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Erode Antipa (in cerca di AUTORE)

31 marzo 2010

(Puoi anche vedere il “sommario” delle puntate)

Eccoci ad Erode Antipa.

Non nego che non mi sta molto simpatico, anche se – in confronto al padre Erode il Grande – era un angioletto.

Secondo le lettere di Pietro è lui il vero responsabile della morte di Gesù, è lui – dicono – che avrebbe potuto fermare la mano dei farisei, del Sinedrio.

Un uomo a metà, un uomo rovinato dall’inizio, da piccolo, ubriacato ed alimentato fin da piccolo dalla diffidenza, dal potere, dal piacere … Un pover’uomo, insomma.

Ma non è  per questo che non mi sta simpatico, quanto – piuttosto – che è un recidivo di professione. Di occasioni ne ha avute tante, ad iniziare da Giovanni; qualche “movimento” verso  il bene l’ha avuto, ma poi … ha ceduto al “tutto qui e subito perché posso”.

Come per gli altri personaggi, però, non è tanto quello che ha fatto, ma quanto ci potrebbe aiutare a – come dire – rimuovere eventuali pericoli.

Non è detto che dobbiamo arrivare alle “nefandezze” di Erode, ma certe origini del comportamento di Erode potremmo ritrovarle (in piccolo) anche in noi.

Senza andare a prendere le “rinunce”, le varie povertà c’è – di fatto – l’immagine che il cristiano sia un perdente, un debole, un vinto e – a volte – pure ingenuo.

E che caspita, come si fa a stare al passo con un’immagine così?

Il problema grosso è che ci fermiamo un po’ troppo sul Gesù perdente e sconfitto dalla falsità e non guardiamo, invece, (e come dovremmo) alla determinazione (dolce determinazione) di Gesù che ben conosceva la Sua potenza e che non l’ha “impugnata” per difendersi come vorremmo da un Dio.

La curiosità e l’interesse di Erode su Gesù è autentica, ma è autenticamente sbagliata. Erode vorrebbe – credo – vedere l’eccezionale, avere – in definitiva – qualcuno a cui rivolgersi in caso di bisogno, in quei casi dove la scienza/intelligenza umana non può arrivare.

La curiosità e l’interesse (proprio) di piegare la potenza di Dio su noi stessi, sulle nostre richieste per svellere quei limiti umani che … ci fanno sentire troppo “umani” e deboli.

Una curiosità che … dai … anche noi potremmo provare.

Erode non è poi così distante da noi, non è in posizione contrastante con quello che noi crediamo di essere.

E’ la stessa curiosità del “popolo”, della folla che chiedeva miracoli.

Erode chiedeva gesti, atti concreti consoni a quel desiderio di potere su tutto e tutti.

Erode trattava Dio come un “mago” con una spiritualità piegata alla magia.

E non è che oggi andiamo meglio con questo spiritualismo crescente.

E Gesù disattende questa curiosità, perché Lui viaggia su un’onda più bassa e più profonda: Lui viaggia sul cuore e nel cuore … Lui entra nel pensiero … Lui non vuole piegare l’uomo a Dio, ma vuole che l’uomo spontaneamente si pieghi a Dio, si consegni fiducioso perché sa che solo così NON SARA’ MAI SOLO.

Ecco il problema di fondo di Erode, un uomo solo, orribilmente solo … Così solo che per esorcizzare questa solitudine che gela il cuore è disposto a cedere a qualsiasi ricatto per una compagnia anche falsa.

Erode è un uomo che soffre di nascosto, ma di questa sofferenza non ne fa la luce e non lascia che tracci la strada per la arrivare alla coscienza di non essere mai soli se nel cuore c’è Dio Padre.

Gesù non offre i suoi “miracoli” in cambio della “vita”, ma offre la “vita” in cambio del miracolo della conversione.

Erode, in quel momento non l’ha capito, in  quel momento si è sentito “preso in giro” da Dio, in quel momento si è sentito ancora più solo, più indifeso se neppure con il suo “potere” di “salare” Gesù è riuscito ad avere da Gesù quello che desiderava.

