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Il Vangelo : fatti e non solo parole

25 gennaio 2010

Commento al Vangelo del 24 gennaio 2010, IIIa domenica del tempo ordinario (Anno C)

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,1-4; 4,14-21)
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
[…]
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore

La liturgia di questa domenica mette insieme due brani di vangelo (pericopi) che sono molto distanti tra di loro.
La prima parte è il prologo del racconto che scrive Luca, si direbbe una lunga dedica ad un amico (immaginario ?) nel quale lo scrittore spiega il motivo per cui  ha scritto tutti i fatti riguardanti la vita di Gesù.
La seconda parte è presa dal capitolo 4;  si salta quindi il periodo dell’infanzia, Giovanni Battista, il Battesimo di Gesù, le tentazioni nel deserto; dopo aver respinto le tentazioni Gesù ritorna a casa sua, a Nazaret di Galilea; e qui vediamo cosa succede …
Siccome l’Evangelista dichiara di aver svolto una accurata e dettagliata indagine giornalistica, allora mi sono immaginato di trattare Luca come un giornalista ed analizzare il suo lavoro.

Luca cronista e la regola delle 5 W

Il giornalismo di matrice anglosassone ci ha fatto conoscere la regola dell 5 W, applicata dai cronisti che voglio dare una notizia in modo chiaro e sintetico, secondo uno stile che oggi possiamo ritrovare nei lanci di agenzia.

  • WHO        → Chi
  • WHAT     → Cosa
  • WHEN     → Quando
  • WHERE   → Dove
  • WHY        → Perchè

Applicata ad un resoconto più lungo, come è il Vangelo, questa regola costituisce uno scheletro sul quale poggiare l’intera esposizione. Leggendo per intero tutto il Vangelo di Luca si potrà notare come il racconto rispetti ampiamente queste norme basilari per una cronaca perfetta.
Per me, l’evangelista Luca più che uno storico sembra un giornalista che va ad indagare su fatti accaduti alcuni anni prima, avendo a disposizione sia dei testimoni oculari di quegli avvenimenti, sia dei testi scritti da altri “cronisti” dell’epoca.
Voglio verificare come le 5 regole possono essere applicate al brano che la liturgia ci propone in questa domenica. Quindi mi pongo questa domanda :

Quale “notizia” ci sta raccontando Luca ?

WHO (Chi)
Gesù
Il protagonista è senz’altro Gesù, che si descrive egli stesso come il Cristo (l’unto), in compagnia dello Spirito (è detto 2 volte); inoltre Gesù dice di essere un inviato.
E’ da notare come non sia il giornalista-evangelista a descrivere il personaggio, ma riporti fedelmente quello che Gesù dice di sè stesso.

WHAT (Cosa)
Il compimento è il tema centrale del brano (grazie don Roberto del suggerimento 😉 ).
Gli ebrei avevano sempre vissuto con la promessa fatta da Dio che sarebbe venuto un “messia” a liberare il suo popolo dalla schiavitù, e Gesù dice che quella promessa si è finalmen avverata.
Vedremo poi che sarà un compimento molto diverso dalle attese: si pensava ad un liberatore dalla schiavitù dei romani, ad un grande guerriero, un grande re come lo era stato Davide, del quale Gesù è un diretto discendente. Invece …

WHEN (Quando)
Oggi ! Adesso ! (vedi il commento alla IIa domenica di Avvento)
La Parola di Dio, non solo quella che Gesù ha letto nella sinangoga ma soprattuto quella che leggiamo ogni volta che apriamo la Bibbia, la Parola di Dio si compie sempre nel tempo presente, nel tempo in cui vive ogni cercatore della Parola.

WHERE (Dove)
A Nazaret, a casa sua
Gesù ritorna casa sua, Nazaret, dove aveva vissuto con suo padre e sua madre; è preceduto da una quindi è conosciuto da tutti, ogni persona che lo ascolta sa chi è.
Come si vede leggendo i versetti successivi, tutti rimangono stupiti dalle sue parole, ma lo guardano anche con scetticismo: “ma come, non è il figlio del carpentiere, quello con cui giocava sempre mio figlio ? Ma va ! Ma dai ! come può essere ?“.

