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Prendere per la coda una cometa

5 gennaio 2010

Commento al Vangelo del 6 gennaio 2010, Epifania del Signore

+  Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2, 1-12)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore

Dice Matteo:
Lo sanno tutti che, quando nasce un bambino, in cielo si accende una stella. Quando Gesù nasce, sorge la lua stella.
La vedono levarsi, in Oriente, i sapienti pagani … Capiscono che è nato un grande re, si mettono in cammino e, seguendo la stella, giungono a Gerusalemme.
(da “Dice Matteo”, Sivia Giacomoni).

Segni, sogni, angeli e stelle

Cosa sto cercando ?  Cosa sta guidando il mio cercare ? Dove si volge il mio sguardo ?

Queste domande mi frullano per la testa mentre leggo e rileggo il Vangelo, e mi chiedo che cosa abbia attirato i Magi sino a Gerusalemme. Proprio dei pagani poi, che non avevano mai sentito parlare della profezia di Michea (Mi 5,1) e si erano messi in cammino spinti da chissà che cosa, un segno, una stella.
Avevano avuto un bel coraggio i nostri “sapienti” ad incamminarsi per una strada sconosciuta, guidati da questo “navigatore stellare” con la meta già impostata e senza comandi vocali.

Sono forse dei sognatori, degli illusi, dei cercatori di segni sempre con il naso all’insù (nasinsù ?) a guardare le stelle ?
Confronto il mio atteggiamento con quello dei magi e scopro che vivo in un mondo di “teste basse”, e io stesso lo sono, con gli occhi ben puntati a terra per evitare di inciampare nei mille tranelli terreni della dura vita quotidiana, ancorato saldamente alle zavorre “reali” del mondo.
Già, ma noi non siamo “del mondo”, non possiamo stare sempre e solo con i piedi per terra. Scopro di avere una grande invidia per questi magi, pronti ad inseguire un sogno, come sanno fare i solo i sognatori ad occhi aperti, come sanno fare i bambini di ogni tempo.

E sognano i Magi, e seguendo ed ascoltando i propri sogni si fanno guidare ancora sulla via del ritorno, senza tornare da Erode, pieni di gioa per aver trovato il re che cercavano, per aver realizzato un sogno che ai più poteva sembrare inattuabile.
Anche gli angeli hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia della natività, a partire dall’annunciazione a Maria, per passare dal coro degli angeli che portano l’annuncio ai pastori, fino all’angelo custode di Giuseppe (a me piace pensare che sia il suo angelo custode) che lo avverte in sogno di fuggire in Egitto.

Nasinsù

Il grest 2009 parlava proprio del cielo, invitava ad alzare lo sguardo e ad osservarlo poichè il cielo sopra di noi non è mai fermo, cambia ogni giorno e si muove col passare delle stagioni.
Sono io, purtroppo, a restare fermo, immobile nella mia concretezza umana che mi impedisce di alzare lo sguardo.
E basterebbe poco, solo guardare all’imensità del cielo per sentirmi immensamente piccolo, e riscoprire la gioia e lo stupore dell’infinito, come solo sa fare un bambino.

Mi ha fatto piacere ricordare il grest 2009, durante il quale il figlio maggiore è stato coinvolto in una bella attività coordinata dagli animatori della parrocchia e dal caro Don Davide, che non è più tra noi.

Proprio ieri un amico, molto impegnato nell’oratorio, ci ha donato una sua “compilation” di canzoni in ricordo del Don, come tutti lo chiamavamo.
Una delle canzoni è “Sta passando novembre” di Eros Ramazzotti; non è forse in tema con l’Epifania, ma la cometa mi ha fatto fare questo collegamento; e poi ognuno di noi è sempre in cerca di una meta da raggiungere, si tratta di “agganciare” la cometa giusta.
Riporto i versi della canzone ed il pensiero di Marco.

Puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere adesso la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.

Io lo immagino così volentieri il Don, che prende per la coda una cometa … e, dall’altra parte, sono sicuro che adesso ha raggiunto la sua meta, la sua casa da dove è venuto, da dove tutti noi abbiamo capito in qualche modo che veniva:
sì, per me il Don faceva trasparire un qualcosa di “soprannaturale”, di “altro da noi” che è difficile da descrivere ma che si “toccava con mano”.

Un grazie a “Anna” per l’idea su angeli, sogni, ecc. ecc. e a Marco, per il suo cd che mi ha fatto da colonna sonora nello scrivere questo post, e per le sue parole che ho preso in prestito e fatto mie.

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One Comment leave one →
  1. marta permalink
    6 gennaio 2010 01:07

    Caro Nicodemo (di notte con sogno),
    non ha molta importanza fissare il cielo, non ha importanza avere gli occhi inchiodati a terra per evitare i tranelli, i trabocchetti … non ha importanza sentirsi “troppo uomini” … Quello che importa è avere quegli “occhi del cuore” (quello che sta dentro il pensiero) puntati al Cielo, puntati alla Luce.
    Siamo uomini con i piedi per terra, ma la “vista del cuore” in Cielo, verso la Luce, verso il bello che nulla teme.

    In te, in ognuno di noi è quella Luce. Esiste, vive e palpita; ci fa sospirare, desiderare e sognare. Vive in noi, per noi, con noi … Ed è entrata in noi con il Battesimo ed ogni volta che lo vogliamo alimentiamo questa Luce con l’Eicarestia.

    Dobbiamo stare con i “piedi per terra” … per che cosa se no Dio si è fatto uomo? Dobbiamo stare dentro questa vita esattamente come il bambino che ti sta per nascere sta nella pancia di tua moglie … Ci stiamo formando, ci stiamo completando e – intanto che ci “formiano” – anche noi emaniamo luce … piccola, umana, ma potente.

    E’ inutile sognare comete, è inutile desiderare il Cielo perchè con questo Bambino Gesù la cometa è dentro di noi, il Cielo è dentro di noi … ed è quella nostalgia che a volte sentiamo – da adulti – di quando eravamo bambini: è molto meglio sognare fiabe che sognare realtà e poi realizzarle adagio adagio … con pazienza.

    A qualcuno è dato di fare cose straordinarie come se fossero ordinarie e a qualcuno d’altro è dato di fare cose ordinarie come se fossero straordinarie.

    Non conosco don Davide, ma da quello che tu dici, deve essere proprio l’unione di queste due persone ordinarie e straordine contemporaneamente.

    Sognamo tanto e ad occhi aperti … non possiamo dormire … Tu lo sai come Nicodemo … Gesù ti ha aspettato di notte perchè – parrà strano – ma il Signore della Luce fa udire la Sua voce e Luce di notte, quando tutto tace, quando il fragore umano cede il passo al silenzio, quando il buio – che è stato vinto dalla Luce – si mette al servizio della Luce per renderla ancora più luminosa e desiderabile.

    Don Davide ha solo cambiato stato e Stato … non si sentirà più con le nostre orecchie e vedrà con i nostri occhi … ma le orecchie e gli occhi del cuore lo sentono e vedono.
    Se sarà maschio questo bambino che attendete potreste chiamarlo Davide … sarebbe un bell’augurio per questo nuovo bambino.

    Buona festa della Luce … per tutti … per tutti quelli di buona volontà … anche se chiamano Dio con un altro nome.

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