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Te Deum Laudamus

31 dicembre 2009

In occasione della chiusura del Grande Giubileo 2000, nella solennità dell’Epifania 2001, l’inno del Te Deum venne cantato in una forma diversa da quella tradizionale; vorrei riproporre, in occasione del nuovo anno 2010, un commento a questo testo, che si divide in tre parti.

– (ritornello)
Te (o Padre e Figlio e Spirito) noi lodiamo (nostro) Dio! Te (o Padre e Figlio e Spirito) noi professiamo (nostro) Signore!

Prima parte: il Padre

Te, o eterno Padre venera tutta la terra!
A te gli Angeli tutti, a te, i Cieli e tutte le Potenze,
a te i Cherubini e i Serafini, inneggiano con voce incessante:
– (rit.)
Santo Santo Santo il Signore Dio Pantocratore!
I cieli e la terra (o Signore) sono pieni della tua gloria!
– (rit.)

Seconda parte : la Chiesa diffusa nel Mondo e riunita dai quattro venti nella confessione di Dio Padre e Figlio e Spirito

Te il glorioso coro degli Apostoli
te il non piccolo numero dei Profeti
te il candido esercito dei Martiri,
te la santa Chiesa diffusa su tutta la terra, confessa:
– (rit.)
Padre della gloria immensa
il Figlio tuo unigenito vero e adorando
il Santo (tuo) Spirito Consolatore!
– (rit.)

Terza parte: il Figlio fatto uomo e salvatore, Lui che è venuto e che ritornerà

Tu, o Cristo, Re della gloria,
Tu Figlio eterno del Padre.
Tu per il progetto di liberazione dell’uomo ti sei abbassato (a incarnarti) nel grembo della Vergine!
Tu vincitore del pungiglione della morte hai (ri)aperto ai (tuoi) fedeli il regno dei cieli!
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre
e (da li) noi crediamo che, giudice, verrai!
Tu dunque (o Cristo) soccorri i tuoi servi che hai redenti con il sangue tuo prezioso
e fa che (tutti) si riuniscano nel numero dei tuoi Santi!
– (rit.)

Da sempre passa come un canto di ringraziamento, ma leggendo il testo è solo una preghiera accorata ed è un’indicazione di conversione.
Ci si potrebbe confessare con questo testo del Te Deum in mano, specialmente nel 3° gruppo di versetti perché siamo chiamati nella nostra umanità a vivere la stessa umanità di Gesù.
E’ quasi un canto che impone un esame di coscienza sull’anno passato e un progetto per l’anno che viene; è un canto che chiama lo Spirito Santo come Spirito che anima la nostra intelligenza umana, che invoca un Padre per il perdono dove la forza ha ceduto, che abbraccia il Cristo come Fratello che accompagna, che è strada (neppure tanto difficile a dire il vero …. molto coraggiosa, ma non impossibile) … e ci si riconosce come Chiesa.

Rileggere il Te Deum come confessione di tutta di Chiesa, sia come confessione di Fede che Confessione di peccati (ovviamente di omissione) mi fa bene e credo faccia bene a molti, soprattutto a quanti si sentono un bel po’ santi o quelli che si sentono un po’ troppo peccatori.

Non credo sia solo un canto di “festa”, credo piuttosto sia un canto d’amore commosso dove l’unica cosa che splende è solo e semplicemente un amore a Dio, un amore umano a Dio, ad un Dio che si è fatto bambino e che da uomo si è lasciato mettere in croce senza pretendere ragioni o imponendo la Sua Potenza … perché la Sua potenza è solo AMARE.

Ecco, questo credo esca dal Te Deum: UNA PROMESSA DI AMARE FINO ALLA CROCE, FINO AI CHIODI … un AMARE totale che neppure pretende amore.
Auguro a tutti qualche lacrima di profonda tenerezza per un Dio che è tenerezza assoluta … (tutto sommato pare sia un Dio che fa fatica ad essere Giudice quando il giudicato è da condannare e … aspetta … aspetta e ancora aspetta).

E’ un canto che ci fa essere Chiesa per fare Chiesa, ognuno nel suo piccolo ed immenso mondo chiamato – perché no – a vincere di nuovo ed ogni giorno quel “pungiglione di morte” che si chiama separazione dal bene. Semplici uomini e donne, splendida umanità che si ritrova immersa nella Luce della Creazione, della nuova creazione senza differenze, senza distanze tra l’uno e l’altro e tutti nella piena coscienza di essere figli stra-amati.
Figli che, dal Padre, hanno imparato una cosa davvero sconvolgente e sconveniente per gli uomini: esagerare nel bene, esagerare nel dono, esagerare nel volere il bene altrui costi quello che costi, esagerare nella fiducia …. Esagerare in tutto.

