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Conversioni al posteggio

26 gennaio 2010

Ore 21 di sera, sono al posteggio di Famagosta, a Milano, per riprendere l’auto e tornare a casa, dopo una giornata di lavoro e dopo aver ascoltato una conferenza di don Bruno Maggioni sulla prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi.

(La chiesa ricorda oggi la conversione di San Paolo sulla via di Damasco)

Scendo dalla metropolitana e mi avvio all’uscita, dove c’è una fila di macchinette per il pagamento del posteggio dell’auto; mi avvicino alla prima libera, armeggiando tra borsa e giubbotto per cercare la tessera ed i soldi per pagare.
Vuole cambiare la moneta ?” :
è la voce di una vecchietta che si è avvicinata con un pretesto; dimostra di avere più 70 anni, è vestita decentemente, non sembra la solita barbona, ma le sue intenzioni sono chiaramente quelle di raggranellare qualche moneta.
(penso tra me : “Ecco, ci siamo con la solita storia! Accidenti stamattina potevo fare il prepagato ed ora non ero qui a … Uff! Uff! “)

Faccio finta di niente, è già tardi ed ho solo voglia di ritornare a casa da mia moglie e dai bambini, che vedrò tra più di un’ora.
Cerco nel portafoglio e vedo che mi sono rimasti solo due biglietti da 5 euro e qualche centesimo; introduco la tessera, importo euro 2,80; metto il biglietto da 5 euro ed aspetto il resto.
Tintinnano le monete che escono dalla macchinetta, faccio per prenderle e maldestramente una moneta da due euro cade per terra rotola via, fermandosi proprio ai piedi della vecchietta.
(Lo sapevo, lo sapevo che dovevo fare il prepagato … !!!)”

Mi fermo una attimo a pensare a quello che sta succedendo e, come in un sogno, sento la mia voce che dice:
Mah … tenga questi 2 euro, sembra proprio siano per lei …
E mi allontano un poco intontito, stupito di me stesso e di quello che ho detto; mi volto perchè sento che lei mi sta chiamando:

Signore, signore senta … che Dio la benedica !

Ma toh! guarda un pò cosa mi capita! una benedizione da una vecchietta male in arnese, e per giunta … per soli 2 euro !
Vado alla macchina, esco dal posteggio e mi avvio verso casa.
Guido piano, prendo tempo per riflettere su alcune piccole cose accadute in giornata.
Ripensandoci potevo lasciarle anche gli ultimi 5 euro che avevo nel portafoglio; tanto non è che fossero proprio gli ultimi (come quelli della vedova che butta nel tesoro del tempio tutto quello che ha) .
Una volta arrivato a casa rimetto in ordine le idee ed i “frammenti di cielo” trovati lungo la strada di oggi, da Milano a Damasco.

Ricordo di aver letto sul blog di Paolo Curtaz [grazie 😉 ], che commenta la memoria della conversione di San Paolo apostolo riportando un brano di un suo libro:

Un’altra cosa ho capito, col passare degli anni: la conversione dura tutta la vita.
Non avviene in un momento puntuale, non accade una volta per sempre.

Ieri abbiamo letto dal Vangelo che Gesù è venuto sulla terra per liberare i poveri e gli oppressi …
E poi, dalla prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi, commentata da Bruno Maggioni la scorsa settimana (1 Ts 2, 13)

Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti

Già, è proprio così, la Parola di Dio agisce su di me spingendomi a convertirmi ogni giorno, aiutandomi a leggere gli avvenimenti della mia vita con occhi nuovi.
E di questo rendo grazie a Dio, e penso se mai potrò rivedere la persona incontrata oggi.
Andando a dormire sento quanto sia “calda” la sua benedizione.

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6 commenti leave one →
  1. 26 gennaio 2010 10:23

    Ciao Nicodemo, bella la tua testimonianza! stupisce vedere come Dio si riveli nella quotidianità, nelle pieghe della routine di ogni giorno…
    Posso farti una domanda en-passant? Dove hai sentito Maggioni? Ci saranno altri incontri?
    Grazie e buon cammino

  2. 26 gennaio 2010 18:39

    Molto bello leggere le tue parole, anch’io ho intrapreso il tuo stesso viaggio.

    • Nicodemo (di notte) permalink*
      27 gennaio 2010 00:01

      Allora forse un giorno ci incontreremo sulla stessa strada.
      😀

  3. 16 febbraio 2010 18:36

    molto bella la sequenza della storia. Grazie, Nicodemo! Saper vedere è l’azione più semplice e più difficile. I bambini vedono, gli anziani vedono. Dal tuo racconto ti riveli un bambino che sa sorprendersi e stupirsi… e così sei capace di vedere oltre i fatti.
    Grazie e auguri!
    Tanino

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