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Gesù sta in mezzo a noi

13 aprile 2010

Commento al Vangelo del 11 aprile 2010, II domenica di Pasqua (anno C) 

+  Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Gesù viene
Anche se sono rinchiuso nelle mie oscurità, abbracciato alle mie paure, immobilizzato dai pesi delle dei miei peccati, GESU’ VIENE.
Di sua iniziativa e senza “chiedere permesso” lui entra e mi raggiunge là dove io sono.
2000 anni fa. Ieri. Oggi. Sempre.
Non chiede permesso per entrare, ma chiede a me di accettare la sua amicizia, portandomi in dono ciò che mi è necessario: lo Spirito, la Pace, Lui stesso.
Anche se nel momento in cui è venuto non ero in casa, oppure se ero distratto e non mio sono accorto della sua presenza, ebbene Lui ritorna ancora una volta, proprio per me che “ero fuori”.
Ritorna per recuperare anche gli assenti, anzi sembra proprio che si voglia prendere più cura di chi più dubitava.
Si manifesta a tutti, ma ritorna per farsi toccare da me che non c’ero.
Non si presenta a mani vuote, no. Porta in dono quello di cui necessito maggiormente: la pace, la sua pace, e lo Spirito di Dio.

Gesù sta in mezzo a noi
Sulla croce non è finito tutto, Gesù non è morto per ritornare dal Padre, ma continua a stare in mezzo a noi.
Nonostante la mia incapacità di vedere oltre alle porte chiuse del mio orgoglio, Lui si ferma con noi nell’ottavo giorno, quello della resurrezione; è il giorno che ricordiamo ogni domenica celebrando la santa messa.
Ci penso ogni volta che mi ritrovo con chi crede come me in Cristo risorto, che sta succedendo un miracolo: Gesù è presente in mezzo a noi; anche se il mio vicino di banco mi sta antipatico e no sopporto il suo modo di fare, anche se sto pensando a tutto fuorché al sacrificio eucaristico … anche se … Gesù è in mezzo a noi.
Ah, se capissi di ri-vivere questo momento, nulla sarebbe più bello che gridare forte “Gesù è qui con noi !!!”.

Vedere-toccare-credere
A volte mi sembra di essere come quei bambini che hanno bisogno di verificare di persona quello che gli adulti dicono loro.
La necessità di fare esperienza della mia fede è umanamente comprensibile, ed in questo Gesù stesso mi viene in aiuto dicendomi: “sono qui, sono venuto proprio per te, avvicinati e toccami”.
Ed io, che sono il fratello gemello di Tommaso, voglio assicurarmi di quanto Lui mi dice; ma nell’esatto istante in cui mi muovo, capisco che chi mi chiama è il Signore stesso, attraverso il suo Figlio.
Questa comprensione è possibile grazie all’azione dello Spirito Santo che Gesù ha donato morendo in croce, e che continua a donare ogni volta che se ne fa richiesta.
Ecco manifestata anche la Trinità; Tommaso riesce a comprendere che Gesù è Dio stesso perchè può “mettere insieme i pezzi” grazie al dono dello Spirito.

Quando gli altri hanno ricevuto, tu puoi ancora ricevere, perchè Dio è sempre lì.
(proverbio del Burundi)

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2 commenti leave one →
  1. Anna (da Nicodemo) permalink
    15 aprile 2010 08:32

    E’ sempre molto bello chi onestamente ammette di avere bisogno di “toccare” il Signore, di “vederLo”, di “parlarGli” … Come sarebbe tutto più facile!!! Quante difficoltà in meno, quelle difficoltà si potrebbero evitare di quando non si sa – per quanti esami di coscienza si facciano – se è bene ciò che dobbiamo fare o meno.
    Come vorrei in questi casi (molto frequenti per me) averLo davanti e sentire la Sua Parola diretta e perfettamente calibrata sulla mia domanda.
    Sì, certo abbiamo il Vangelo, ma esiste anche il dubbio nel dubbio … quell’insidioso “ma come puoi essere sicura? Non è una personale intepretazione di una Sua Parola?” … ed è lo sbandamento totale, è quel momento in cui tutto il mio “orgoglio” mistificato salta fuori, quell’orgoglio di “fare da soli” senza di Lui e non lasciarsi “prendere” da Lui.

    Lo Spirito Santo c’è comunque – credo – anche se non viene richiesto, anche se Lo si allontana … Lui soffia sempre dove vuole, quando vuole, su chi vuole … Credo che lo Spirito Santo sia davvero lo Spirito di Carità che si posa sul nostro pensiero (sempre indaffarato a cercare qualcosa da fare), si posa sul nostro cuore sempre affamato d’amore … pervade ogni nostra cellula …

    Spesso mi sono trovata a non considerare il “Gesù è in mezzo a noi”, ma a considerare questa verità ribaltata “Noi siano in mezzo a Gesù, nel Suo cuore e viviamo PER/CON/IN LUI”. E’ un salto vertiginoso che fa perdere la testa, ma che ridona perfettamente i nostri indispensabili “piedi a terra e cuore nei cuori e occhi in cielo”.

    Gesù ritorna sempre all’8° giorno, il giorno senza tempo, fuori dal tempo, fuori dai nostri schemi di tempo, il giorno dopo la settimana che non è il primo giorno della settimana successiva, ma è l’Alfa e l’Omega di ogni tempo, è il giorno della nascita … ed è in questo giorno che noi ri-nasciamo e spesso con la stessa coscienza di un neonato quando nasce: solo la coscienza di correre verso la Vita e verso la Luce. Il giorno in cui vince l’istinto di conservazione spirituale.

    Grazie Nicodemo …

  2. 18 luglio 2010 06:51

    sì, come dici: l’esperienza del Risorto è possibile! Forse è questa la mistica del terzo millennio.
    Tanino

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