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Mai

16 novembre 2009

Commento al Vangelo del 15 novembre 2009, XXXIII domenica del tempo ordinario (anno B)

+  Dal Vangelo secondo Marco (13, 24-32)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

OrologioQuesta domenica il Vangelo per me è particolarmente difficile da commentare e da vivere.
Si parla di una ultima venuta di Gesù e di un raduno degli eletti; di un cielo che sembra collassare; di una pianta di fico da osservare attentamente; di una parola eterna; di un tempo sconosciuto; di una certezza;
Queste sono le mie prime impressioni sul brano del Vangelo. Cerco di capire meglio andando a leggere i versetti precedenti e quelli successivi al brano di questa domenica.
Nella domenica precedente, alla fine del capitolo 12, abbiamo visto Gesù nel tempio indicare l’esempio della vedova che offre tutto quello che possiede, ovvero sé stessa. Di seguito, nel capitolo 13, Gesù parla degli ultimi tempi e poi, dal capitolo 14, inizia il racconto della Passione.
Questo brano di oggi mi dice che certamente ci sarà una fine, che nessuno (tranne il Padre) sa quando succederà, e descrive “il come” avverrà questo con termini e paragoni umani per far intuire come potrà accadere un fatto che non si può spiegare.

Presente imperfetto e Futuro semplice

Nella vita di oggi, confrontandomi anche con mia moglie, ci accorgiamo spesso di vivere troppo proiettati nel futuro per programmare la nostra vita ed i nostri obiettivi “con la testa alta”, cercando di guardare lontano.
Invece, come sempre, oggi Gesù sconvolge la nostra visione del tempo dicendoci di guardare vicino, di osservare i segni dei tempi qui, adesso, vicino a noi, sull’albero di fico della nostra vita.
Ci dice che è inutile cercare di sapere il come ed il quando dell’ultima venuta, poiché solo il Padre conosce questo.
A pensarci bene Gesù mi sta facendo un favore: nel guardare lontano siamo distratti dalle molte preoccupazioni che vediamo nel futuro; con le sue parole Gesù mi toglie questo fardello e mi dice di pensare all’oggi, togliendomi quelle angosce che magari non sono capace di portare.
Interpreto questo come un invito a vivere “qui ed ora”, lasciando in secondo piano le preoccupazioni del futuro, ma senza dimenticarmi di pensare al domani.

Tranquillo

Questa è la frase che ci ripete spesso il figlio più grande quando noi genitori, affannati per essere ritardo per l’ora di ingresso a scuola, ci agitiamo più del necessario. Sovente ha ragione (non sempre però !)
Il nostro affanno quotidiano ci fa dimenticare di avere a disposizione un bene eterno, ovvero la sua Parola; la ascoltiamo ogni domenica alla messa, nella nostra casa sovente giace impolverata sullo scaffale della libreria, eppure, tra tutte le cose che inevitabilmente hanno una fine, questa è quella l’unica che non passerà MAI.
Tranquillo, la sua Parola è sempre a portata di mano, basta solo rispolverarla e leggerla; il resto viene quasi da sé.

2012 ?

Proprio in questi giorni e’ uscito nelle sale cinematografiche il film “2012”; di questo mi limito a segnalare un articolo con il quale mi trovo in perfetta sintonia (commento di gioba).

Attesa vigile

E’ l’atteggiamento che ci suggerisce il Vangelo, nei versetti successivi al brano di oggi, alla fine del capitolo 13.

State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!”.

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