per gli apostoli? Per chi ha chiesto da mangiare: per Lui o si è preoccupato del fatto che gli apostoli erano digiuni?
  4. Questo “digiuno”, questa fame era solo la fame fisica o un altro tipo di fame? Da come inizia la pericope, dall’aria di tristezza e delusione che gira tra le prime parole, pare più un altro tipo di fame.
  5. Se c’erano già dei pesci sulla brace, come mai Gesù ne ha chiesti ancora da quelli che avevano appena pescato? Era insufficiente quello che c’era oppure significa qualche altra cosa?
  6. Perché Gesù ha indicato di gettare le reti a destra e non a sinistra? Non è che quella destra è la parte che il Figlio occupa in fianco al Padre e quindi nel Figlio tutto è possibile ed ogni fame è saziata?

Per ora solo domande e aspetto le prossime ore, magari giornate, a mettere in ordine le risposte che mi si affacciano alla mente.

Di certo, come Tommaso già aveva identificato con quel “Mio Signore e mio Dio”, su quella riva non c’era solo Gesù, ma anche Dio Padre … mentre lo Spirito Santo si stava “dando da fare” per far trovare il modo agli apostoli di sfamarsi e saziarsi di speranza e fiducia … oltre che a saziare la fame fisica.

La Trinità inizia a manifestarsi con delicatezza, con discrezione soccorrendo, aiutando e rendendosi capibile ed “assimilabile” da chi non ha più la forza.

E’ un amore immenso che supera tutto e si manifesta nelle piccole cose umane … E’ Dio che si ricorda delle esigenze umane … E’ Spirito e corpo che – finalmente – trovano l’unità.

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10 commenti leave one →
  1. 18 aprile 2010 21:17

    Li avrà chiamati figlioli perché è salito al Padre?

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    18 aprile 2010 22:06

    Mah! A sentire Gesù nelle parole a Maria, al Padre ci è salito con l’Ascensione.
    Tra l’altro è anche “strano” che chiami “figlioli” gente che è “avanti con l’età” come Pietro.
    Credo ci sia di più, molto di più … solo che non riesco a fermare le tante considerazioni, ma credo anche che tutte queste “stranezze” devono stare insieme perchè solo considerandole insieme potrebbero indicare un accenno di risposta giusta.
    Non ho fretta e mi lascio cullare da questo Vangelo che – pur non soffermandomi volontariamente in meditazione – riesce a rimanere attaccato al pensiero.

    Eh eh … :.D … pare stia lavorando da solo, pare che sia un dialogo strattissimo e molto “privato” tra la coscienza ed il pensiero.

    Ciao

  3. 19 aprile 2010 15:20

    Domande giuste, Anna 🙂
    E mi ci stai facendo riflettere anche a me!

    So solo una cosa: che con questo episodio, dove Gesù chiama i suoi apostoli ‘figlioli’, ho messo a tacere molti testimoni di Geova che volevano dimostrarmi che Gesù non era Dio 😉

  4. 19 aprile 2010 16:32

    È una sorta di maturazione – come dire: figlio e padre insieme – può chiamare figlioli coloro che prima erano amici e fratelli.

    Mi viene in mente quel bel momento del cammino verso Emmaus. Gesù gli si avvicina e gli chiede “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”.
    Domandò: “Che cosa?”.

    Io l’ho sempre trovato un momento molto simpatico. Gesù che si avvicina e domanda ciò che già sa, che aveva vissuto in Prima Persona. Gli domanda “Che cosa?”

  5. 19 aprile 2010 22:22

    Leggendo la meditazione sul messalino, è come se Gesù chiedesse da mangiare, chiedesse lui l’elemosina (forse anche per questo l’uso del termine figlioli).

    Quindi è Gesù che chiede, ma è poi Gesù che da, che offre.

