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Da Cana ad Haiti

16 gennaio 2010

Abbiamo ancora addosso il Battesimo del e nel Signore, abbiamo gli occhi pieni delle immagini drammatiche di Haiti, abbiamo davanti una settimana di preghiera per l’unità dei cristiani … e ribadisco “dei cristiani” e non solo delle varie Confessioni.

La risposta delle due liturgie (romana ed ambrosiana) è univoca nel Vangelo: le nozze di Cana.

La Carità che corre prima ancora del verificarsi della necessita, la Carità che … (perché no?) … forza la mano a Gesù per mezzo di Sua Madre.

Ma non è solo Carità quella che Maria invita a compiere … che è una “carità inutile” con una richiesta di un “miracolo” altrettanto inutile.

Non ci si deve fermare al gesto ed alla richiesta del gesto, ci si dovrebbe fermare a quel: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».

Gran madre, Maria, che notifica la necessità al Figlio, il Figlio “si ribella” e Lei …. Come se nulla fosse procede con la Sua missione, annunciando al mondo (ed anche a Gesù) la sua missione.

Ed ecco la frase, citata prima, che prende il sopravvento su tutto e si innalza come un sole in una giornata nuvolosa:

«Qualsiasi cosa vi dica, fatela» … che non è rivolta ai servi nello specifico della storia, ma è rivolta a noi di tutti i tempi.

Già, quella Madre che non ha mai detto molto, ma ha sempre preferito “serbare tutte quelle cose nel suo cuore” … quella Madre che si è defilata e che ha cresciuto un figlio ben sapendo che non sarebbe mai stato davvero suo (esattamente come ogni madre dovrebbe fare), quella Madre che tutti ci dicono mite e remissiva in questo Vangelo quasi impone un miracolo al Figlio, una sorta di “Go!!!” e – nello stesso tempo – previene le stesse parole di Gesù del “vieni e seguimi”.

Insomma, Colei che è stata oggetto dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele diventa ella stessa annunciatrice che l’ora della vita pubblica di Gesù è iniziata e annunciatrice al mondo che il Figlio di Dio E’ in mezzo a noi, è uno di noi.

Le Annunciazioni continuano e a suggerirle sono persone reali e concrete sotto l’effetto dello Spirito Santo che comunque si manifesta ed in chiunque si manifesta … anche in una donna che all’epoca valeva meno di niente.

Bene, da questo Vangelo, da questo monte di sapienza di Dio si scende nel mondo attraverso le seconde letture, questa volta diverse  nelle due liturgie. Sono diverse … apparentemente …

Nel rito ambrosiano:

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1, 3-14
Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,  predestinandoci a essere per lui figli adottivi  mediante Gesù Cristo,  secondo il disegno d’amore della sua volontà,  a lode dello splendore della sua grazia,  di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue,  abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,  secondo la ricchezza della sua grazia.  Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi  con ogni sapienza e intelligenza,  facendoci conoscere il mistero della sua volontà,  secondo la benevolenza che in lui si era proposto  per il governo della pienezza dei tempi:  ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,  quelle nei cieli e quelle sulla terra.  In lui siamo stati fatti anche eredi,  predestinati – secondo il progetto di colui  che tutto opera secondo la sua volontà –  a essere lode della sua gloria,  noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi,  dopo avere ascoltato la parola della verità,  il Vangelo della vostra salvezza,  e avere in esso creduto,  avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,  il quale è caparra della nostra eredità,  in attesa della completa redenzione  di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Nel rito romano:

1Cor 12,4-11
Fratelli, vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.

A parte quel magnifico “per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” che non lascia spazio a dubbi o ad equivoci, c’è un chiaro invito ad abbandonare le varie “postazioni” di privilegio, c’è un chiaro invito a “farci carico” dei problemi altrui prima che dei nostri problemi, c’è un chiaro invito a donare quei doni che tutti, ma proprio tutti abbiamo ed infine renderci consapevoli che anche noi – come Maria – dobbiamo annunciare ed annunciare il bene, la speranza … a costo anche di sentirci “rimbrottare” come è successo a Maria.

Tutte queste letture messe insieme parlano da sole al riguardo di quanto detto all’inizio, delle tre situazioni in cui siamo immersi in questi giorni in tre tempi ben precisi:

  • passato: Battesimo del e nel Signore …
  • presente: la tragedia di Haiti …
  • futuro: unità dei cristiani …

Ecco proviamo a ribaltare i tempi:

  • passato: unità dei cristiani,
  • presente: tragedia di Haiti e …. non solo … ogni altro “terremoto” che uccide (anche quelli spirituali e morali)
  • futuro: Battesimo nel Signore … che è teofania piena attraverso la nostra stessa vita se vissuta con le indicazioni di Maria

C’è un presente che ci chiama ad agire in modo del tutto particolare che va al di là dell’aiuto concreto che parte dall’unità dei cristiani per arrivare alla piena manifestazione di Dio.

Non è teologia questa, è solo pura e semplice deduzione … è applicazione pratica, è incarnazione di un’Annunciazione che continua ai giorni nostri attraverso uno “Spirito Santo che soffia dove vuole”.

Tutti i cristiani con questa coscienza di “chi” sono (nell’immensa umiltà) non sono e non possono essere solo “laici”, sono e siamo tutti sacerdoti (comune a tutti) con ministeri diversi, certamente, ma tutti proiettati all’Annuncio di un solo Dio che per nessuna ragione deve essere o diventare un “io”.

E’ un dono immenso ciò che ci è stato fatto e che ancora non ne abbiamo piena coscienza … è un dono che non possiamo trattenere o nascondere.

Fratelli perché tutti figli … nei diversi ministeri che lo Spirito Santo dona come vuole … ma cristiani “del grembiule”, cristiani “dell’ultimo”, cristiani “a perdere” …

Ognuno poi interpreti queste letture come lo Spirito Santo suggerisce nell’intimo di ognuno.

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