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Trasfigurazione: coriandoli di luce, frammenti di voce

1 marzo 2010

Commento al Vangelo del 28 febbraio 2010, IIa domenica di Quaresima (anno C)

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,28-36)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore

Coriandoli di luce è un’espressione che ho sentito di recente e che faccio mia per interpretare, a mio modo, quello che gli occhi degli apostoli hanno visto nello sfolgorio delle vesti candide di Gesù.
Frammenti di voce è quello che mi viene in mente guardando l’immagine qui di fianco e pensando ad una voce che mi chiama (dettaglio vetrata “profeta Amos” di Marek Trizuljak, presa dal blog di Tanino – grazie 😀 )

Il tutto ha inizio da una azione fondamentale che caratterizzerà i momenti fondamentali della vita di Gesù: la preghiera.
Infatti Gesù prega nell’orto degli ulivi, prega qui sul Tabor, prega nei 40 giorni nel deserto, quando viene tentato.
Posta all’inizio di questo brano, questa preghiera è la condizione necessaria per entrare in relazione con Dio.
E Dio risponde !

Legge e Profeti

Tutto quello che è il Primo (o Antico) Testamento viene condensato in questi due personaggi: Mosè rappresenta la Legge, le Dieci Parole scritte (per ben due volte) sulla pietra e dettate direttamente dalla voce di Dio. Elia rappresenta l’innumerevole schiera di Profeti che hanno ascoltato la voce di Dio ed hanno guidato sui suoi sentieri il popolo di Israele. Sono due “colonne portanti” di tutta la Rivelazione di Dio (ci sarebbe da aggiungere Abramo, l’uomo della promessa).
Tutti hanno ascoltato le parole di Dio e le hanno messe in pratica.
Inoltre, per entrambi la fine della vita è alquanto particolare; Mosè, giunto sulla soglia della terra promessa, la vede dall’alto del monte Nebo, ma non vi entrerà; secondo alcune interpretazioni dei rabbini la morte di Mosè avviene “sulla bocca di Dio”: non c’è modo migliore di morire !
Il grande profeta Elia verrà rapito in cielo su un carro di fuoco; vi sono molte icone della tradizione bizantina che raffigurano molto bene il passaggio di Elia dalla vita all’aldilà.

Che bello !

Questa esclamazione è la stessa che Dio fa nel racconto della creazione della Genesi, quando, alla fine di ogni giorno, guarda la sua opera e dice “che bello”.
La bellezza ci salverà; E’ fondamentale prendere coscienza della “bellezza” di Dio, di tutto il creato, e soprattutto di noi stessi.
Sì, perchè siamo stati fatti belli dall’oera di Dio stesso, somigliamo a Lui.
Se rimaniamo addormentati, con gli occhi chiusi, non vedremo mai la bellezza del mondo e di noi stessi.
Forza, allora, SVEGLIA!, apriamo gli occhi e guardiamo in alto.

Dio è voce

Nel Primo Testamento Dio si manifesta molte volte attraverso una voce; nei Vangeli Dio parla solo 2 volte: al Battesimo di Gesù e qui, sul Tabor, dove esorta ad ascoltare la voce di suo Figlio e di seguirlo.
Gesù ascolta le parole del Padre e diventa suo volto e sua voce; il centro della trasfigurazione è l’ascolto. Quello che ascolto trasforma la mia vita e mi fa diventare come Lui. Ascoltare Gesù vuol dire ascoltare Dio.
Vedere e ascoltare
sono i verbi del discepolo. Solo dopo aver guardato si riesce a vedere e ascoltare.

Termino con una domanda:

E’ possibile – per l’uomo, per me, per te – diventare volto di Dio ?


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