Con questo canto in gola la paura che spesso ci attanaglia per … gli altri uomini, come nemici si trasforma in timore di noi stessi perché il male che ci potrebbe venire dal prossimo trova risposta ed effetto in come noi lo viviamo. Se lo vivessimo come Gesù, se lo vivessimo come “Padre, perdona loro perché non sanno quello fanno” chiedendo al Padre di perdonare, prima ancora di perdonare personalmente, il male … vacillerebbe e non troverebbe più appiglio.

Un canto così ci mette sempre in condizione di rispondere al male sempre con il bene e con più il male esagera, con più il bene sovrabbonda.

Un canto pieno di Luce che illumina ogni cuore ed ogni mente (assomiglia un po’ al Preconio pasquale nella sua forma) che preannuncia la benedizione perfetta (quella che più amo) e che verrà letta come 1° lettura sia nella liturgia romana che quella ambrosiana:

Ti benedica il Signore / e ti custodisca. /
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto / e ti faccia grazia. /
Il Signore rivolga a te il suo volto / e ti conceda pace.

Buon fine anno di piena coscienza di quello che avremmo dovuto essere e non lo siamo stati e buon inizio di nuovo anno perché, con questa coscienza, quell’ “essere” è di certo più vicino e possibile … e di anno in anno raggiungeremo quella santità (di cui tutti ci dichiariamo “fuori”) ma che siamo INEVITABILMENTE chiamati ad “indossare” come una nuova pelle, come un nuovo cuore.

Buon Anno a tutti
(Anno l’ho scritto con la A maiuscola, proprio perché ogni anno nuovo possa essere sempre l’Alfa della nostra vita).

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  1. Nicodemo (di notte) permalink*
    1 gennaio 2010 22:47

    Bella la “rivisitazione” che hai fatto del Te Deum.
    Eì una preghiera che si potrebbe recitare più spesso, e non solo una volta all’anno, ma anche in altre occasioni (ringraziamenti e richieste di perdono, o anche dopo la confessione).

    Per completare aggiungo le versioni in italiano e in latino.

    Noi ti lodiamo, Dio *
    ti proclamiamo Signore.
    O eterno Padre, *
    tutta la terra ti adora.

    A te cantano gli angeli *
    e tutte le potenze dei cieli:
    Santo, Santo, Santo *
    il Signore Dio dell’universo.

    I cieli e la terra *
    sono pieni della tua gloria.
    Ti acclama il coro degli apostoli *
    e la candida schiera dei martiri;

    le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
    la santa Chiesa proclama la tua gloria,
    adora il tuo unico figlio, *
    e lo Spirito Santo Paraclito.

    O Cristo, re della gloria, *
    eterno Figlio del Padre,
    tu nascesti dalla Vergine Madre *
    per la salvezza dell’uomo.

    Vincitore della morte, *
    hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
    Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
    Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

    Soccorri i tuoi figli, Signore, *
    che hai redento col tuo sangue prezioso.
    Accoglici nella tua gloria *
    nell’assemblea dei santi.

    Salva il tuo popolo, Signore, *
    guida e proteggi i tuoi figli.
    Ogni giorno ti benediciamo, *
    lodiamo il tuo nome per sempre.

    Degnati oggi, Signore, *
    di custodirci senza peccato.
    Sia sempre con noi la tua misericordia: *
    in te abbiamo sperato.

    Pietà di noi, Signore, *
    pietà di noi.
    Tu sei la nostra speranza, *
    non saremo confusi in eterno.

    Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
    Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
    Tibi omnes ángeli, *
    tibi cæli et univérsæ potestátes:
    tibi chérubim et séraphim *
    incessábili voce proclamant:

    Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
    Dóminus Deus Sábaoth.
    Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.
    Te gloriósus * Apostolórum chorus,
    te prophetárum * laudábilis númerus,
    te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
    Te per orbem terrárum *
    sancta confitétur Ecclésia,
    Patrem * imménsæ maiestátis;
    venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
    Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.

    Tu rex glóriæ, * Christe.
    Tu Patris * sempitérnus es Filius.
    Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
    non horruísti Virginis úterum.
    Tu, devícto mortis acúleo, *
    aperuísti credéntibus regna cælórum.
    Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
    Iudex créderis * esse ventúrus.
    Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
    quos pretióso sánguine redemísti.
    Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.

    Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
    et bénedic hereditáti tuæ.
    Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
    Per síngulos dies * benedícimus te;
    et laudámus nomen tuum in sæculum, *
    et in sæculum sæculi.
    Dignáre, Dómine, die isto *
    sine peccáto nos custodíre.
    Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
    Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
    quemádmodum sperávimus in te.
    In te, Dómine, sperávi: *
    non confúndar in ætérnum.

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