La curiosità di Erode allora si tramuta in rabbia, in scherno ed …. in un’ulteriore solitudine con un certo senso di disagio perché – temo – che in fondo al cuore sapeva di sbagliare.

Ripeto è un uomo che ha sofferto tanto e che ha fatto soffrire ancora di più, un uomo solo che cerca conforto negli “uomini potenti” …

Difatti, nel Vangelo di Luca si dice che “Erode e Pilato divennero amici” …

Ecco … forse in questo “diventare amici” dove prima c’era discordia, questo diventare amico di Pilato che – di fatto – era un uomo leale … forse, forse ha aperto una porta anche al disprezzato (da noi) Erode.

La cosa strana, poi, è che i farisei e gli anziani progressivamente vengono isolati … e neppure Erode riesce a condannare Gesù.

Erode ha trovato il suo Autore? Credo di sì, spero di sì … non sta a me (come non sta a nessuno dirlo), ma di fatto questo Erode – in alcuni momenti della vita – potrebbe aiutarci a non prendere delle cantonate pazzesche in fatto di Fede.

Erode è un personaggio emblematico, ma che mi ha sempre messo in guardia sulla “curiosità” della Fede, sul “pretendere” la vicinanza sensibile del Signore (la famosa preghiera “con gusto”), sulla richiesta di “segni” fatta “pestando i piedi” come i bambini quando fanno capricci, sull’agitazione che troppo spesso ci prende (anche nel “fare carità”) …

Anche Erode ci può aiutare, anche Erode ha testimoniato la grandezza di Gesù ponendo il come confronto la falsa grandezza umana.

P.S.: ho sempre fatto molta fatica a fermare il pensiero su Erode, in qualche modo l’ho sempre temuto e credo che non sarà così sentito come gli altri personaggi questo post … ma anche a lui un grazie perché per il suo errore ne possiamo evitare altri compiuti da noi oggi.

Credits:
Immagine presa da qui.

Uff!!! Eccoci ad Erode Antipa.

Non nego che non mi sta molto simpatico, anche se – in confronto al padre Erode il Grande – era un angioletto.

Secondo le lettere di Pietro è lui il vero responsabile della morte di Gesù, è lui – dicono – che avrebbe potuto fermare la mano dei farisei, del Sinedrio.

Un uomo a metà, un uomo rovinato dall’inizio, da piccolo, ubriacato ed alimentato fin da piccolo dalla diffidenza, dal potere, dal piacere … Un pover’uomo, insomma.

Ma non è  per questo che non mi sta simpatico, quanto – piuttosto – che è un recidivo di professione. Di occasioni ne ha avute tante, ad iniziare da Giovanni; qualche “movimento” verso  il bene l’ha avuto, ma poi … ha ceduto al “tutto qui e subito perché posso”.

Come per gli altri personaggi, però, non è tanto quello che ha fatto, ma quanto ci potrebbe aiutare a – come dire – rimuovere eventuali pericoli.

Non è detto che dobbiamo arrivare alle “nefandezze” di Erode, ma certe origini del comportamento di Erode potremmo ritrovarle (in piccolo) anche in noi.

Senza andare a prendere le “rinunce”, le varie povertà c’è – di fatto – l’immagine che il cristiano sia un perdente, un debole, un vinto e – a volte – pure ingenuo.

E che caspita, come si fa a stare al passo con un’immagine così?

Il problema grosso è che ci fermiamo un po’ troppo sul Gesù perdente e sconfitto dalla falsità e non guardiamo, invece, (e come dovremmo) alla determinazione (dolce determinazione) di Gesù che ben conosceva la Sua potenza e che non l’ha “impugnata” per difendersi come vorremmo da un Dio.

