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Battesimo del Signore : un’altra Annunciazione

10 gennaio 2010

Battesimo DEL Signore = NOSTRO Battesimo NEL Signore
“lavati che lavano”

Da Natale a Pasqua davvero è tempo di Annunciazioni che diventano sempre più concrete, vere ed incarnate.

La “coda della cometa”, la strada di Luce che parte dai “piedini” di Gesù è percorribile … alla faccia della “neve del cuore” (tenerissima) che può renderla difficoltosa nella concretezza, del “ghiaccio del cuore” che la rende scivolosa con “capitomboli” eccezionali, del “freddo della mente” che blocca la “voglia” e qualsiasi altra intemperia spirituale/umana che da oggi si fondono perfettamente.

Sino ad ora per le Annunciazioni c’erano Arcangeli, angeli, sogni e stelle (tutte cose che noi uomini del 2010 prendiamo un po’ così), ma da oggi “Battesimo di Gesù” abbiamo tutta la Trinità che si rende visibile in corpo.

Da oggi “tocchiamo e vediamo” e diremo e vivremo ciò che vediamo e tocchiamo (siamo tutti simpaticamente Tommaso).

Ma che Annunciazione ci viene fatta? E qui, azzardo ed azzardo tanto.

Parto dal Vangelo che è comune a tutte e due i riti (ambrosiano e romano) e …

Ma perché il Giordano? Anzi, ma perché, “al di là del Giordano”?

Qualcuno ha detto, che il Giordano è la “parte più bassa della Palestina”, di certo – biblicamente parlando – è il confine con la Terra Promessa (alias Eden da cui siamo stati – ahimè – cacciati affinché con il “male nel cuore” non accedessimo all’albero della vita Gn 3,22).

Al di là” e quindi ancora “dietro il confine” significa che Gesù è Colui che ci farà passare, ci farà accedere a questa Terra Promessa, ci condurrà facendoci attraversare il confine (esattamente come Israele ha passato il mar Rosso) …

Entreremo dietro a Lui, al Figlio di Dio, entreremo “conoscendo il male ed il bene” (questo ci ha insegnato la vita di Gesù), ma senza il “cuore ed il pensiero malato dal sospetto” e – sempre per mezzo di Gesù – potremo anche accedere all’albero della vita (il cui frutto – credo – sia proprio Gesù con l’Eucarestia).

Il peccato è stato cancellato, siamo di nuovo liberi, ma liberi – anche di ricompierlo.

Questo momento, allora, del Battesimo del Signore, corrisponde all’inizio di un “rischio d’amore” infinito: Dio che ricomincia tutto da capo, tutto dall’inizio.

Gesù nell’acqua (simbolicamente è la stessa acqua con cui Dio avevo punito l’umanità con il Diluvio Universale) ha reso la stessa acqua strumento di pace e di unità perfetta con Dio Padre. Dio non può dividere e – di più – ha unito la “carne” allo spirito: ha ricomposto nel suo essere l’uomo che fino a quel momento era (incredibile!!!) diviso in sé stesso e – ovviamente – diviso dal Creatore.

Questo è il dato di fatto, ma andiamo allo splendido dialogo delle due liturgie che si svolge attraverso la 2° lettura:

per il rito romano (Tt 2,11-14;3,4-7) (ho sottolineato le parti dove dovremmo fissare cuore e mente:

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,

che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

A cui risponde con un “sì” la liturgia ambrosiana con Efesini 2, 13-22 (le parti in grassetto sono la “risposta”

Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, / colui che di due ha fatto una cosa sola, / abbattendo il muro di separazione che li divideva, / cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. / Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, / per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, / facendo la pace, / e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, / per mezzo della croce, / eliminando in se stesso l’inimicizia. / Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, / e pace a coloro che erano vicini. / Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, / al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito

Prosegue la conferma con Isaia che ci “tiene” insieme con il consolare (uuuhhhh), “alzare la voce per annunciare il bene” (al massimo noi alziamo la voce per reclamare il male che ci è stato fatto) ed abbattere ogni “divisione” (vedi le “intemperie” iniziali) e che prosegue nel rito ambrosiano con il “testimone fra i popoli” (eggià!!!), abbandonare la “vecchia strada” di iniquità di pensiero perché si“ritorni al Signore che avrà misericordia di lui / e al nostro Dio che largamente perdona”

(incredibile: la richiesta di perdono al Signore, dopo, essere stati perdonati)

Ed ecco l’Annunciazione a noi: Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”

Il nostro Battesimo, la nostra rinascita a uomini nuovi (molto bambini, speriamo, che sappiano giocarsi fino in fondo), “rifatti” all’interno, in noi stessi , perché noi, ognuno di noi (e al di là di tutto e di tutti) possiamo:

  • consolare
  • urlare il bene

Proclamare che siamo liberi di fare il bene per togliere ogni catena del male, del rancore, del dolore e della sofferenza più o meno innocente

  • chinarci per primi
  • e per primi perdonare COME siamo stati perdonati

E … se è vero come è vero che in forza di questo “Spirito e fuoco” siamo diventati “figli, familiari di Dio, fratelli di Gesù Cristo (Efesini 2,19) ” allora è anche possibile che su di noi “uomini nuovi” risuoni il compiacimento del Padre.

Non si vedranno “colombe volteggiare”, non si apriranno i cieli, non risuonerà potente la voce del Padre, non saremo di certo il Figlio di Dio Gesù Cristo, ma ci saranno di certo cuori alleggeriti che riprendono il volo della speranza, si apriranno i pensieri al bello ed al buono, si apriranno gli occhi alla verità di un bene che deve sempre interagire con tutto, ci saranno teste che si alzano e … la voce più bella e potente saranno i sorrisi silenziosi e pieni di vita che riusciremo a far nascere.

Tutto sommato non dobbiamo fare molto, solo “fidarci” del bene ed affidarci il bene. Non è molto a vederlo scritto, ma ci vuole coraggio a viverlo e solo quello “Spirito Santo e fuoco” ci può rendere capaci.

Domani, è di nuovo il nostro Battesimo … e magari per qualcuno ci potrà essere anche la primissima Annunciazione “Ecco concepirai un figlio” … in versione del tutto umana che ha a che fare con diventare “custodi del prossimo” come se tutti fossero figli.

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