  6. Anna (da Nicodemo) permalink
    19 aprile 2010 23:20

    E adesso come faccio a rispondere a tutti e a tutte queste belle riflessioni? 😦
    Parto dall’ultima di Riccardo.
    Guardando questo Vangelo dall’inizio alla fine, dal “figlioli” al “Pasci le mie pecorelle” e “Seguimi” … direi che è il momento in cui sta “replicando” l’Ulima Cena, si fa Lui pane, Lui nutrimento, Lui è nel Padre ed il Padre ha mandato Gesù come nutrimento nostro.
    Il “seguimi” difatti, viene proprio dopo quella richiesta a Pietro del suo amore che – volendo vedere – è ancora più simpatica delle parole rivolte da Gesù ai discepoli di Emmaus.

    Quel “pane e pesci” che già stavano arrostendo – forse – era Lui che si donava per essere nutrimento.

    Forse (e pare sia confermato dal Vangelo di oggi)è:
    “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo»”

    Forse, quel “figlioli” viene dalla voce di Gesù, ma è il Padre che parla in Lui.

    Forse, non chiede l’elesomina (lo avrebbe chiesto in altro modo) e poi, visto che pane e pesci li aveva, perchè chiedere?
    Credo sia pura preoccupazione nata dall’affetto, vero, autentico ed autenticamente umana – cosa da far tremare i polsi – che viene da Dio Padre.

    A guardare Pietro, poi, salta all’occhio del cuore, che – oltre alla richiesta di una dichiarazione di amore (e non solo di bene) – tempo prima Pietro è stato definito da Gesù “pescatore di uomini” (pesca a destra), poi – qui – “pasci le mie pecorelle” … Due condizione di ricerca degli affamati (ripescare dal mare delle difficoltà) e – poi – di sostentamento degli affamati (“pascere” significa “portare al nutrimento, al pascolo”).

    Quindi …. sono anch’io dell’idea di Gabriella e di Riccardo con una piccola variazione: la paternità di Dio è anche matermità di Dio che da sé stesso trae il nutrimento per i Suoi figli.
    Nutriti da Dio con Gesù e come Gesù anche noi dovremmo – forse – diventare nutrimento per il prossimo e …. poco importa se è nutrimento fisico e concreto o nutrimento spirituale perchè abbiamo un gran bisogno dell’uno e dell’altro.

    Grazie … ma ho ancora delle domande in sospeso … eh eh :-S

  7. 20 aprile 2010 21:45

    Anna, ci hai lasciato molti spunti su cui riflettere. La Parola, ci si accorge sempre di più, è come un lievito che cresce dentro.

    Il “figlioli”, unisce quindi il Padre e la Madre di Dio?

    L’elemosina cui accennavo, è inteso come un chiedere, chiedere e domandare qualche cosa, non perché Gesù ne avesse necessità, ma perché fruttificasse una risposta e un riconoscimento. Nel momento in cui arriva il riconoscimento e la risposta da parte degli apostoli, ecco che è poi Gesù a dare il cibo. Cibo che è appunto come dici tu Anna, di vita eterna, come nell’istituzione dell’Eucaristia.

    È interessante anche notare che Gesù pone tre domande sempre diverse, mentre Pietro risponde sempre uguale. Gesù parte alto e si abbassa sempre più verso l’uomo, fino al mi vuoi bene:
    L’amare più di costoro, degli altri;
    L’amare me Gesù;
    Mi vuoi bene?

    Pietro non ha ancora questa capacità e risponde sempre uguale.

    Grazie Anna.
    Pace e Bene
    Ho tanto da imparare.

  8. Anna (da Nicodemo) permalink
    20 aprile 2010 22:28

    Sì, per me quel “figlioli” è proprio l’unione perfetta della paternità e maternità di Dio (come è da sempre).
    La premura di Dio è completa, totale e fisica: le dimensioni di paternità e maternità.

    Io sono sempre più convinta – anche seguendo il Vangelo di oggi che ribadisce questo “pane di vita” che è Gesù – che non si tratta di un chiedere l’uno all’altro e poco importa che sia Gesù o gli apostoli, ma è una sorta di darsi l’uno all’altro.
    Si è ribaltata totalmente la situazione del “chiedete e vi sarà dato” … totalmente e profondamente.

    Addirittura pare che Gesù abbia imparato la lezione di Maria alle Nozze di Cana ed ha anticipato la necessità!!!! Ed è qui che si manifesta la maternità di Dio.

    Ripeto è una cosa che fa tremare i polsi al solo pensiero … è una cosa a cui si fa fatica a credere possibile e – soprattutto – contrasta in modo spaventoso con quanto viviamo ogni giorno, con le nostre difficoltà … al punto che tanti che sono messi con le spalle al muro si ribellano a questa immagine che pure esiste nella forma si sostegno impercettibile, ma efficace nelle difficoltà (spesso enormi ed esagerate) che molta gente sopporta.

    Difficoltà che – come Pietro – siamo chiamati a sollevare togliendo dal mare della disperazione troppa gente che non ce la fa a contrastare certe situazioni. Ecco Pietro-pescatore.

    Sulle 3 richieste di Gesù e le tre risposte di Pietro … bé … è una cosa che mi ha sempre “preso il cuore” così tanto che – quando è successo che un sacerdote in una Messa ha messo le 3 domande di Gesù tutte uguali in “mi vuoi bene tu, più di costoro – ho dato i numeri ed ho perso letteralmente la pazienza.

    Gesù chiede amore e non solo un bene tiepido, chiede passione, chiede sentimento profondo e totale perchè Lui per primo ha questo sentimento per noi. Tra l’altro è tenerissimo questo Gesù che è Figlio di Dio che “chiede” “mi ami?” … Dai, Lui che sa tutto, Lui che “potrebbe essere al di sopra del nosto amore” ci tiene al nostro amore ed esagera (è nello stile di Dio l’esagerazione ed il “di più”). Qui, sì che Gesù pare quasi “elemosinare” un amore … ed è una cosa struggente e fa crollare in ginocchio. Non facciamo forse anche noi così con la persona che amiamo? … Comportamenti umani, Dio che si traduce in umano … Roba da rimanere folgorati.

    Pietro, invece, poverino … non è che non riesce a dire “Sì, ti amo” … direi piuttosto che – nel carattere generoso di Pietro – è:
    1) quel “più di costoro” che lo sconvolge, quando tra i “costoro c’era anche Giovanni. Credo, sia rimasto paralizzato davanti a questa richiesta e temo che Gesù lo stesse provando proprio su questo, proprio sulla sua misericordia e rispetto nei confronti degli altri apostoli. Pietro, difatti, non si mette al di sopra degli altri, il “più” degli altri, no, Pietro è rimasto “con gli altri” … rispettando e seguendo quello che Gesù aveva indicato nell’Ultima Cena: “il primoo sia l’ultimo”!!! E’ qui che Pietro si riscatta, è qui che Gesù capisce che è adatto per la Chiesa. Pietro amava davvero Gesù, non solo Gli voleva bene e lo ha dimostrato più volte e non ultima quel buttarsi in acqua di poco prima per raggiungere più in fretta Gesù.

    2) Pietro si ricordava benissimo che lo aveva rinnegato, cosa che non avevano fatto gli altri … Pietro aveva ancora nel cuore questo dolore e non se l’è sentita di “mettersi sopra gli altri”

    Boh … Grazie a te Riccardo … grazie davvero.

  9. Nicodemo (di notte) permalink*
    21 aprile 2010 22:27

    Belle le riflessioni che ho letto nei commenti; che Dio sia padre e anche madre è una mia recente scoperta, ed ogni giorno di più ne trovo conferme.
    Circa il “portare il pesce che abbiamo pescato”:
    mi fa pensare che l’Eucaristia sia l’unione tra la divinità di Dio ed il “fare” dell’uomo;
    mangiare il pane di vita è possibile se anche io mi adopero per preparalo.
    Grazie a tutti per i vostri commenti, arricchiscono molto.

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  1. Pesci e pane « Nicodemo (di notte)

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