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Le tentazioni di Gesù vinte con le beatitudini

21 febbraio 2010

Quante volte ho sentito questo Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto! Quante parole ho sentito su questo fatto! Quanti inviti mi sono stati rivolti per questo mega-ritiro che dura 40 giorni e senza spostarsi minimamente da luoghi ed occupazioni quotidiani.
Eppure oggi mi suona in modo diverso, oggi mi sono accorta che all’inizio di questo Vangelo c’è una piccola “premessa”
“In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame”

(che è quasi identico al Vangelo di Matteo proposto dal rito ambrosiano).
Non mi sono mai accorta di questa “particolarità”:  non viene detto come e per che cosa Gesù è stato tentato per 40 giorni,  ma viene detto quali sono state le tentazioni alla fine dei 40 giorrni, dopo aver vinto ogni altra tentazione, quando Gesù “pareva” (al diavolo, ovviamente) sfiancato e debole.
E che tentazioni poi, direi che sono tentazioni di  tutti i tempi che si fanno passare per cose –  sotto un certo aspetto – legittime.

  • Mangiare è legittimo, procurarsi il cibo è umano
  • Una certa gratificazione di successo (senza troppa fatica) è – secondo noi – giusta
  • La sindrome da eroi di Dio è un po’ comune a tutti (il famoso “Io mi butto e poi faccia il Signore”

Insomma, a noi –  gente del 2010 – non paiono delle “grandi tentazioni” …

Onestamente, poi, mi fa anche un po’ ridere questo “povero diavolo” che presenta simili tentazioni al Figlio di Dio, insomma, a me verrebbe da dire “Ué, ma come stai? Bello, non ci stai più dentro! Ma vai a proporre simili cose al Figlio di Dio? E’ detto popolare che Lui ne sa una più di te!”.

Eppure sono le grandi tentazioni di sempre, è la grande tentazione di “usare” Dio, di piegarlo a ciò che abbiamo bisogno in quel momento.
Sono le grandi tentazioni che arrivano quando … ehm … ci sentiamo un po’ troppo “figli” che si rivolgono al “papi” per un problema..

Ed è un escalation in questo senso: prima sulla fame (se ci fosse Pietro in giro ne tirerebbe fuori delle belle), poi sul potere (anche qui Pietro darebbe il meglio di sé ed infine sulla sindrome da padreternismo (qui invece Pietro si metterebbe a piangere ricordando la sua sbruffonata)

Ma che fa impressione, che mi scalda il cuore e mi lascia “a bocca aperta” sono le risposte di Gesù, per nulla contrariato, quasi paziente con ‘sto diavolo che fa il furbo.

Alla prima tentazione, io risponderei sdegnata e invece Gesù va più a fondo, va all’essenziale. Invece la risposta di Gesù … tra l’altro questa risposta troverà poi il suo seguito in altra parte con “ … ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” che è poi Gesù stesso nell’Eucarestia.
Un Gesù mite anche con il male. Io (noi) siamo sempre pronti a fare crociate ed invece Lui si mette nel cuore e nella mente l’armatura della mitezza che non è un lasciar correre o far finta di niente o – peggio ancora – subire una falsità. No, Lui pone la Verità con decisione, ma non colpisce il diavolo. Incredibile!!! Gesù non giudica e condanna neppure il male e pone solo la verità.
E’ la tentazione a cui corrisponde questa beatitudine

“Beati i miti, perché erediteranno la terra”
e anche questa
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”

E questa mitezza che viene dalla vera povertà di sé stessi presente nella risposta di Gesù anticipa un po’ la seconda tentazione (o da l’occasione al diavolo per la seconda tentazione).
Il potere sulla terra … ereditare la terra.

Bè, qui è inutile dilungarsi troppo. Se proprio non vogliamo “ereditare la terra” (un po’ esagerato), una certa cura d’immagine non guasta. Tra l’altro ho sempre pensato che “curare anche l’immagine” (altrimenti chiamato “fascino”) non guasta alla  Chiesa …
Bella tentazione … proprio furba!
Ma Gesù risponde con lo stesso stile di chi è davvero povero e mite. Non si dilunga, dice solo la Verità. E’ il “problemino” di Gesù che tanto ha fatto infuriare i farisei, i Sommi sacerdoti.
Ed io (noi) qui, a questo punto dovrei (dovremmo) chiederci se ho (abbiamo) lo stesso coraggio. Ooooh, certo, nessuno di noi si metterebbe ad adorare il diavolo, figurarsi! Ma … mmmmhhh … quante volte non abbiamo avuto il coraggio di dire che qualche cosa era sbagliato ad un amico (per timore di perderlo) o ad “uno che conta” (magari nella chiesa) SOLO perché ci procureremmo antipatia?
E quand’anche lo avessimo fatto, quand’anche avessimo avuto il coraggio di farlo, quale tono abbiamo usato?
Gesù usa un tono pacato, pare quasi una preghiera la Sua e si sente l’enorme potenza che ha nel cuore e pare quasi che abbia gli occhi fissi negli occhi del Padre, stia vedendo il Padre.
Anche questa risposta è occasione della 3° tentazione, anticipa la tentazione e la risposta di Gesù.

E d ecco l’ultima tentazione a cui corrisponde questa beatitudine

“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”

«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».

E’ la stessa “tentazione” rivolta a Gesù in Croce …
Il dubbio … (e il diavolo lo sapeva benissimo chi era Gesù) insinuato; la richiesta di una prova, di un segno a conferma; la tentazione di fare gesti sconsiderati per dimostrare al “pubblico” che Dio è con noi.
E’ una sfida che “tira in causa” un po’ tutto noi stessi.
E la cosa buffa è che questa “tentazione” mirerebbe a glorificare falsamente il Padre.
C’è anche da notare che la tentazione è rivolta a Gesù come Colui che può dare ordine ai SUOI angeli … Lui, Gesù, il Figlio di Dio che viene tentato di essere di più del Padre.
E Gesù rimette a posto le cose ed i ruoli con un’altra risposta mite, ma precisa.
Ed è la 3° beatitudine della purezza di cuore che davvero rende visibile (al cuore) Dio Padre.
C’è una concatenazione nelle tentazioni e nelle Beatitudini: ognuna richiama la seguente.
E’ un duello di Fede dove Gesù è stato molto più “astuto” del diavolo e l’ha battuto sullo stesso campo …
Il diavolo, scornato, quindi si allontana, ma promette di ritornare.
E ritornerà con le stesse tentazioni, ma in un momento tragico, oltre la resistenza fisica di Gesù.
E questa ultima tentazione non avrà nessuna risposta da Gesù, se non il suo spirare ed il suo affidarsi al Padre.

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2 commenti leave one →
  1. 21 febbraio 2010 18:24

    Questa è una delle più belle riflessioni che ho letto su questo brano del Vangelo. Grazie.

  2. Anna (da Nicodemo) permalink
    21 febbraio 2010 22:31

    Grazie a te Gabriella, ma grazie a Nicodemo (di notte) per lo spunto sul deserto.
    Se troverò il tempo ti dedicherò un post sullo stesso argomento …

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