La curiosità e l’interesse di Erode su Gesù è autentica, ma è autenticamente sbagliata. Erode vorrebbe – credo – vedere l’eccezionale, avere – in definitiva – qualcuno a cui rivolgersi in caso di bisogno, in quei casi dove la scienza/intelligenza umana non può arrivare.

La curiosità e l’interesse (proprio) di piegare la potenza di Dio su noi stessi, sulle nostre richieste per svellere quei limiti umani che … ci fanno sentire troppo “umani” e deboli.

Una curiosità che … dai … anche noi potremmo provare.

Erode non è poi così distante da noi, non è in posizione contrastante con quello che noi crediamo di essere.

E’ la stessa curiosità del “popolo”, della folla che chiedeva miracoli.

Erode chiedeva gesti, atti concreti consoni a quel desiderio di potere su tutto e tutti.

Erode trattava Dio come un “mago” con una spiritualità piegata alla magia.

E non è che oggi andiamo meglio con questo spiritualismo crescente.

E Gesù disattende questa curiosità, perché Lui viaggia su un’onda più bassa e più profonda: Lui viaggia sul cuore e nel cuore … Lui entra nel pensiero … Lui non vuole piegare l’uomo a Dio, ma vuole che l’uomo spontaneamente si pieghi a Dio, si consegni fiducioso perché sa che solo così NON SARA’ MAI SOLO.

Ecco il problema di fondo di Erode, un uomo solo, orribilmente solo … Così solo che per esorcizzare questa solitudine che gela il cuore è disposto a cedere a qualsiasi ricatto per una compagnia anche falsa.

Erode è un uomo che soffre di nascosto, ma di questa sofferenza non ne fa la luce e non lascia che tracci la strada per la arrivare alla coscienza di non essere mai soli se nel cuore c’è Dio Padre.

Gesù non offre i suoi “miracoli” in cambio della “vita”, ma offre la “vita” in cambio del miracolo della conversione.

Erode, in quel momento non l’ha capito, in  quel momento si è sentito “preso in giro” da Dio, in quel momento si è sentito ancora più solo, più indifeso se neppure con il suo “potere” di “salare” Gesù è riuscito ad avere da Gesù quello che desiderava.

La curiosità di Erode allora si tramuta in rabbia, in scherno ed …. in un’ulteriore solitudine con un certo senso di disagio perché – temo – che in fondo al cuore sapeva di sbagliare.

Ripeto è un uomo che ha sofferto tanto e che ha fatto soffrire ancora di più, un uomo solo che cerca conforto negli “uomini potenti” …

Difatti, nel Vangelo di Luca si dice che “Erode e Pilato divennero amici” …

Ecco … forse in questo “diventare amici” dove prima c’era discordia, questo diventare amico di Pilato che – di fatto – era un uomo leale … forse, forse ha aperto una porta anche al disprezzato (da noi) Erode.

La cosa strana, poi, è che i farisei e gli anziani progressivamente vengono isolati … e neppure Erode riesce a condannare Gesù.

Erode ha trovato il suo Autore? Credo di sì, spero di sì … non sta a me (come non sta a nessuno dirlo), ma di fatto questo Erode – in alcuni momenti della vita – potrebbe aiutarci a non prendere delle cantonate pazzesche in fatto di Fede.

Erode è un personaggio emblematico, ma che mi ha sempre messo in guardia sulla “curiosità” della Fede, sul “pretendere” la vicinanza sensibile del Signore (la famosa preghiera “con gusto”), sulla richiesta di “segni” fatta “pestando i piedi” come i bambini quando fanno capricci, sull’agitazione che troppo spesso ci prende (anche nel “fare carità”) …

Anche Erode ci può aiutare, anche Erode ha testimoniato la grandezza di Gesù ponendo il come confronto la falsa grandezza umana.

P.S.: ho sempre fatto molta fatica a fermare il pensiero su Erode, in qualche modo l’ho sempre temuto e credo che non sarà così sentito come gli altri personaggi questo post … ma anche a lui un grazie perché per il suo errore ne possiamo evitare altri compiuti da noi oggi.

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