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Può capitare in Quaresima

23 marzo 2010

Può capitare che i “tempi forti” come la Quaresima a qualcuno possa sembrare voli via come sabbia tra le dita. Può capitare che ci si ritrovi a Pasqua senza aver ben capito e con una sorta di disagio perché – magari – non si è vissuto con quella sacra compunzione che tutti abbiamo in testa.

Sento dire da molte persone “mah, non è che l’ho vissuto come avrei dovuto questo tempo … Non ho combinato nulla e tutto è volato via disperso nelle mie giornate un pochino convulse … Non ho rivolto al Signore il pensiero come mi hanno indicato … Non ho fatto per nulla deserto … Insomma, ho perso tempo”.

Càpita di frequente questa sensazione e càpita anche di sentirsi in colpa per questo.

Quando sento queste sensazioni (tristi) di gente cerco di pensare alla vita di Gesù …  cerco di pensare – da quello che i Vangeli ci consegnano – come erano i Suoi “tempi forti” e … immancabilmente mi viene da sorridere perché in confronto alle Sue giornate, le nostre sono di tutto riposo.

Ma … bé, sì, insomma anche lui non si nascondeva nella Sinagoga a pregare per conto suo, anche lui per pregare “scappava” di notte, quando nessuno aveva bisogno di lui e gli altri dormivano … anche lui ha provato – sotto un certo aspetto questa sensazione.

Eppure, proprio da Lui abbiamo avuto l’indicazione che la vera preghiera è la vita, la vera preghiera è pregare pensando al Padre (magari in momenti impensabili), la vera preghiera è la parola che rivolgiamo al prossimo e la parola che “rendiamo” al prossimo affinchè apra il suo cuore e “ci scarichi addosso” tutto quello che ingombra il cuore e lo rende pesante.

La vera preghiera non è una parola detta – FORSE – …  la vera preghiera è aprire le orecchie ed il proprio cuore … Il vero tempo forte … (forse) … non è stare in ginocchio, ma è correre e correre a perdifiato per arrivare dove il Signore vuole che arriviamo.

La conversione a cui siamo chiamati è (sempre forse) molto distante dall’”eremo”  … o meglio … inizia dall’ “eremo” per poi continuare sulla strada trafficata e chiassosa che sono le nostre vite.

Questa Quaresima, poi, sembra martellante sulla misericordia …  e della “conversione raggiunta nel silenzio e nel nascondimento” … neppure l’ombra.

Ogni Vangelo proposto ha una spinta notevole verso l’uomo, ogni Vangelo proposto è un’indicazione di come deve essere il nostro “cuore” (e quando parlo di “cuore” parlo di ciò che è la fonte di ogni nostro pensiero e quindi … la testa) ed  è un’indicazione del NOSTRO cuore e non di quello degli altri.

Sì, sì, è vero che non la Chiesa non è la Croce Rossa e che non è un movimento antropologico … è vero la Chiesa è molto di più, ma passa attraverso l’uomo e la misericordia (termine un po’ troppo inflazionato e che provoca un po’ di sbuffate) che ogni uomo deve avvertire e sentire  attraverso noi …. MA IN MODO SINCERO  E NON AFFETTATO.

…. E ci accorgeremo che le parole che sono mancate a noi nelle preghiere, verranno dette da altri che magari non riuscivano più a pregare per troppi pesi.

Insomma … la conversione mi sa tanto che è una specie di “con più è permesso di conoscere il Padre attraverso Gesù, con più si conosce l’uomo nelle sue pieghe più nascoste”.

Quindi … a tutti quelli a cui pare di aver perso tempo direi che, se hanno vissuto pienamente questi giorni staccandosi dal proprio interesse e se “hanno fatto le pulizie di primavera” nei loro pensieri (quelli furbetti e carognetti che ci spingono sempre a saltare in testa agli altri) … allora non hanno perso tempo, ma si sono messi sulla strada giusta e … ricordiamoci tutti che anche di Gesù viene detto che “fu condotto dallo Spirito Santo nel deserto” … quindi la conversione di ognuno di noi viene indicata e decisa dallo Spirito Santo come meglio crede e pare a Lui e per strade che – magari – a noi paiono banali  … di nostro c’è solo un banalissimo “ok, ci sto! Andiamo?”.

Bene detto questo, direi che siamo entrati nel “corridoio” della Pasqua ed ora la beatitudine (che di beato pare non abbia proprio nulla) diventa l’ultima, quella che dà più fastidio, ma che in qualche modo è “il certificato di garanzia” del cristiano.

Non è detto càpiti a tutti, non è detto debba sempre finire male, ma E’ DETTO che ne verremo fuori e che tireremo fuori tanti da ogni sorta di difficoltà.

(Foto presa da qui)

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2 commenti leave one →
  1. 27 marzo 2010 20:44

    Capita sì che uno si era prefisso un bel cammino di quaresima, e invece poi si è un po’ perso,,,, a me è capitato spesso. E nel momento in cui ho cercato di fare il punto della situazione mi sono accorto di aver perso molte occasioni.

    Che poi magari le persone care ti ringraziano per quello che hai fatto per loro, ma tu invece senti di non aver dato abbastanza, di non aver dato tutto….

    Grazie

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    27 marzo 2010 21:32

    Caro Riccardo, credo sia il problema di molti, ma credo anche che il perseguire ( o inseguire) ciò che ci siamo prefissati – come dire – ci distrae un po’ da quello che – invece – è richiesto e serve davvero.
    A volte ho davvero l’impressione che il Signore, in qualche modo, apre le possibilità che sono essenziali, indispensabili … E’ come se indicase Lui stesso il cammino quaresimale per arrivare ad irradiare questa Luce che – di Quaresima in Quaresima – pervade sempre di più.

    Non dico non dobbiamo darci degli obiettivi, ma dico di non intestardirci su questi.
    E poi, dai, “le emergenze” quotidiane, gli aiuti sui “due piedi” o li risolvi/doni subito oppure sono occasioni perse definitivamente … invece, la preghiera, lo “spendere tempo in chiesa” ed ogni altra forma di “conversione” sono sempre “a disposizione”.

    E’ bello questo pizzico di rammarico, ma è ancora più bello (immagino) il sorriso ed il sollievo di quelli che hai aiutato ed aiutandoli, non solo, hai portato conforto/soluzione, ma hai anche – in qualche modo – avvicinato queste persone al Signore.

    In altre parole … caro Riccardo … credo che tu abbia dimostrato ciò che “ipotizzato” con il post sulle “radici al sole”.

    Grazie a te

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