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Il centurione (in cerca di AUTORE)

29 marzo 2010

Oggi vediamo la figura del centurione romano, quello che ha esclamato “Veramente costui era un uomo giusto” (puoi anche vedere il “sommario” delle puntate).

Tanto per cominciare il centurione era:

  • un soldato
  • un uomo “duro”
  • uno che eseguiva gli ordini senza discutere e senza chiedersi il perché
  • uno che usava la violenza per ovvie ragioni
  • uno che non credeva (non veniva in chiesa, diremmo noi oggi)
  • uno che non sapeva nulla di Dio, di Cielo, di Scritture
  • uno un po’ arido, se vogliamo (sarebbe impazzito se ci avesse messo umanità nel suo “lavoro”)

Poi, la sua esclamazione, in cui non diceva che Gesù era veramente un uomo di Dio, il Figlio di Dio. No, ha detto solo che “era un uomo giusto”. Fantastico, Gesù che trova apprezzamento da un  pagano ed un pagano che non può fare a meno di dire – obbiettivamente – “Cavolo, che uomo!”

Ma cosa ha scatenato questa dichiarazione del Centurione? L’eclissi? Mica sarà stata la prima. Il velo squarciato nel Tempio? Che gliene importava a  lui?

Credo che quello che ha colpito il centurione, quello che ha “sfondato” la corazza che si era messa sul cuore (oltre a quella che indossava sul corpo) sono le parole che questo strano uomo di nome Gesù ha pronunciato dalla Croce.

Quello che gli ha ridato un cuore umano è stata la cura, la premura di Gesù sofferente dalla croce verso tutti e verso anche coloro che lo stavano uccidendo.

Come soldato ne avrà viste tante di morti così, ma nessuno mai di questi ha parlato come Gesù.

Si sarà chiesto sbigottito: “Ma come è possibile?”.

Si sarà detto: “Ma come hanno potuto giustiziarlo?”

Si sarà ricordato dei silenzi di Gesù davanti al Sinedrio, davanti ad Erode (era presente il centurione) e si sarà chiesto come mai adesso Gesù si metteva a parlare.

Fino a quel momento, il centurione,  pensava di avere un vita realizzata, pensava di essere un “brav’uomo”, pensava di sapere cosa farne della sua vita, la ragione della sua vita.

Fino a quel momento, il centurione, stava bene  con sé stesso e non prestava molta attenzione alla sua “umanità”, per lui c’erano solo due categorie di uomini: i nemici da combattere ed uccidere e gli amici da seguire ed ubbidire. Altro non sapeva.

All’improvviso, però, davanti a quest’uomo “folle e strano” di nome Gesù si  è sentito come sradicato, come senza senso, come senza cielo, come se la vita non fosse quella che fino a quel momento aveva vissuto.

Non c’era nessun autore nella sua vita, si è sentito “vivo per caso”, si è accorto che esiste qualcosa (di cui ancora non conosceva il nome) che è il propellente di ogni vita sia essa da credente o meno.

Al centurione si è spalancato il Cielo sopra la testa, dentro il suo cuore, pervaso il suo pensiero, inondato il suo corpo ed il suo sangue non era più lo stesso di prima: ora aveva nelle sue vene lo stesso sangue di Gesù, lo stesso sangue del Figlio di Dio, di quell’uomo moriva davanti ai suoi occhi che – credo – si saranno riempiti di straordinarie e sconosciute lacrime.

Il centurione è stato il primo convertito sotto la croce, dopo la morte di Gesù . Il primo convertito da un credente.

Il centurione ha trovato finalmente l’autore della sua vita e del suo essere uomo … e lui non aveva mai parlato con Gesù, non lo aveva mai cercato, ma gli è bastato vedere.

Di suo il centurione aveva solo una “grazia” di fondo: quello del dubbio positivo, quello di essere leale, quello di essere semplicemente uomo aperto a tutto.

Credo che in questa Settimana Santa dovremmo diventare un po’ tutti centurioni e scordarci un po’ di tutto per ricordarci solo le tante parole di Gesù e – soprattutto – ricordarci che ….

Gesù è l’uomo delle Beatitudini, Gesù le ha vissute tutte, Gesù ha detto che sono possibili per ogni uomo … ed è possibile anche sopportare l’ultima Beatitudine che è quella che sta vivendo ancora oggi in questa Settimana Santa.

Credo che il centurione sarà salito al Golgota con il viso serio e gli occhi freddi, ma sarà sceso con il viso sorridente e gli occhi di chi ha visto ed ha vissuto l’enorme tenerezza di Dio su sé stesso attraverso  un uomo di nome Gesù.

E noi … che visi avremo Giovedì Santo e Venerdì santto? Noi cosa faremo il Sabato Santo? Ci trincereremo in un silenzio addolorato e sbigottito? E no! Proprio no,  credo che riempiremo le strade di sorrisi, di dolci parole, di tensioni per l’altro. Credo che correremo verso chi soffre, presteremo orecchi a chi ha il cuore gonfio … moltiplicheremo le parole perché le parole – a guardare Gesù – sono vere e proprie azioni di bene.

Buon Lunedì Santo … iniziamo subito questa settimana che dovrebbe essere la matrice delle altre 51 nell’anno.

Credits:

Immagine presa da qui.

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2 commenti leave one →
  1. 31 marzo 2010 14:53

    Sempre dalle visioni della beata Emmerick, il centurione Abenadar fu illuminato da Gesù già da prima, quando impietosito dalle terribili flagellazioni inferte a Gesù, fece smettere i torturatori. Sotto la croce fu illuminato dalla grazia e si convertì.

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