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Viene la Luce Vera

22 dicembre 2009

Prologo del Vangelo di Giovanni (Gv 1,  1-9)

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

Ancora tre giorni a Natale.
E’ notte, oggi nella pianura padana (dove abito) è arrivata, ampiamente annunciata, una nevicata che ha ricoperto tutto con il suo manto bianco.
sotto la neve, caduta oggi in abbondanza, suoni e colori sono trasformati.

Il solito paesaggio notturno appare illumiminato da una luce strana, o meglio una luce non solita”, che fa risaltare le cose in modo diverso da quello di tutte le notti.

I bambini sono a letto e dormono, domani sarà per loro l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, ammesso che domani le scuole aprano …
La moglie oggi non dorme a casa, si è fermata dai genitori in un’altra città poco distante, per non mettersi in viaggio sulle strade innevate e non correre rischi nelle sue condizioni (aspettiamo un bimbo). Diciamo che si è fermata … dalla “mamma Luisa”, così come Maria si era fermata dalla cugina Elisabetta.

Il telefonino trilla, è un sms della moglie che chiede notizie dei bimbi, rispondo prontamente, con parole non solite. La distanza non ci divide, ci messaggiamo come due innamorati.

Vado in cortile a spalare un pò la neve, per portarmi avanti sul lavoro che mi aspetta domattina.
La luce, quella luce … nel prologo del Vangelo di Giovanni la parola luce compare 6 volte e questo mi fa riflettere su quanto vedono ora i miei occhi.

Il campanile della chiesa è illuminato, le campane sono ferme, ma sembrano in attesa del momento annunciato in cui poter cantare con voce potente il “Gloria a Dio nell’alto dei cieli …”; sembra che non aspettino altro che quel momento.

Le luci multicolori degli addobbi, fatti dai vicini di casa, danzano accendendosi e spegnendosi, si rincorrono da una casa all’altra, senza mai fermarsi, per dire al mondo che la luce vera sta per arrivare; una grande stella cometa illuminata mi ricorda dove sta il luogo dell’evento.

Poche automibili passano piano sulla strada, i loro fari si muovono lentamente lasciando una scia sile; sembra che le auto scivolino sulla strada ghiacciata, silenziose come non mai.

Nel cortile vi sono tracce fresche nella neve del passaggio di un gatto, alla ricerca di un riparo per la notte; insieme a queste c’è la “pista” disegnata dal figlio maggiore sulla neve caduta nei giorni scorsi.
Tracce che piano piano scompaiono sommerse dai fiocchi che lungamente cadono da un cielo illuminato da un chiarore sommesso.

Sulla strada principale passa e ripassa uno spazzaneve, un trattore con una pala agganciata all’anteriore; la luce del lampeggiante si fa notare, il silenzio è rotto dallo sfregare della pala sulla strada.

Come distinguere la luce vera ?
Sono ormai abituato ad un eccesso di luci e suoni che invadono le città, i supermercati affollati, i grandiosi concerti; non faccio più caso a tutte le luci che mi illuminano senza scaldarmi il cuore, luci che mi accecano e non mi permettono di vedere i contorni indefiniti delle cose quotidiane. Luci e suoni riempiono occhi ed orecchie ma non dicono nulla alla mia sete di verità.

La risposta è forse in questa notte di silenzio e chiarore, di soffice e lento danzare dei fiocchi lievi, in questa notte di incanto e di attesa sognante.

Ho pulito il cortile usando un attrezzo autoprodotto, una specie di piccolo spazzaneve con un lungo manico ed una rozza pala, fabbricato da mio padre e lasciato in eredità.
Mentre stavo spazzando una piccola scheggia di legno si è conficcata nella mano, ed ora si fa sentire mentre digito sulla tastiera, riportandomi con i piedi per terra, alla dura realtà di una vita che viene al mondo per salvare tutto il mondo.
Una vita destinata al sacrificio estremo, la morte in croce.

Ecco la luce vera che nasce per noi.

Buon Natale

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