WHY (Perchè)
Per liberare
Gesù libera i prigionieri e gli oppressi, dona la vista a chi non vede, ai ricchi dice che è venuto il momento di ridistribuire le ricchezze anche ai poveri.
Annuncia a tutti coloro che sono schiavi del peccato, che non vedono la luce, che è arrivato il momento della remissione dei debiti-peccati.

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3 commenti leave one →
  1. marta permalink
    25 gennaio 2010 17:57

    😀 😀
    E’ vero, Gesù ha spiazzato tutti.
    Gesù ha avuto una bella pretesa.
    Tutti “dubitano” … ma poi … molti crederanno.
    Ma che dire allora di San Paolo?
    Fino a quando (e questo lo dico per noi uomini del presente) a “liberare, a dare la vita” … e tutto il resto è il Figlio di Dio ci crediamo tutti … “Figurarsi, se non può! E’ il Figlio di Dio, lo sappiamo” (la stessa cosa, ma al contrario, che hanno detto di Gesù al Tempio)… ma San Paolo (2° lettura) dice chiaramente che dobbiamo e possiamo farlo tutti, devono e possono farlo tutti i “battezzati nello e dello Spirito” (anche in San Paolo lo Spirito è citato 2 volte … un caso?).
    … Ci crediamo? Oppure è stata una parola “presa” come teoria, ma impossibile da credere come reale?

    Qualcuno ieri mi ha detto che siamo fin troppo bravi a parlare di Dio, un po’ meno a “parlare con Dio”, un caso rarissimo “far parlare il Figlio di Dio attraverso noi grazie al Suo Spirito che abbiamo ricevuto”.

    Mi sono sentita colpevole contro lo Spirito Santo, perchè io stessa ho detto ” … san Paolo avrà parlato solo per qualcuno di eletto o particolare, non certo per me o per tutti … impossibile che càpitino a gente normale simili doni …”. Mi sono accorta che è falsa umiltà la mia per non accogliere la responsabilità che il Signore chiede: la responsabilità del dono.
    Effettivamente tutte quelle cose “eccezionali” paiono lontane dalla nostra vita … se vengono intese “fisicamente”, ma se le intendiamo “spiritualmente” sono proprio dentro le nostre giornate.
    Quante volte con un consiglio azzeccato abbiamo dato luce a chi era al buio?
    Quante volte con un aiuto concreto abbiamo liberato dalla prigionia del tempo o di non saper far fronte ad una emergenza?
    Quante volte con la giustizia abbiamo liberato un oppresso?
    E quante volte con il perdono abbiamo giocato a “liberi tutti” dalla schiavitù del rancore, del male e della vendetta?

    Tutte cose che “dobbiamo” fare.

  2. marta permalink
    25 gennaio 2010 18:22

    avevo già chiuso tutto e poi …
    Visto che sono state citate le tentazioni nel deserto nessuno si è mai accorto che Satana non ha mai negato l’esistenza di Dio e la vera natura di Gesù (al contrario conferma tutto), ma ha solamente storpiato Dio facendolo diventare un Dio di potere tentando Gesù proprio su questo potere (anche di Gesù stesso come Figlio di Dio)?

    Credo sia questa la tentazione in cui tutti noi siamo immersi quotidianamente …
    Meno male che c’è Gesù a darci una mano … altrimenti … sai che scivoloni faremmo!!!!

    P.S.: questo argomento è un po’ agganciato al discorso di prima di “non sentirsi” quello che san Paolo ha detto dei cristiani battezzati nello Spirito.

  3. Nicodemo (di notte) permalink*
    26 gennaio 2010 17:05

    Ok marta,
    pace e bene 🙂

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