Skip to content

Pensieri sul Battesimo del Signore

11 gennaio 2010

Colletta rito romano del 11 gennaio
“Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto”

Prima Lettura rito ambrosiano 12 gennaio
Lettura del libro del Siracide 42, 22-25
Quanto sono amabili tutte le sue opere! / E appena una scintilla se ne può osservare. / Tutte queste cose hanno vita e resteranno per sempre / per tutte le necessità, e tutte gli obbediscono. / Tutte le cose sono a due a due, una di fronte all’altra, / egli non ha fatto nulla d’incompleto. / L’una conferma i pregi dell’altra: / chi si sazierà di contemplare la sua gloria? / Per la sua parola tutto sta insieme.

La colleta di ieri ieri nel rito romano parlava di “vedere” ciò che deve fare e la prima parte della 1° lettura di oggi parla di Dio che tiene tutto insieme.

Siamo ancora dentro il Battesimo, il nostro Battesimo nel Signore.

Da bambini veniamo portati dai nostri genitori al Fonte Battesimale, da grandi ci andiamo da soli:

  1. Ogni anno e proprio in questa festa
  2. Ad ogni confessione

Ma non basta perché questo è la Confessione dei peccati, ma … li vediamo i nostri peccati, sappiamo quali sono al di là di un dichiarato “fare del male”?

C’è un non fare il male, ma c’è anche un fare la volontà del Signore … e questa – diciamocelo francamente – chi la conosce?

Ecco che allora arriva il Battesimo in fuoco e Spirito, quello che “mette insieme” l’uomo a Dio – o meglio – Dio all’uomo.

Di due, uno solo.

Si cambia la coscienza (che diventa co-scienza=la nostra intelligenza illuminata da quella del Signore), si cambiano gli occhi per vedere (ma vedere proprio), si cambia la prudenza che diventa osare, cambia tutto e … neppure ce ne accorgiamo.

Eppure i “due” in cui noi nasciamo si fondono in un’unica persona e straordinariamente, “una conferma i pregi dell’altra” e tutto viene incanalato nel bene concreto.

L’uomo vecchio non muore, ma muore a sé stesso e diventa sostegno dell’uomo nuovo … diventa incarnazione del bene, reale, visibile …

Ed anche un banale lavoro di pescatori diventa con Gesù lo stesso lavoro, ma nuovo e si “completa” in “pescatori d’uomini”.

Basterebbe questo a fare l’unità dei cristiani che comunque avverrà, perché è la divisione in noi stessi che provoca divisioni, ma questa divisione è destinata a sperire.

Da Gesù non è più tempo di promesse ed è tempo di compimento delle stesse promesse.

A noi non pare proprio sia così … eppure se ci pensiamo bene e guardiamo tutto dalla parte bene … bé … sì è proprio così, ma non dobbiamo guardare “fuori” di noi, dobbiamo guardare “dentro” di noi

Annunci
One Comment leave one →
  1. Bruno permalink
    14 giugno 2011 12:36

    Mi e’ piaciuto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: