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Specchio

25 gennaio 2010

Commento alle letture di domenica 24 gennaio 2010

Chiedo scusa per la fatica di leggere una cosa così lunga, ma propongo la 2° lettura ed il Vangelo nei due riti:  romano e ambrosiano.

In modi diversi dicono un po’ la stessa cosa e ci fanno da specchio.

Seconda lettura (romano)
1Cor 12,12-30

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Parola di Dio.

Lc 1,1-4; 4,14-21 (romano)

…. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»

Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 9, 7-14 (ambrosiano)

Fratelli, ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: / «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, / la sua giustizia dura in eterno». Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro. Perché l’adempimento di questo servizio sacro non provvede solo alle necessità dei santi, ma deve anche suscitare molti ringraziamenti a Dio. A causa della bella prova di questo servizio essi ringrazieranno Dio per la vostra obbedienza e accettazione del vangelo di Cristo, e per la generosità della vostra comunione con loro e con tutti. Pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi.

Lettura del Vangelo secondo Matteo 15, 32-38 (ambrosiano)

In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Apparentemente sembrerebbe complicato mettere tutto insieme come se fosse un dialogo, ma tutte queste letture parlano di compassione di Dio, parlano di unità in Dio e unità che si rende visibile in un corpo umano e parlano di sovrabbondare in tutto.

E’ qui che entra in gioco lo specchio.

Spesso per identificare una persona che non si mette in discussione e non vuole capire  si dice che “si guarda allo specchio”. Ovviamente lo specchio rimanda l’immagine che siamo e non ne dà una diversa, funziona così e non pone alternative … Ma questo è quello che fa uno specchio normale, ma ne esiste uno tipo (passatemelo) quello della strega di Biancaneve e i 7 nani (che strano! 7 nani!!!! Proprio come i doni dello Spirito Santo … mah …)

Bene, questo tipo di specchio cristiano si chiama Parola di Dio e la voce che avvertiamo nel cuore e nelle orecchie del cuore è la voce dello Spirito Santo.

Noi non chiederemo allo specchio se “siamo i più belli del reame (da leggersi – in questo caso – come Regno di Dio), ma chiederemo “se siamo i più buoni del reame (da leggersi sempre come prima)” … ed un po’ ci crediamo che – in qualche modo – buoni lo siamo sufficientemente (e che facciamo di male? Nulla … o almeno si spera).

Ma lo specchio di queste letture spiazza e ci dice la Verità. Come quello della strega nella favola di Biancaneve, non mente e non tace neppure davanti alla prepotenza, davanti al potere. Lo specchio risponde “no” … perché non è lo “specchio delle mie brame” … ma è lo specchio dello Spirito Santo che è specchio di Dio.

Non basta non fare del male.  Per tanti doni che abbiamo non possiamo accontentarci di poche cose … Quand’anche avessimo pochissimi doni (vd. la descrizione del “Corpo” di San Paolo – rito romano), quand’anche questi doni fossero “miseri” rispetto ad altri, vale il discorso del Vangelo, vale il discorso dei “sette pani e pochi pesciolini” (di nuovo 7 pani !!!! … la cosa si fa interessante) … per sfamare “tanta gente” (Vangelo rito ambrosiano) … e quei “poveri doni” diventano immensi ed esagerati … (vd. San Paolo nel rito ambrosiano) per far fronte alla carità, alla compassione, a quel desiderio di Dio di soccorrere l’umanità (…. “e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore … «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”- Vangelo rito romano).

Ora lo specchio è completo, ora lo specchio ha detto la verità e …. Anche noi siamo chiamati a portare questo lieto annuncio dentro a cose pratiche magari esagerando nel bene e nella delicatezza (che spesso sono anche scomode e … poco furbe) e anche a noi è chiesto – attraverso questo – a portare il prossimo a ringraziare Dio (2° lettura rito ambrosiano).

Che dire? Mai letture furono più azzeccate di queste in questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Guardiamoci allora a questo speciale specchio che è la Parola di Dio e lasciamoci andare a quello che dice: non mente questo specchio, non mente mai perché riflette l’immagine di Dio che è in noi … immagine magari nascosta, ma che c’è …

Magari si farà fatica, ma la sensazione sarà quella di “tornare a casa” e di riprendere la propria vera ed unica identità.

P.S. Quanto ho scritto vale per me, solo per me … ma se qualcuno pensa sia “una buona idea” … ne sarò felice … la strada fatta in compagnia è sempre meglio di quella fatta da soli.

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One Comment leave one →
  1. anna (da Nicodemo) permalink
    23 gennaio 2010 17:46

    Continuo questa cosa comica di “proseguire” commentando le immagini che Nicodemo mette (splendide e perfettamente centrate).
    Sì, direi che il tipo di “specchio” che intendevo è come l’acqua … nella sua trasparenza che pure riflette le immagini esterne.
    E’ evidente che c’è ciò che si “specchia” nell’acqua, ma c’è anche e SOPRATTUTTO ciò che la trasparenza dell’acqua rivela … così le immagini si sovrappongono dando origine ad un ovvio confronto.
    Specchiarsi nel Sacro Cuore di Gesù (non è mia questa frase, è di una suor di clausura che davvero si è specchiata in una teca del Sacro Cuore di Gesù andando in seguito a confessarsi perchè le suore di clausura non possono usare specchi … con conseguente risata del confessore che ha poi consigliato alla suora di “specchiarsi” sempre nel Sacro Cuore di Gesù) e mettersi al confronto.

    Ecco, a furia di “specchiarsi” in questi specchi ed in questo modo – in modo incomprensibile per noi così gelosi del nostro pensiero – si diventa davvero trasparenti, così trasparenti che tutti vedono tutto (prima di tutto noi stessi vediamo tutto di noi). Una bella fregatura, se vogliamo, perchè si diventa indifesi e tutti possono colpire direttamente il cuore … ma è una cosa irrinunciabile ed è (ohi ohi) vera umiltà e vera Carità.

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